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Mario Buccellati dal 1919 una storia di ieri, oggi e domani

La sua storia attraversa tutto il Novecento ma le sue origini si perdono nella seconda metà del 1700: una mostra in esclusiva a Charm-Fiera di Vicenza ha ripercorso le tappe fondamentali della vita e della carriera di Mario Buccellati, fondatore – a Milano, nel 1919 – dell’omonima azienda, da sempre sinonimo di eleganza e ricercatezza.

I pezzi più significativi della sua storia sono conservati nel Museo Buccellati, al terzo piano di via Montenapoleone 23, indirizzo della sua storica sede, ed una loro selezione è stata ospitata da Charm, l’edizione primaverile di Vicenzaoro svoltasi dal 16 al 20 maggio.

Oggi alla guida dell’azienda ci sono Lorenzo, terzo figlio di Mario, e sua moglie Claudia, intervenuta all’inaugurazione di Charm per illustrare al pubblico della fiera “Dal 1919, una storia di ieri, oggi e domani”, la rassegna che per la seconda volta ha portato lontano dal Museo alcune delle creazioni più belle di Mario Buccellati.

La mostra, con una selezione di circa il 10% della ricca collezione della galleria, ripercorre 90 anni di storia del costume e l’evoluzione di uno stile che ha reso famosa l’azienda nel mondo. È Claudia Buccellati a raccontarci l’emozione di far conoscere una rassegna di creazioni uniche.

Mario Buccellati è stato il primo marchio Made in Italy che ha attraversato l’oceano. Quanto è stato difficile operare una selezione da esporre a Fiera di Vicenza?

«Abbiamo imposto un taglio cronologico-tematico all’esibizione, che potesse esprimere al meglio l’artigianalità degli oggetti ideati e creati da Mario Buccellati. E per scelta abbiamo deciso di non limitare la selezione ai soli gioielli, ma di testimoniare la storia dell’azienda anche attraverso documenti storici originali di personaggi che hanno segnato la storia d’Italia».

Il riferimento è principalmente a Gabriele D’Annunzio. In mostra a Vicenza è stato esposto anche un libro del Vate dedicato a Mario Buccellati.

«Tra loro c’era una profonda amicizia, testimoniata anche da più di 100 lettere autografe conservate nel museo aziendale. Non solo: oltre a molti oggetti commissionati dal grande letterato d’inizio secolo, abbiamo voluto mettere in mostra i gioielli e gli accessori creati per moltissimi personaggi noti del ’900, come, per esempio, gli occhiali di Luchino Visconti. Non per vanto, ma perché siamo consapevoli dell’enorme valore storico-artistico di questi oggetti. Anche Orson Welles è stato frequentatore del nostro negozio sulla Quinta Strada a New York».

Non soltanto gioielli, ma anche orologi, borse ed accessori da donna decorati con una cura estrema del particolare. L’azienda è nata nel 1919, ma il nome Buccellati era già legato al mondo dei preziosi?

«Già dalla seconda metà del 1700: Contardo Buccellati aprì un negozio in via Orafi a Milano (oggi, via Orefici, ndr), quindi il nostro nome appare legato indissolubilmente al mondo della gioielleria e dell’argenteria. La gestione moderna è ovviamente arrivata nel XX secolo. Oggi siamo in tre ad offrire al pubblico oggetti che hanno come elemento distintivo l’incisione accurata che rende il metallo prezioso simile ai tessuti più pregiati: mio marito Lorenzo – che ha trascorso molti anni a raccogliere gli oggetti oggi esposti nel museo -, nostro figlio Luca ed io».



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