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Mestieri d’Arte, la terza collezione di Vacheron Constantin ispirata alle stagioni

Svelato il terzo cofanetto della collezione Métiers d’Art, “La Symbolique des Laques”. Vacheron Constantin – che a marzo ha ospitato il cocktail inaugurale dell’evento “ThinkSwiss: Genève Meets New York”, una settimana di festa con una serie di eventi organizzati a Manhattan dal Consolato generale di Svizzera a New York e la città di Ginevra, quest’anno dedicata al 300esimo anniversario dalla nascita, a Ginevra, di Jean-Jacques Rousseau – ha esposto le prime due linee della collezione Métiers d’Art (“Les Masques” e “Les Univers Infinis”) durante la presentazione, cui hanno partecipato Hugues de Pins, presidente di Vacheron Constantin Nord America, l’ambasciatore François Barras, Pascal Couchepin, ex Presidente della Confederazione Svizzera e Beat Reinhardt, presidente della Società svizzera di New York.

Gli orologi “Les Univers Infinis” sono stati anche protagonisti delle giornate dei Mestieri d’Arte  2012  con due importanti eventi (conclusisi oggi), in Francia e in Italia, per gettare un ponte culturale tra le tradizioni artigianali dei due paesi. A Parigi, l’esposizione “Mémoires d’Avenir” ha avuto come filo conduttore il dovere di trasmissione, un valore caro a  Vacheron Constantin. Una decina di maestri d’arte e i rispettivi apprendisti hanno condiviso il proprio talento insieme a un maestro incastonatore e due maestri di guillochage (la tecnica usata per i quadranti della linea). A Milano, l’esposizione “Capi d’Opera” ha reso omaggio all’eccellenza dei Mestieri d’Arte della Lombardia alla presenza di numerosi artigiani: ha scelto l’Italia Vacheron Constantin, partner dell’evento, per presentare il terzo e ultimo tassello di questa straordinaria collezione, La Symbolique des Laques.

Nel weekend un maestro laccatore della antichissima maison Zôhiko, con cui la  Manifattura ha collaborato per questa collezione, ha fatto scoprire ai visitatori la tecnica ancestrale della lacca giapponese “maki-e”, arrivata alla maturità artistica come decorazione intorno all’ottavo secolo. La collezione La Symbolique des Laques racconta l’incontro tra il laccatore della Zôhiko, la cui sede è sempre rimasta a Kyoto dalla fondazione nel 1661, e i maestri della più antica Manifattura orologiera al mondo. “Maki-e” significa immagine disseminata: la polvere d’oro o d’argento delicatamente cosparsa sulla lacca ancora umida, generalmente nera, crea il motivo. La lacca proviene dalla linfa dell’albero Rhus Verniciflua, originario degli altipiani dell’Asia centrale e del Tibet, che oggi, cresce solamente nel sud della Cina, in Vietnam e in Giappone. Per rispettare il ritmo naturale delle creazioni, la serie Métiers d’Art La Symbolique des Laques è stata concepita per essere proposta nell’arco di tre anni, con un nuovo cofanetto di tre orologi in serie limitata di venti esemplari ogni anno.

È chiamato Setsugekka ed è un omaggio alla bellezza naturale delle stagioni: gli orologi Hanami, Tsukimi e Yukimi mettono in scena l’arte nipponica di elevare a rango di istituzione il piacere di assaporare la grazia effimera della natura. Primavera, autunno e inverno, tre simbologie racchiuse nel cuore del patrimonio e dei rituali giapponesi. Ben sette mesi sono stati necessari per realizzare  i due quadranti di ogni modello. Ogni emblema – fiocchi di neve, fiori di ciliegio e luna piena – accompagna lo scorrere delle ore mosse dal calibro ultra-piatto 1003, dotato del Punzone di Ginevra. Movimento meccanico a carica manuale più sottile al mondo grazie ai soli 1,64 mm di spessore, è stato interamente ideato, sviluppato e prodotto nei laboratori di Vacheron Constantin. Lavorato nell’oro 18 carati, più delicato da  manipolare, questo movimento leggendario è trattato al rutenio per armonizzarsi con i quadranti e lasciare umilmente all’arte del “maki-e” il primo piano.

Ambassador Fran, Barras Hugues de Pins e Mr. Pascal Couchepin

L’orologio Hanami richiama la fioritura dei ciliegi, metafora del rinnovamento. Gli alberi, da marzo a maggio, si tingono di rosa e inondano il paese con il loro colore. Hanami vuol dire proprio “ammirazione dei fiori” e da secoli plasma l’immaginario del popolo giapponese. La faccia dell’orologio Hanami accoglie la grazia dei boccioli in piena fioritura, mentre il retro si lascia accarezzare dal dolce fruscio delle foglie del salice, il cui movimento evidenzia la finezza del calibro. Il tipico ponte giapponese che cavalca i corsi d’acqua dei parchi completa il paesaggio, conferendogli serenità.

La  sera della  contemplazione della luna piena, o “Tsukimi”, onora la prima luna piena dell’autunno (tradizione di origine cinese). Sul quadrante le nuvole sospese sulla lacca nera provocano degli effetti trompe-l’œil  in una delicata sfumatura brumosa che accompagna la luna piena. Gli aceri giapponesi che in autunno si vestono di un manto rosso investono il retro dell’orologio ai lati di un portale torii, comunemente eretto all’entrata dei santuari shintoisti per separare  la zona sacra  dall’ambiente profano. La tradizione dello “Yukimi” è ambientata in inverno: in questa stagione i giapponesi assaporano il piacere di osservare, spesso in gruppo, la neve mentre cade. Per proteggere gli alberi dalla neve, spesso pesante e densa, i giapponesi li proteggono con strutture coniche in corda e bambù chiamate “Yukizuri”. Il terzo orologio della collezione narra proprio questo rituale. Sulla faccia frontale, i cristalli di neve spiccano con le loro silhouette esili dalla lacca nera. Sul retro, l’impressionante geometria degli Yukizuri adotta un’eleganza leggera rivelata dalla polvere d’oro del “maki-e”.


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