di


Mediazione tributaria: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

In un articolo del mese di aprile (“Piccole liti col fisco : arriva la mediazione”, rintracciabile sul nostro sito) avevamo dato notizia del nuovo istituto della mediazione tributaria, in vigore dal 1 aprile, che riguarda tutte le controversie di importo unitario inferiore a 20.000 Euro.

Per tali controversie il contribuente, prima di fare eventualmente ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale, è obbligato a presentare all’Agenzia delle Entrate un’istanza che anticipa il contenuto del ricorso e facoltativamente può contenere una proposta di mediazione, che potrà essere accettata oppure riformulata dall’Agenzia in contraddittorio con lo stesso contribuente.

Il fine della mediazione tributaria è duplice : alleggerire il carico della giustizia tributaria e fornire al contribuente uno strumento teoricamente più veloce e meno costoso per risolvere le controversie con il Fisco.

Il contribuente non è obbligato a proporre nell’istanza una mediazione col Fisco : se egli è convinto delle proprie ragioni, potrà chiedere l’annullamento dell’atto con gli stessi argomenti che avrebbe proposto nel ricorso.

Il 3 agosto l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato una circolare (n. 33/E) nella quale apporta alcuni chiarimenti indispensabili per una corretta comprensione di questo strumento, che è già un passaggio obbligatorio per tanti contribuenti in lite con il fisco.

Ecco alcune tra le precisazioni più importanti :

  • provvedimenti di sola irrogazione di sanzione tributaria : se l’importo è inferiore a 20.000 euro, il contribuente che intende opporsi dovrà presentare l’istanza di mediazione tributaria prima di proporre ricorso alla Ctp;
  • sanzioni tributarie : queste si riducono al 40% del loro importo se il contribuente accetta di definire l’atto e chiudere la lite in sede di mediazione. Quindi, se l’Agenzia non dovesse annullare l’atto, accogliendo le ragioni del contribuente, si potrà pervenire comunque ad una mediazione; in tal caso,  le sanzioni saranno in ogni caso ridotte al 40% dell’importo normalmente dovuto sull’ammontare del tributo risultante dalla mediazione, sia che essa sia stata proposta dall’Agenzia o dal contribuente. Essa vale anche quando il contribuente accetta di pagare l’intero importo originariamente richiesto dall’Agenzia.
  • sanzioni per mancata emissione della ricevuta o dello scontrino fiscale : non rientrano tra quelle soggette all’obbligo della mediazione, in quanto caratterizzate da valore indeterminabile.
  • sanzioni per omessi o tardivi versamenti – sanzioni in materia di trasmissione telematica delle dichiarazioni : anche queste fattispecie rientrano nei casi in cui è obbligatoria l’istanza di mediazione, se il valore delle sanzioni non supera 20.000 euro.

Ricordiamo quali sono gli atti che devono seguire l’iter della mediazione, prima di procedere al ricorso:

  • avviso di accertamento;
  • avviso di liquidazione;
  • provvedimento che irroga le sanzioni;
  • ruolo;
  • rifiuto espresso o tacito della restituzione di tributi, sanzioni pecuniarie e interessi o altri accessori non dovuti;
  • diniego o revoca di agevolazioni o rigetto di domande di definizione agevolata di rapporti tributari;
  • ogni altro atto emanato dall’Agenzia delle entrate, per il quale la legge preveda l’autonoma impugnabilità innanzi alle Commissioni tributarie.

Ricordiamo infine che solo gli atti di competenza dell’Agenzia delle Entrate possono essere oggetto di mediazione; non lo sono atti e procedimenti riconducibili invece agli agenti della riscossione, come Equitalia.

Ad es., se l’oggetto della contestazione sono i termini di notifica di una cartella, non si potrà procedere alla mediazione bensì direttamente al ricorso, poiche il responsabile della notifica è Equitalia e non l’Agenzia delle Entrate.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *