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Massa Carrara, il marmo è anche da indossare

Iniziativa lanciata dalla Camera di Commercio provinciale in occasione della presentazione dei dati sul comparto: una esposizione di accessori e gioielli, protagonista la roccia bianca

Marmo_Foto Fibbie linea Gioielli Sara Devoti CCIAA
La linea di Sara Devoti, Devoti Gioielli

Un insolito legame viene indagato dall’iniziativa “Marmo da indossare tra moda, design e Made in Italy” e cioè quello tra la roccia bianca, tipico della provincia di Massa Carrara, con il fashion e il lusso. Un’iniziativa lanciata dalla Camera di Commercio della provincia toscana in occasione della presentazione dei dati dell’Istituto di Studi e Ricerche dell’ente camerale. Un modo di “fare sistema tra imprese, se pur piccole, artigianalità e territori diversi ma connessi dalla volontà di fare squadra favorendo sviluppi e nuovi ambiti di applicazione del marmo”, spiega Vincenzo Tongiani, presidente dell’Istituto. La provincia ha perso il primato della produzione di marmo: 60 laboratori a Massa Carrara di cui 42 nella sola Carrara, per 178 addetti, quarta posizione per numero di imprese, settima per numero di addetti. La vicina Pietrasanta collezione più imprese e più occupati (66 laboratori e 270 addetti).

La presentazione dei dati sulla lavorazione artistica del marmo a Massa Carrara
La presentazione dei dati sulla lavorazione artistica del marmo a Massa Carrara

E così il marmo diventa gioiello, ma anche pietra che abbellisce accessori moda come le borse. E lo diventa grazie alla lavorazione artigianale di alcuni designer della provincia, come Sara Devoti (di Devoti Gioielli): fibbie e gioielli da indossare, in cui il marmo delle Apuane sposa i metalli nobili e l’arte orafa fiorentina. Leggeri e sottili come piume, fibbie, anelli, orecchini, bracciali e collier che compongono la prima linea di Sara Devoti portano la lavorazione artigianale del marmo dritte nel mondo nell’alta moda e del Made in Italy del lusso. Nelle sue creazioni sono affiancati materiali diversi, dalla pietra lavica, al legno fino alla pelle di pitone. Il marmo impiegato e lavorato con una tecnica brevettata, Calacatta, Collemandina, Cipollino e Paonazzetto principalmente, intarsiato e impiallacciato, è il cuore attorno al quale ruota il suo progetto innovativo ed originale nato dopo alcuni anni di studi, bozzetti e ricerca di materiali in giro per la Toscana. Il marmo rifinisce anche la montatura di una linea di occhiali personalizzabili.

Devoti Gioielli, in foto Alberto Devoti
Devoti Gioielli, in foto Alberto Devoti

Nelle proposte di Carole Dazzi e Rita Lucchesi bags con borchie di marmo statuario al debutto ufficiale. I primi prototipi della linea “Stratosfera” presentati in un atelier di Parigi e successivamente in un concept-store romano, sono serviti alle due giovani designer di Carrara per mettere in rete le esperienze, le manualità e le competenze più diverse in grado di realizzare il loro progetto comune. Il marmo arriva dalle cave di Carrara mentre la lavorazione è eseguita in un laboratorio artistico di Pietrasanta; il materiale principale della borsa, l’eco-pelle, invece da Prato.

Carole Dazzi e Rita Lucchesi con le loro eco-bag
Carole Dazzi e Rita Lucchesi con le loro eco-bag

Ferma foulard a forma di cuore, orecchini e collane Zen che traggono forza ed originalità dagli elementi della natura e dalla semplicità dei movimenti: sono i gioielli di Chiara Imperiali. Realizzata completamente a mano la linea di monili di Marmonìa unisce generazioni e visioni diverse introducendo già dal 2011 l’utilizzo del marmo nel settore della moda e degli accessori di alta gamma. Le catene e catenine in oro rosa, ossa e sfere di pelle colorata sono alcuni dei supporti privilegiati nella composizione dei monili.

Chiara Imperiali e i suoi gioielli
Chiara Imperiali e i suoi gioielli della linea Marmonìa

Sono minimalisti i gioielli di PietraQuadra (Eva Rossi): architetto e designer, il suo progetto “PietraQuadra Stone Jewels” e così anche la sua linea di gioielli in marmo rispecchiano il  percorso della designer. Marmi preziosi come il Calacatta e il Nero Belgio esalta la sua bellezza nell’accostamento a materiali inusuali, come il tessuto e la passamaneria, mentre l’argento diventa l’estensione della pietra stessa, in un gioco di equilibri sempre perfetti. Le passamanerie sono realizzate su disegno dalla più antica manifattura di passamanerie d’Europa, a Torino, il marmo è lavorato in un laboratorio di scultura di Carrara (Atelier di Carrara), l’argento seguendo l’antica lavorazione orafa fiorentina e di Valenza.

da sinistra, Gioia Rossi e Emma Castè, bracciali in filo diamantato
da sinistra, Gioia Rossi e Emma Castè, bracciali in filo diamantato

Affilato e violento quando “taglia” blocchi e lastre, raffinato e sportivo quando adorna il polso: il filo diamantato per il taglio della pietra (il cavetto di 5 o 8 millimetri di diametro che presenta dei piccoli cilindri di acciaio ai quali sono state applicate delle perline di diamante sintetico sulla superficie) diventa un accessorio da indossare. Emma Casté, designer e restauratrice non usa il marmo ma il filo diamantato per creare la sua personalissima linea di bracciali colorati. Non ancora in commercio (lo saranno in primavera), il filo diamantato plastificato utilizzato per realizzare i braccialetti è fornito dalla Filodiam di Vater Rossi.

Emanuela Baruzzo, Donne del Marmo, con la linea di gioielli e accessori Perle di marmo
Emanuela Baruzzo, Donne del Marmo, con la linea di gioielli e accessori Perle di marmo

Parure di perle in “Calacatta”, Statuario” e ’“Arabescato” per esaltare le rotondità, la lucentezza e la femminilità del marmo di Carrara: è il progetto delle Donne del Marmo. La lavorazione è affidata alle storiche botteghe artigiane di Arezzo: fili di seta colorati racchiudono le perle una ad una realizzando oggetti unici, dove ogni perla è diversa da tutte le altre, garantendo originalità e unicità attraverso la perfetta armonia di colori e forme. La linea delle Perle di Marmo è distribuita da Ranamore e sostenuta dall’associazione Donne del Marmo.

 


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