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Mercato Russo, la svalutazione del rublo blocca la vendita di gioielli

 

Forte Ice
Maurizio Forte, direttore dell’Ice Mosca

La Russia è da tempo un mercato chiave per l’export delle aziende italiane del settore moda e gioiello. La situazione politica dell’ex Unione Sovietica sembra però aver avuto impatto sulla bilancia commerciale delle imprese italiane: oltre alla diminuzione dei buyer agli ultimi appuntamenti del fashion e dell’oro, lamentata da una parte degli espositori, anche gli outlook economici sull’export segnalano un arretramento del paese, congiunto a quello della vicina Ucraina. Comprendere i meccanismi che regolano il settore del business in presenza di problematiche politiche e finanziarie  non è semplice: Preziosa magazine ha chiesto a Maurizio Forte, direttore dell’Ice Mosca, che segue da vicino l’andamento del mercato per conto dell’Ice Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, di spiegare cosa sta accadendo.

Dottor Forte, qual è l’attuale situazione degli operatori russi in seguito alla crisi politica che ha travolto il paese? Esiste una difficoltà economico-finanziaria dei buyer?

La Russia rientra fra i paesi Brics e negli ultimi 5 anni la sua economia è stata caratterizzata da un forte tasso di crescita del Pil e da un considerevole aumento dell’interscambio con il resto del mondo. L’attuale congiuntura politica, ed alcune criticità del sistema economico locale, hanno frenato questa tendenza, tanto che secondo le stime della Banca Centrale Russa nel 2014 registrerà una crescita del prodotto interno di appena lo 0,6%, con previsioni di recessione per il biennio 2015-2016. Alcuni fattori in particolare stanno condizionando l’andamento generale, tra cui il prezzo del petrolio (il prodotto di esportazione più importante al quale si deve la metà circa delle entrate fiscali), sceso ai minimi storici degli ultimi cinque anni, con 48 dollari al barile. A questo si aggiunga il forte deprezzamento del rublo che quest’anno ha perso complessivamente oltre due terzi del suo valore contro il dollaro (oggi sono necessari circa 67 rubli per un USD) e più del 50% nei confronti dell’euro (circa 76 rubli per un euro), contraendo di conseguenza il potere d’acquisto dei russi.Per effetto di questo insieme di fattori, anche l’inflazione è in crescita attestandosi al 10% nel 2014, mentre l’accesso al credito è sempre più difficile e costoso con il tasso di sconto ufficiale salito al 17% a dicembre dello scorso anno. Il comportamento dei buyer di riferimento del settore gioielleria cosi come quello degli operatori di altri settori è condizionato dalla situazione economica attuale e risente in primis della svalutazione del rublo che in termini pratici significa pagare un articolo quasi il doppio rispetto ad un anno fa. In tale situazione gli operatori locali stanno assumendo un atteggiamento attendista, rinviando le decisioni di acquisto al futuro. In realtà, l’analisi dei codici riferiti agli articoli di oreficeria e bigiotteria secondo i dati delle Dogane russe nel periodo ottobre 2013 – ottobre 2014 evidenzia una crescita delle nostre esportazioni del 4,5% con 35 milioni di euro di vendite. Il dato Istat, pur non essendo allineato al dato locale, conferma una crescita del 2,3% con 43 milioni di euro di export. L’Italia rappresenta il sesto Paese esportatore di gioielleria in Russia, senza contare che molti acquisti vengono effettuati da clienti russi direttamente in Italia o in altri paesi europei dove sono presenti i nostri marchi del settore.

Wealthy Russians shop in Knightsbridge.

Il mercato russo finora è stato un interlocutore importante per la gioielleria italiana: quali sono gli ostacoli concreti che incontrano oggi le imprese italiane su questo mercato?

Il nostro Ufficio contribuisce annualmente alla promozione delle aziende italiane del settore in Russia attraverso la selezione e l’invito di buyer locali alle principali fiere organizzate in Italia e in altri Paesi europei, tra cui “OroArezzo”, “Vicenza Oro”, “Tarì Mondo Prezioso”, “Valenza Gioielli” ed il “Workshop / Mostra Autonoma” organizzato in varie città europee (ultima edizione in Croazia). Gli ostacoli che le imprese italiane devono fronteggiare sul mercato russo riguardano soprattutto le normative in vigore per l’esportazione di metalli e pietre preziose. In particolare, in base all’art. 13 della Legge russa 43FZ del 26 marzo 1998 “Su metalli e pietre preziose”, per poter essere venduti in Russia, i gioielli di produzione straniera vanno sottoposti a perizia e marchiati dall’Ufficio del saggio dei metalli preziosi presso il Ministero delle Finanze della Federazione Russa nel rispetto delle procedure previste dal Decreto del Governo russo n. 643 del 18 giugno 1999. Per l’effettuazione di dette attività il produttore straniero di gioielli deve servirsi di un intermediario locale, che nella maggior parte dei casi è l’importatore russo. Ancora, per una serie di metalli preziosi è previsto anche un ulteriore onere: il c.d. “Controllo statale” di metalli e pietre preziose introdotte in Russia da Paesi esterni all’Unione doganale con la Bielorussia e il Kazakhstan, da svolgersi sempre ad opera dell’Ufficio del saggio dei metalli preziosi presso il Ministero delle Finanze della Federazione Russa. Inoltre è sempre necessaria la dichiarazione di conformità. In linea generale, il sistema doganale è caratterizzato da alcune difficoltà nella raccolta delle informazioni chiare ed esaurienti, per cui l’impresa italiana per poter esportare i propri prodotti in maniera efficiente si deve affidare ad un partner o ad un broker in loco. Ricordiamo che l’Agenzia ICE è presente nella Federazione Russa dal 1966 ed opera con una rete di quattro Uffici localizzati a Mosca, San Pietroburgo, Ekaterinburg e Novosibirsk. La Sede di Mosca coordina anche le attività per Armenia, Bielorussia e Turkmenistan, fornendo assistenza per favorire le esportazioni e gli investimenti in tutti i mercati di competenza attraverso un’ampia gamma di servizi e di eventi promozionali. La rete dell’Agenzia ICE nella Federazione Russa cura annualmente più di 100 iniziative promozionali e fornisce servizi di assistenza personalizzata a circa 3.000 imprese italiane, tra cui rientrano quelle del settore gioielleria. Presso l’Agenzia ICE di Mosca operano inoltre il Desk di Assistenza per gli Ostacoli al Commercio e il Desk per la Tutela della Proprietà Intellettuale, disponibili ad offrire un servizio di primo orientamento sul mercato russo.

Quanto è distante il mercato del business dalle scelte politiche? Cioè: di fronte al business, quanto pesa per gli operatori la situazione politica e si prevede una ripresa delle relazioni internazionali e quindi del business?

Come già detto, esiste una relazione tra le scelte politiche e la situazione economica del Paese. Tuttavia alcune fattori come il prezzo del petrolio, la svalutazione del rublo e la debolezza del sistema industriale non sono direttamente ascrivibili al quadro delle sanzioni. Ovviamente tutti speriamo in una rapida normalizzazione del quadro politico internazionale, per la quale l’Italia gioca un ruolo importante e costante, ma nello stesso tempo è fondamentale che la Russia realizzi quanto prima il processo di riforme economiche e sviluppo industriale annunciato da tempo. In questo contesto nei prossimi mesi l’accesso al mercato russo, per tutte le regioni sopra esposte, non sarà agevole, ma sarebbe sbagliatissimo arretrare o ignorare questo mercato che resta un punto di riferimento per l’esportazione del made in Italy.


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