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Milano XL, Stoppini:”Cubi come alveari sostenibili e produttivi”

Intervista a Luca Stoppini, direttore artistico della II edizione del progetto promosso da Mise, Confindustria e Agenzia Ice con le associazioni di categoria delle eccellenze Made in Italy

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La presentazione di Milano XL a Palazzo Marino, nel capoluogo lombardo

Seconda edizione per “Milano XL mostra – dimostra”, progetto promosso da Ministero dello Sviluppo Economico, Comune di Milano e Confindustria, con la collaborazione e il supporto di Agenzia ICE – con un investimento complessivo di 3,2 milioni di euro -, che, in occasione della Settimana della moda, renderà la città palcoscenico delle filiere produttive di eccellenza del Made in Italy: tra queste, anche il mondo del gioiello avrà la sua vetrina privilegiata, insieme a tessile, occhialeria, pelletteria e cosmetica. A fare da partner primari, infatti, ci sono rispettivamente Federorafi, Milano Unica, Anfao, Unic – Concerie italiane e Lineapelle, Cosmetica Italia con Cosmoprof.  “Alveari” di installazioni che avranno un filo conduttore unico sovrapposto all’eccellenza: la sostenibilità. A parlarne a Preziosa magazine è il direttore artistico di Milano XL 2018, Luca Stoppini – da oltre 30 impegnato nel mondo dell’editoria, dell’architettura, degli allestimenti e della curatela museale – il cui progetto ha vinto il concorso indetto per la cura dell’evento.

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Luca Stoppini, direttore artistico di Milano XL

Direttore, che tipologia di contenitore sarà Milano XL?
“Si tratta di una mostra “diffusa” che vuole spingere non solo all’osservazione e alla conoscenza ma anche alla riflessione. Lo abbiamo immaginato come un complesso di sei cubi collocati in diversi punti del centro cittadino, e ciascuno dei quali racconterà un comparto del Made in Italy. Sono installazioni espositivi di forma cubica, con lati da 5 metri: tre di questi saranno rivestiti da specchi – chi mi conosce sa che lo specchio è una delle mie firme stilistiche, oltre ad avere un ruolo simbolico predominante nel mondo della moda – in modo da “riflettere”, letteralmente, il luogo circostante. La quarta parete è invece un ledwall che proietta un video. Un cortometraggio curato dal registra Antonio Spanò, “Verde Milano”, che riproduce un volo d’uccello girato con un drone sui parchi della città, anche i meno noti, creando un percorso e una visione inaspettati e inconsueti. Il video sarà interrotto ogni 40 secondi circa da ‘interferenze visive’ legate al contenuto specifico del cubo”.

Quale sarà il tipo di “contatto” del pubblico con il cubo?
“Le sei strutture saranno visitabili all’interno, il vero cuore della mostra. Ogni cubo ha una sua personalità, è spettacolo a sé e allo stesso tempo parte di un percorso che ogni visitatore, entrando e uscendo liberamente in pochi minuti, può costruirsi. Nel caso dei cinque cubi tematici, il lato dell’ingresso e dell’uscita saranno ancora una volta tempestati di specchi, un terzo ospiterà un ledwall con interventi di personaggi appartenenti al mondo dell’arte, del teatro, della fotografia e della comunicazione; sul quarto, infine, la vera e propria parete espositiva costruita a mo’ di alveare. Qui saranno esposti i prodotti di una selezione di aziende scelte dalle rispettive associazioni di categoria. Il cubo numero 1, invece, sarà il “manifesto” di Milano XL, allestito in Piazza della Scala, e abbraccerà molti temi, oltre alla sostenibilità, e servirà da introduzione ai Green carpet Fashion awards della Camera nazionale della Moda, l’associazione che rappresenta idealmente l’ultimo anello della filiera. Le suggestioni che offre il sesto cubo sono affidate alle interviste di Alan Friedman e le pareti esterne, anziché da specchi, saranno ricoperte da installazioni botaniche”.

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Il cubo dei gioielli in Galleria Vittorio Emanuele II

Come sarà lo spazio dedicato al settore orafo?
“Nel cubo dei gioielli, curato con Confindustria Federorafi in Galleria Vittorio Emanuele II, il concept scelto è una costellazione immaginaria, fatta di pianeti colorati che trasportano preziosi. Un mondo che sarà messo a confronto con un altro, curato dalla critica d’arte Mariuccia Casadio, che raccoglie immagini d’autore di vari periodi storici, ispirate all’universo. Sulla parte ‘dimostrativa’ ci saranno 40 gioielli appartenenti alle collezioni di 20 aziende selezionate da Federorafi:

Annaratone Jewelry; Antonini; Bedin Galvanica; Castronuovo Gioielli; Chrysos; Gerardo Sacco; Giovanni Ferraris; Mattioli; Mayumi; Nanis; Officina Bernardi; Pasquale Bruni; Peruffo Jewelry; Pesavento; Quadrifoglio; Roberto Giannotti; Rosmundo; Silo; Unoaerre; Vendorafa”.

Rispetto alla prima edizione, quali passi avanti sono stati compiuti?
“Lo scorso anno, al suo esordio, Milano XL si presentò come una esposizione. Quest’anno si è voluto aggiungere un tassello in più, cioè la dimostrazione (da cui il sottotitolo dell’evento) di ciò che sanno fare le imprese del Made in Italy. La prima edizione, nel settembre 2017, si svolse a pochi mesi dalla nascita di Confindustria Moda, operativa dal gennaio di quest’anno. La seconda edizione, che vede anche la collaborazione di Assolombarda Confindustria Milano, Monza e Brianza, Lodi, avrà un respiro ancora più ampio grazie al suo tema centrale”.

Oltre a mostrare al pubblico la creatività italiana, qual è l’ambizione dell’evento?
“Con il tema prescelto, che è analizzato secondo tre aspetti (ecosostenibilità, sostenibilità sociale e economia circolare) accendiamo i riflettori su un tema importante sotto più aspetti. In primis, la tutela del pianeta, delle risorse e dei territori, che ormai riguarda tutti noi, è diventata un dovere. La sua centralità ben spiega la volontà del ministero di investire nell’evento, dimostrando la volontà di affrontare la questione. Anche perché da questa sfida nasceranno nuove professioni e nuovi lavori, il che rappresenta un’opportunità enorme per i nostri giovani, molto più sensibili di noi al tema della sostenibilità e veri attori di un futuro più ‘green'”.


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