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Mirante: “La Cina è un’opportunità da cogliere”

Sono due, oggi, le anime della fiera di Hong Kong di marzo organizzata dall’Hong Kong Trade Development Council (HKTDC): una che va alla scoperta del gioiello finito, l’Hong Kong International Jewellery Show; un’altra, l’Hong Kong International Diamond, Gem & Pearl Show, per le materie prime. Parzialmente sovrapposte dal punto di vista temporale e in due location diverse, rappresentano un punto di riferimento per la gioielleria internazionale e in particolare per quella italiana.

Il perché lo spiega Gianluca Mirante, Direttore Italia, Hong Kong Trade Development Council.

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Gianluca Mirante, Direttore Italia, Hong Kong Trade Development Council

Quali sono i mercati target della fiera di Hong Kong?

L’HKTDC Hong Kong International Jewellery Show e l’HKTDC Hong Kong International Diamond, Gem & Pearl Show costituiscono insieme il più grande mercato dell’industria del gioiello. Con più di 4.300 espositori provenienti da 52 paesi, nel 2015 le due manifestazioni hanno stabilito un nuovo record di presenze . Oltre 76.000, invece, i buyer da 140 paesi. Dal punto di vista degli espositori, l’Italia costituisce il Paese meglio rappresentato alla fiera del prodotto finito, tuttavia sono considerevoli anche le esposizioni dalla Tailandia, Cina, India, Taiwan, Stati Uniti e Giappone. Il profilo dei buyer è invece costituito per circa il 70% da asiatici, il 12% da europei e il 7% da americani.

Qual è il rapporto tra la fiera e il dettaglio italiano? Ci sono collaborazioni mirate?

Si mantiene stabile e proficua la collaborazione con il dettaglio italiano. Grazie ad alcune iniziative poste in essere per incentivare la presenza degli operatori italiani, stiamo registrando sempre più interesse per entrambe le fiere. Teniamo in modo particolare al rapporto con Federpreziosi, che sarà presente anche nell’edizione alle porte, dopo una serie ininterrotta di oltre 10 anni di partecipazioni, attestando l’importanza dell’immancabile appuntamento nel mese di marzo a Hong Kong.

Quali sono le previsioni a breve termine per il mercato italiano?

L’Italia continuerà a rivestire un ruolo primario da parte del nostro Ente. La pluridecennale collaborazione con l’Agenzia ICE permetterà di aiutare sempre più aziende italiane ad interagire con potenziali partner asiatici. Lo testimonia il numero crescente di brand che manifestano interesse nei confronti della piattaforma commerciale di Hong Kong, per espandersi successivamente nel resto dell’Asia.

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Il ruolo della Cina oggi per il comparto del made in Italy. 

La Cina è una opportunità da cogliere. La costante crescita della classe media con un alto potere di acquisto va ad alimentare la domanda del settore di articoli di qualità e design italiano. Seppur con un parziale ridimensionamento, un ruolo ancora più importante è assunto da Hong Kong che, con una posizione focale consolidata nell’industria globale, è l’hub commerciale della gioielleria in Asia. Inoltre, Hong Kong gode di ottime relazioni commerciali con l’India – uno dei maggiori esportatori di gioielli al mondo e, chiaramente, una posizione privilegiata di prossimità con la Cina continentale e la sua crescente domanda. Sono numerosissimi i turisti, per meglio dire buyer, che si recano a Hong Kong per acquistare prodotti di brand internazionali di qualità.

Ci sono altri segmenti produttivi di interesse in quei mercati?

Senza dubbio il segmento dei macchinari per la produzione di gioielli sta suscitando molto interesse. Grazie alla partnership con Fiera di Vicenza e con Hong Kong Jewellery & Jade Manufacturers Association stiamo lanciando il nuovo padiglione: VICENZAORO T-GOLD INTERNATIONAL + METS EXHIBITION, ossia il meglio della tecnologia di macchinari per la produzione di gioielli e orologi. La collaborazione è frutto di una positiva esperienza da parte del padiglione T-Gold presente nelle ultime due edizioni.

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Che opportunità ha l’accessorio italiano in Asia?

Lo stile italiano, declinato nei vari ambiti produttivi, riscuote ampi consensi a Hong Kong e, più in generale, in Asia. Le opportunità, come accennavo, sono considerevoli, tuttavia è fondamentale conoscere le dinamiche e le esigenze specifiche dei consumatori asiatici. Mi sembra utile sottolineare l’importanza di fare aggregazione ed esprimere il meglio della produzione da un lato, senza dimenticare di raccontare la storia e la tradizione del prodotto italiano, dall’altro. Il nostro ufficio HKTDC di Milano può fornire una serie di utili informazioni di mercato e agevolare questo passaggio.


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