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Mario Peserico nuovo Presidente dell’INDICAM

 

Mario Peserico

 

L’Istituto di Centromarca per la lotta alla contraffazione ha un nuovo Presidente nella persona di Mario Peserico che sarà in carica per il prossimo biennio. L’INDICAM opera nella lotta alla contraffazione di marchi e prodotti proponendo e coordinando azioni collettive di anticontraffazione, finalizzate alla ricerca delle fonti di produzione e dei canali di diffusione delle merci contraffatte e, in accordo con i Ministeri degli Affari Esteri e dello Sviluppo Economico l’Istituto, si adopera per ottenere adeguata protezione internazionale dei marchi italiani.

Mario Peserico, AD Eberhard Italia, direttore generale della casa madre svizzera Eberhard & Co., Presidente di Assorologi, Vice Presidente del Comitato permanente dell’orologeria europea e membro dei consigli direttivi della Camera di commercio Svizzera in Italia e dell’Unione del commercio di Milano, con specifica delega all’anticontraffazione, ha dichiarato: “Ringrazio il Consiglio Direttivo e il Presidente uscente Carlo Guglielmi, che in 12 anni di mandato ha saputo portare INDICAM ad alti livelli di credibilità ed efficacia. Il mio obiettivo primario è la prosecuzione e il rafforzamento delle politiche contro la contraffazione. Metterò a frutto l’esperienza che ho maturato in ambito associativo, in Italia e in Europa, allargando il network di collaborazioni dell’Associazione perché oggi il falso è un problema globale, non di un singolo Paese o di un singolo comparto. Affrontare questo impegno significa lavorare nell’interesse di tutta la collettività, perché la lotta alla contraffazione è sì difesa della proprietà intellettuale delle imprese, ma anche del valore delle economie nazionali, di decine di migliaia di posti di lavoro e garanzia di sicurezza e qualità per il consumatore. Tra le priorità ricordo il tema del WEB, da monitorare in continuazione per evitare che veda il dilagare di fenomeni di commercio illegale, così come la delicata materia dei transiti di merci contraffatte nei porti UE con ridotte capacità di indagine da parte delle autorità doganali in assenza di una regolamentazione forte ed efficace”.


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