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Mazza: “La bassa marginalità e i tempi di incasso alla base della crisi delle imprese”

La recessione in Campania ha colpito durissimo, come in tutto il Paese e nel Sud in particolare. Ne hanno sofferto più di tutti le famiglie, con il conseguente tracollo dei consumi interni. Basti pensare che solo tra il 2007 ed il 2010, secondo la Banca d’Italia, i consumi delle famiglie campane sono calati del 12% e di un ulteriore 10% nel 2011/12 (stime Confcommercio provinciale di Napoli  su dati Istat). Il tracollo dei consumi non poteva non avere conseguenze anche sulla tenuta del settore orafo, che in Campania vanta circa mille realtà produttive concentrate perlopiù nei distretti di Napoli, Torre del Greco e Marcianise, quasi 150 grossisti ed oltre 1500 dettaglianti, cui si aggiungono numerosissime aziende dell’indotto, dai banchi metalli, agli artigiani cesellatori, incastonatori, lucidatori, etc.  Se il dettaglio soffre ancora molto, forse si comincia ad intravedere qualche spiraglio per i fabbricanti, specie quelli già orientati all’export o che si stanno attrezzando per diventarlo.

Il settore orafo campano è già fortemente internazionalizzato, specie nel distretto di Torre del Greco. Esso ha dunque partecipato alla generale crescita delle esportazioni, che è stata del 9,2 nell’ultimo biennio (dati Unioncamere).

Ing. Giuseppe Mazza

Delle prospettive di crescita dell’economia campana e del comparto orafo in particolare, ne discutiamo con il Presidente della Banca di Credito Popolare di Torre del Greco Ing. Giuseppe Mazza. La Banca di Credito Popolare gode di un punto di vista privilegiato sull’economia campana ed in particolare su quella dei distretti orafi, grazie al fatto che è l’unica banca autonoma delle sue dimensioni in Campania (con 65 sportelli sul territorio regionale) e, cosa più importante, che ha mantenuto i centri decisionali in Campania.

Dall’osservatorio privilegiato di una banca fortemente radicata sul territorio quale è la BCP, come appare la situazione dell’economia campana?

A quattro anni dall’inizio della crisi, la ripresa dell’economia è ancora lontana. Il quadro congiunturale è ancora pesantemente segnato da un rallentamento della crescita e, purtroppo, i dati del secondo trimestre confermano l’andamento recessivo dell’Italia. Se la fotografia dell’Italia è a tinte fosche, per la Campania la situazione non è delle migliori.

Gli effetti della crisi si sono manifestati sull’imprenditoria regionale in forma preoccupante, con un numero record di imprese in liquidazione o entrate in procedura concorsuale. L’unico modo per risollevarsi è quello di ripartire dall’economia reale e realizzare un ambiente favorevole allo sviluppo delle piccole imprese, in particolare, di quella dinamica e sana imprenditoria locale che negli anni ha saputo crescere ed innovarsi.

Stare a fianco delle famiglie e delle PMI fa parte del nostro DNA. Lo dimostra la costante crescita degli impieghi erogati, la scelta dei piani di sviluppo e di investimento, la vicinanza al territorio. Sostegno ripagato dalla fiducia della clientela e testimoniato dai dati della semestrale che hanno confermato la tendenza positiva dei risultati economici e patrimoniali raggiunti dalla nostra banca negli ultimi anni pur in presenza di forti accantonamenti per il rischio di credito.

Il settore orafo è tuttora uno dei settori di punta del sistema produttivo campano. Dal punto di vista della BCP, come sta evolvendo lo scenario del settore in Campania, ed in particolare nell’area torrese? 

Come banca regionale abbiamo la massima attenzione per il settore anche in considerazione del numero consistente di artigiani legati alla lavorazione del cammeo e del corallo presenti sul nostro territorio.

Non a caso il settore orafo ha avuto per la Regione Campania negli ultimi decenni una grande importanza, non solo economica, per i suoi legami con la nostra tradizione e la nostra cultura.

In questo panorama resta il rammarico di non avere avuto la possibilità di realizzare il nuovo Polo produttivo di Torre del Greco (Corallium) che avrebbe certamente dato, in un’area già a forte vocazione artigianale,  un determinante impulso al comparto orafo soprattutto in termini di innovazione e  di concentrazione d’imprese in un’unica e moderna struttura che avrebbe consentito di sfidare al meglio la globalizzazione dei mercati.

Allo stato, la concorrenza dei Paesi esteri con costi di manodopera irrisori rispetto ai nostri e la crisi dei consumi stanno causando notevoli disagi, ma il settore è stato pronto ad intervenire.

Il tessuto produttivo regionale, fatto di piccole e medie imprese capaci di adattarsi con rapidità al mutamento del gusto e della domanda e la forte capacità creativa -da sempre punto di forza dei nostri artigiani- sono riusciti ad arginare in parte gli effetti negativi della crisi. La ricerca di nuovi prodotti e nuovi mercati si è rivelata una strategia efficace, soprattutto per quelle aziende che già negli anni scorsi avevano investito volgendo lo sguardo fuori dei confini nazionali.

In questo momento di crisi, quali sono i servizi maggiormente richiesti dalle imprese?

La recessione in atto sta producendo effetti disomogenei in relazione alle dimensioni d’impresa,  penalizzando -in modo particolare- le imprese con un giro di affari inferiore al milione di euro e che servono prevalentemente il mercato interno.

La bassa marginalità e i tempi di incasso dei crediti stanno determinando un aumento del numero di imprese in difficoltà, per le quali oneri e debiti finanziari rischiano di non essere più sostenibili.

Oggi, i servizi maggiormente richiesti sono, ovviamente, legati alla necessità di liquidità da parte delle imprese e in qualche caso di ristrutturazione del debito necessarie ad affrontare il momento congiunturale negativo.

Per quanto concerne i canali di finanziamento alla clientela, negli ultimi tempi sono stati potenziati gli accordi di collaborazione con i Consorzi di garanzia che intervengono in fase di perfezionamento degli affidamenti concessi dalla nostra Banca mediante rilascio di garanzia diretta.

Questo per agevolare i processi di concessione del credito in un periodo nel quale la rischiosità è molto elevata.

Recentemente abbiamo anche provveduto all’efficientamento delle piattaforme informatiche per facilitare l’utilizzo da parte della clientela dei servizi di home e corporate banking.

Al di là dei servizi le imprese ci chiedono sempre più spesso un supporto consulenziale e, soprattutto, un rapporto di fiducia e decisioni rapide.

Questo significa un forte e solido legame con il territorio e una strategia non tesa esclusivamente alla massimizzazione dei profitti ma, piuttosto, alla valorizzazione del cliente con il quale costruire un rapporto di lungo periodo.

 

Il tessuto produttivo campano è prevalentemente costituito da PMI, di cui la gran parte sotto i 10 dipendenti. La quasi totalità delle imprese orafe appartiene a questo segmento. La BCP dispone di prodotti e servizi specifici per le piccole e le microimprese?

Le PMI rappresentano la quasi totalità del tessuto imprenditoriale locale e la BCP è orientata principalmente a questo target di clientela che, insieme alle famiglie, rappresentano gli interlocutori privilegiati di una banca locale come la nostra.

 

Esistono o sono allo studio servizi specifici per le imprese orafe?

Al di là delle normali convenzioni commerciali (Confidi), il rapporto con le aziende del settore, che rappresentano una parte importante del tessuto imprenditoriale torrese nostra area storica di riferimento, è un rapporto privilegiato che esula dal normale e formale incontro banca-cliente.

Un rapporto che si potrebbe definire “fondamentale” sia perché storicamente molte aziende del settore sono nate con il supporto della Banca di Credito Popolare e sia perché molti dei titolari delle aziende  sono anche soci della nostra Banca.

Ma non solo. Direi che l’impegno e la vicinanza della Banca al settore va ben oltre.

Ne sono testimonianza gli eventi culturali che la BCP ha sponsorizzato e organizzato negli anni per supportare concretamente l’immagine del settore.

Tra questi evidenzio che, dal 1996 al 2010, ideate dal nostro compianto Presidente Dott. Antonino De Simone, sono state organizzate a Palazzo Vallelonga, sede della nostra banca a Torre del Greco, due cicli di mostre biennali:  “Le Vie del Corallo” e “Mirabilia Coralii”, con l’intento di focalizzare l’attenzione sull’evoluzione artistica della lavorazione del corallo e della sua produzione nel mondo.

Il polo orafo torrese è contraddistinto da un elevatissimo grado di internazionalizzazione, essendo gran parte della produzione destinata all’export.  Anche il resto del comparto orafo campano sta cercando di incrementare la presenza sui mercati esteri, essendo il mercato interno fermo. Può illustrarci il ruolo della BCP nell’accompagnare il processo di internazionalizzazione delle imprese, e se si prevede di incrementare i servizi all’export?

La debolezza della domanda interna sta spingendo una quota sempre maggiore di imprese a ricercare uno sbocco sui mercati internazionali. Tuttavia, la capacità di investire, innovare ed esportare richiede una scala dimensionale minima superiore a quella media delle imprese campane e questo dovrebbe spingere maggiormente a processi di aggregazione e di collaborazione.

I dati del primo semestre 2012, segnalano un significativo incremento delle vendite all’estero a conferma dell’attenzione dell’industria campana del gioiello verso nuovi mercati.

È un segnale certamente positivo in una congiuntura difficile come quella attuale, ma non può indurre ad eccessivo ottimismo perché i volumi venduti sono ancora contenuti.

Da parte nostra, la BCP ha sempre messo a disposizione della clientela un Servizio Estero all’avanguardia, accentrato presso la Direzione Generale ma con possibilità di poter operare da tutte le 67 filiali, 65 dislocate sul territorio campano e 2 nel basso Lazio.

Dallo scorso anno, grazie alla partecipazione al CBE-GEIE, Gruppo Europeo d’Interesse Economico, siamo in grado di sostenere ulteriormente ed accompagnare le imprese clienti nei processi di internazionalizzazione, aiutandole a cogliere le opportunità di finanziamento messe a disposizione dall’Unione Europea attraverso un servizio d’informazione, orientamento e consulenza sui programmi di finanziamento di iniziativa comunitaria ed internazionale.

Con la newsletter ImpresaEuropa a disposizione delle PMI clienti forniamo, inoltre, le ultime novità da Bruxelles relative alle opportunità di finanziamento agevolato dell’UE, sugli sviluppi delle politiche comunitarie e sui vantaggi di cooperazione tra imprese.


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