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Materiali non preziosi, in corso controlli della Guardia di Finanza

Indicazioni su prodotti e confezioni: sono in corso in queste ore i preannunciati controlli della Guardia di Finanza negli esercizi al dettaglio orafo. Obiettivo delle verifiche è valutare la conformità dei prodotti costituiti in tutto o in parte da materiale non prezioso alle norme contenute nel Codice del Consumo (d.lgs. 206/2005).

La Federpreziosi ha impiegato numerosi sforzi nel sensibilizzare la categoria degli operatori professionali sul tema, organizzando anche incontri nelle sedi territoriali: ultima iniziativa in ordine di tempo, una circolare esplicativa sulle modalità operative di questi controlli. Il Codice del Consumo stabilisce infatti quali debbano essere le indicazioni minime riportate sui prodotti o sulle confezioni destinate al consumatore e commercializzati sul territorio nazionale.

La ratio della disposizione è quella di tutelare il consumatore nella fase in cui acquista un prodotto, fornendogli tutte le informazioni utili per poter valutare e scegliere in maniera consapevole. Vanno perciò indicate la denominazione legale o merceologica del prodotto; nome, ragione sociale, sede legale o marchio del produttore o dell’importatore stabilito nell’Unione europea; il paese di origine se extra CEE; l’eventuale presenza di materiali o sostanze che possono arrecare danno all’uomo, alle cose o all’ambiente; i materiali impiegati ed ai metodi di lavorazione ove questi siano determinanti per la qualità o le caratteristiche merceologiche del prodotto.

Pesanti sono le sanzioni in cui si incorre in caso di mancato rispetto di tali prescrizioni: per conoscerle in dettaglio e per ulteriori informazioni gli operatori possono inoltrare richiesta alla segreteria di Federpreziosi.


11 commenti

  1. carlo pegorotto says:

    non ho ben capito una cosa, in cosa consistono i controlli della finanza, ovvero, se i negozi vendono oreficeria d’importazione extra cee, o se vendono oggetti in metallo facendo credere che siano in oro o argento?


  2. sono contento che finalmente ci si muova per arginare le nefandezze che siamo costretti a sopportare a causa di mancanza di controlli e di inerzia degli organi di controllo l’importante sarà comunque andare a controllare chi veramente opera in maniera scorretta ,e non sempre sono i dettaglianti ma soppratutto i prodotti provenienti da dove non è ben chiaro .


    • pippo says:

      sono daccordo con te sui controlli , ma per quale motivo dobbiamo essere noi ad essere controllati? non siamo noi ne i produttori e ne gli importatori perchè siamo presi sempre di mira??????


      • B.rina says:

        Sono assolutamente d’accordo con Pippo ma anche con Fortunato:i negozi dei cinesi e le bancarelle verranno controllati allo stesso modo?????!!!!!!!!!


  3. Maurizio says:

    Una vergogna. A due giorni da San Valentino sono state prese di mira tutte le gioiellerie d’Italia. Con un’operazione congiunta senza percedenti.. manco si trattasse di veleno dentro le mozzarelle.

    Che sia una legge giusta o sbagliata non entro nel merito.. ma è del 2005 che esiste e si decidono solo ora di applicarla in modo LETTERALE.. guarda caso poco prima delle elezioni e giusto in un anno in cui le gioiellerie sono in profondissima crisi e rischiano di chiudere.
    VIVA L’ITALIA !!!


  4. fortunato says:

    controllano noi gioiellieri che compriamo direttamente dalle aziende serie ma i negozi cinesi li controlleranno


  5. massimo says:

    Mi sorprendo sempre di +….controllano le gioellerie e non gli importatori-fabbricanti????spero che controllano anche le bancarelle!!!o loro sono esenti ???


  6. Claudia says:

    perchè ho la sensazione che si fa sempre di tutto per tutelare i consumatori (che è giusto, per carità), e ai produttori e venditori invece vengono dati solo problemi? io credo che un economia più attiva è tale proprio per le aziende che lavorano e che creano ricchezza nel Paese. di recente non ho visto nessuna azione votata all’incremento del business, ma sempre e solo a rallentarne il corso . e questo mi sembra un buon esempio.


  7. Raffaele says:

    HO letto la legge e parla di tutti i prodotti di qualsiasi genere, ma non li ho visti i finanzieri presso le cartolerie o presso le tabaccherie o presso i negozi di elettronica ecc. nella legge dice che sui prodotti confezionati devono esserci tutte le informazioni in Italiano, con carattere pari alle scritte straniere, bhe provate ad andare in un mega store a comprare prodotti di elettronica, le scritte sono in tutte le lingue ma non in italiano, tranne su pochissimi prodotti, e poi sui cartellini esplicativi il prodotto esposto al pubblico tutti i dati che vogliono oggi per i prodotti fashion non ci sono.


  8. la televisione di stato ,suggerisce con la pubblicita gli stessi oggetti che oggi la nostra finanza sequestra nei negozi..chi li comanda FAREBBE BENE A CONTROLLARE QUESTI PRODOTTI PRIMA DI SPINGERE I NOSTRI RAGAZZI A COMPRARLI.CHE DITE SONO O NON SONO DEI CRETINI


  9. Arnaldo says:

    La maggior parte delle ditte ha provveduto ad inviar i cartellini che vanno esposti assieme alla mece.Bella visione in vetrina!


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