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Moda green, è l’italiana Canepa la prima azienda tessile ad aderire al Detox Commitment di Greenpeace

A partire da gennaio il produttore di tessuti per le grandi case di moda chiederà ai fornitori di indicare le sostanze chimiche tossiche emesse con la produzione

Moda green, è italiana la prima azienda tessile che ha aderito pubblicamente al “Detox Solution Commitment” di Greenpeace per eliminare le sostanze chimiche tossiche dalla propria produzione. A partire da gennaio 2014, l’azienda comasca Canepa Spa – che produce tessuti di alta qualità come la seta e il jacquard per le principali firme dell’alta moda e del prêt-à-porter italiane e del mondo – richiederà all’80% dei propri fornitori di rivelare i quantitativi delle sostanze chimiche pericolose emesse; altro obiettivo della società, l’eliminazione della metacrilammide, una sostanza che presenta elevati rischi di tossicità.

L’azienda ha così sottoscritto formalmente la campagna lanciata da Greenpeace a febbraio, durante la fashion week: il Detox Solution Commitment mira a liberare – entro il 2020 – la moda dalle sostanze tossiche attualmente utilizzate. E’ una sfida che è stata già raccolta da grandi marchi del retail, dello sportswear e del lusso, ma che finora non aveva visto nessuna impresa manifatturiera tessile impegnarsi pubblicamente.

“Possiamo orgogliosamente affermare che con il nostro impegno stabiliamo un nuovo primato per l’industria Made in Italy, siamo la prima impresa tessile al mondo a sottoscrivere il Detox Commitment – ha affermato Elisabetta Canepa, titolare della Canepa spa di San Fermo della Battaglia (Como)  -. Per noi essere leader oggi significa aggiungere un elemento di qualità in più nei nostri tessuti, quello della sostenibilità. Vogliamo contribuire alla crescita di una moda rispettosa dell’ambiente aiutando i migliori marchi della moda a produrre gli splendidi capi e accessori che sanno creare e che con i nostri tessuti hanno una qualità in più, quella di non inquinare un bene prezioso come l’acqua.”

“Questa è una vittoria soprattutto per le comunità locali in tutto il mondo colpite sempre più duramente dall’inquinamento delle proprie risorse idriche e che hanno il diritto di sapere cosa viene scaricato nell’ambiente in cui vivono” ha affermato Greenpeace.

L’adesione formale al Detox Commitment non è il primo passo compiuto dall’azienda comasca verso una moda più green: negli ultimi anni, nei propri stabilimenti di San Fermo della Battaglia e Melpignano in Puglia, Canepa ha investito in energia solare con un impianto fotovoltaico che produce 1,5 milioni Kw/anno e riduce le emissioni di Co2 di circa 1000 tons /anno.

L’unità di ricerca dell’azienda, Canepa Evolution, inoltre, ha sviluppato e messo a punto importanti innovazioni tecnologiche di processo con i progetti SAVEtheWATER®, Kitotex® e Metacrilammide-free che consentono l’eliminazione di alcune sostanze normalmente utilizzate nei processi di preparazione della tessitura come l’alcol polivinilico e la metacrilammide e limitano l’uso di sostanze sbiancanti e di detergenti. L’applicazione di queste tecnologie consente inoltre rilevanti riduzioni nell’uso di acqua. Nel caso delle tecnologie SAVEtheWATER e Kitotex l’impiego di acqua per kg di tessuto può ridursi fino a 20 litri rispetto ai 300 delle tecnologie tradizionali.

Proprio in questi giorni Greenpeace ha rilanciato l’operazione con un video che spiega gli effetti di alcune sostanze emesse dai produttori del comparto fashion sull’ambiente: alla campagna hanno aderito anche aziende come Nike, Adidas, Puma, H&M, M&S, C&A, Li-Ning, Zara, Mango, Esprit, Levi’s, Uniqlo, Benetton, Victoria’s Secret, G-Star Raw e  Valentino.


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