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Medio Oriente, il lusso rallenta e guarda al digitale

Secondo l’ultimo rapporto del gruppo Chalhoub la regione del Golfo vede un rallentamento dell’economia: elevato l’interesse dei consumatori verso social e influencer

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Cambia l’andamento del lusso in Medio Oriente: la regione del Golfo, dopo aver registrato una crescita annua pari a circa il 6-8% a tassi di cambio costanti negli ultimi anni, vede rallentare la propria economia con una previsione di calo per il 2016 a -3%. A dirlo è il quinto White Paper del Gruppo Chalhoub, partner leader del settore del lusso in Medio Oriente: lo schema di acquisto è cambiato, i big spender dell’area non comprano più prodotti di alta qualità come in passato. Due le ragioni, secondo la ricerca: il mutamento demografico strutturale e il rapido processo di digitalizzazione.

L’e-commerce non è ancora decollato – nel 2015 si è fermato al 2,6% del totale delle vendite retail contro il 7% a livello mondiale – ma sul digitale sono concentrate le aspettative di ripresa. Ci si aspetta infatti che il contributo dell’e-commerce al mercato high-end del Golfo raggiunga un valore complessivo di 1,5 miliardi di dollari entro quattro anni, visto che metà della popolazione è costituita da Millennials e i social media dominano l’universo on line.

È invece già elevato l’interesse nutrito dai consumatori dei Paesi del Golfo nei confronti di blogger famosi e dei protagonisti dei social media: nel 2016, il 61% delle persone di età compresa tra i 18 e i 26 anni e il 56% delle persone tra 27 e 34 anni ne segue almeno uno, mentre il 71% degli abitanti degli Emirati di età compresa tra i 18 e i 40 anni afferma di seguire i consigli delle personalità del web prima di procedere ad un acquisto, invece di consultare famigliari e amici alla ricerca di spunti interessanti su un prodotto.

Il White Paper evidenzia un vero e proprio cambiamento di priorità: i consumatori arabi moderni non cercano più marchi e status ma vogliono esperienze, sostanza e libertà“La nostra strategia – commenta Patrick Chalhoub, Co-Ceo del Gruppo Chalhoubè quella di acquisire una migliore conoscenza del nostro pubblico e di avviare un vero e proprio dialogo con esso, sia fisicamente sia digitalmente, perché il futuro del lusso non può essere uno dei due: l’esperienza dei consumatori deve essere perfettamente connessa offline e online. È una trasformazione importante per la scena del retail, che dovrà riorganizzarsi di conseguenza. Coloro che vogliono resistere devono prepararsi, prepararsi adesso o rischiare di essere lasciati fuori.”


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