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Mattesini: «Per gli orafi Iva al 10%»

Settore orafo, Iva dimezzata al 10%  e per almeno un biennio: la proposta di sostegno concreto al comparto arriva dall’onorevole Pd Donella Mattesini, che ha presentato un emendamento al decreto sullo sviluppo. La proposta ha già raccolto l’interesse della categoria e ha come premessa sia il continuo incremento del valore delle materie prime, sia l’esigenza di un segnale delle istituzioni nei confronti del comparto: fino ad ora, infatti, il settore orafo non ha mai ricevuto sostegni pubblici, non essendo necessari visto l’andamento sostanzialmente positivo del mercato.

“A partire da una decina di anni – spiega l’onorevole Mattesini -, però, anche la filiera dell’oro ha conosciuto una profonda crisi che è solo in parte dovuta alla congiuntura economico-finanziaria negativa cominciata nel 2008. Il settore si trova di fronte a una serie di complesse problematiche: da quelle relative ai dazi fino ad arrivare al fenomeno della contraffazione ed al rapporto con le banche; motivo per il quale ho chiesto anche di istituire un tavolo interministeriale. Dimezzare l’Iva che viene pagata per il metallo e per un periodo limitato di tempo di almeno due anni può essere un primo passo significativo”.

Mercoledì scorso l’emendamento al decreto sullo sviluppo è stato discusso e dichiarato “inammissibile perché estraneo alla materia”, ma l’onorevole, da sempre sensibile alle esigenze del settore, ha già dichiarato di volerlo ripresentare, riformulato, come ordine del giorno alla prossima discussione.

“Il continuo incremento del valore delle materie prime preziose, che da oltre un anno stabiliscono record nelle quotazioni – ricorda Donella Mattesini – ha una pesante ricaduta sulle imprese del settore, in termini di incertezza, blocco degli ordini, riduzione dei margini, maggiore esposizione finanziaria nei confronti del sistema bancario. Nel 2010 il valore dell’oro è aumentato di oltre il 32% e di un ulteriore 25% nel solo primo trimestre del 2011 sfondando la quota di 1.500 dollari per oncia. L’argento è cresciuto del 45% nel 2010 e di un ulteriore 90% nei primi mesi dell’anno in corso. In 12 anni (dal 1998 al 2010) le quantità di oro trasformate in prodotti finiti si sono ridotte a meno di un quarto, passando da 535 tonnellate a 116 tonnellate. L’argento è passato da 1.410 a meno di 800 tonnellate. Le attività dell’industria orafa italiana hanno trovato, inoltre, scarso sostegno anche da parte della domanda interna: il consumo di gioielli in oro in Italia si è ridotto di oltre la metà in 10 anni”.

Il nome di Donella Mattesini è piuttosto conosciuto nel comparto orafo. Sue sono le proposte di legge su una nuova normativa del settore gemmologico – a fine maggio presentata in audizione alla X commissione permanente della Camera, per la prima volta in modo congiunto con l’altra proposta dell’onorevole Mazzocchi – e quella su una regolamentazione dei “compro oro”, attualmente “ferma” al Senato.

“Queste iniziative – conclude Donella Mattesini – sono state il frutto dei colloqui e della collaborazione degli imprenditori e delle categorie economiche che stanno dimostrando, come sempre, non solo una grande attenzione ma anche una fortissima volontà di collaborazione con le istituzioni, siano esse locali che nazionali. È una volontà alla quale bisogna rispondere con atti concreti che sostegno il settore orafo nella sua fuoriuscita dalla crisi”.


4 commenti

  1. emanuela says:

    ritengo che questa iniziativa sia una delle più importanti e sensate che le istituzioni abbiano promosso,spero che sia presa in seria considerazione essendo del settore,se non vogliamo perdere il nostro patrimonio artigianale!grazie signora mattesini,vada avanti ha l’appoggio di noi orafi e soprattutto delle orafe donne!


  2. pasqualina says:

    concordo con emanuela,finalmente una proposta sensata,speriamo solo che non venga bloccata


  3. nicola says:

    ..finalmente qualcuno si è ricordato di noi..! spero che questa proposta venga presa in considerazione.. grazie onorevole mattesini..


  4. marco picciali says:

    la politica si è accorta che esistiamo! speriamo bene


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