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Marchi e titoli: la riforma prossima ventura

Oltre alla legge sui materiali gemmologici, c’è un’altra riforma che era in dirittura d’arrivo in Parlamento ed è stata bloccata dalla fine anticipata della Legislatura: la nuova legge sui titoli e sui marchi di identificazione.

Il disegno di legge, frutto di una discussione durata molti anni che ha coinvolto tutti i settori della filiera orafa, contiene parecchie novità importanti, tanto per i produttori quanto per grossisti e dettaglianti.

Vale la pena sottolineare di nuovo che tale testo, essendo stato sottoposto ad una lunga concertazione con le categorie imprenditoriali, contiene gran parte delle indicazioni espresse dai vari settori in base alle esigenze maggiormente sentite dalle imprese.

Nella speranza che il nuovo Parlamento possa rapidamente compiere l’opera avviata in precedenza, ecco una sintesi delle novità più interessanti rispetto alla normativa in vigore (costituita dal decreto legislativo 251/1999  e dal suo regolamento di attuazione, DPR 150/2002).

 

Marchio di identificazione : distinzione tra “marchio del produttore” e “marchio di responsabilità”

Il marchio di identificazione è individuato quale:

  1. «marchio del produttore», se concesso a un’impresa che esercita, anche senon in via esclusiva, l’attività di produzione di semilavorati o di oggetti in metallo prezioso;
  2. «marchio di responsabilità», se concesso a un’impresa che esercita l’attività di:
  • 2.1) produzione, importazione o commercializzazione di metalli preziosi allo stato di materie prime;
  • 2.2) importazione di semilavorati o di prodotti finiti in metalli preziosi;
  • 2.3) commercio di prodotti finiti di fabbricazione altrui dei quali intende garantire direttamente la rispondenza del titolo;

 

Quali sono i vantaggi della distinzione tra “marchio del produttore” e “marchio di responsabilità”?

1. Migliore tutela del Made in Italy : il “marchio del produttore” sarà riservato ai soli produttori nazionali, mentre oggi il marchio di identificazione è utilizzabile anche dagli importatori, i quali sono obbligati a dotarsi del marchio di identificazione se importano oggetti non provenienti da Paesi facenti parte dello Spazio Economico Europeo e con i quali non vi sono accordi di reciprocità con l’Italia. In questo caso, gli importatori devono punzonare gli oggetti importati col proprio marchio di identificazione, formalmente identico a quello rilasciato ai produttori. Ciò potrebbe trarre in inganno e far ritenere che il prodotto importato sia “made in Italy”. Con la nuova legge, gli importatori  dovranno adottare il “marchio di responsabilità”. Gli oggetti fabbricati all’estero e introdotti in Italia per la sola «punzonatura» saranno chiaramente identificabili.

2.  Le aziende commerciali che vorranno dotarsi di un proprio marchio per caratterizzare una propria linea di prodotti potranno farlo senza necessità di dotarsi di un laboratorio di produzione, adottando il “marchio di responsabilità : oggi, un’azienda commerciale, grossista o dettagliante che sia, incontra grosse difficoltà nel rilascio del marchio di identificazione se non dispone di attrezzature idonee alla fusione del metallo o almeno di un laboratorio attrezzato e dotato di autorizzazione sanitaria. Ciò mette in difficoltà soprattutto le piccole aziende che effettuano la modellazione ed eventualmente le rifiniture in proprio, ma non la fusione, oppure quelle che realizzano prodotti originali assemblando semilavorati prodotti da terzi. Queste tipologie di aziende sono sempre più numerose, specie nel commercio al dettaglio e nel piccolo artigianato, anche come reazione alla crisi, che ha spinto molti dettaglianti a realizzarsi in casa proprie collezioni di gioielleria e bigiotteria al fine di poter offrire un prodotto originale e dal prezo competitivo. Con l’introduzione del “marchio di responsabilità”, svincolato dal possesso di un laboratorio, le difficoltà di queste aziende ad ottenere un marchio per poter immettere sul mercato i propri prodotti saranno definitivamente superate.

 

Titoli

Sono aggiunti il titolo 333 per l’oro ed il titolo 830 per l’argento, soprattutto ai fini della produzione di oggetti per l’esportazione.

Indicazione del Paese d’origine

I prodotti finiti, importati da Paesi che non sono membri dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo, devono riportare, oltre al marchio dell’importatore, l’indicazione del Paese di origine. Anche questa norma serve a rafforzare la tutela del “made in Italy” e la trasparenza nei confronti dei consumatori.

Responsabilità del rivenditore

  1. Il rivenditore risponde verso il compratore dell’esattezza del titolo dichiarato, fatta salva l’azione di rivalsa.
  2. Il commerciante al dettaglio risponde verso il consumatore dell’esattezza del titolo dichiarato limitatamente alla verifica della presenza dell’indicazione del titolo in millesimi e del marchio di identificazione.

La novità è costituita dal comma 2 (il primo è già contenuto nella norma attuale) che limita la responsabilità del dettagliante alla sola verifica della presenza sull’oggetto dell’indicazione del titolo e del marchio. Questa è una novità fortemente voluta da Federpreziosi (già Federdettaglianti Orafi) la quale ha sempre evidenziato l’impossibilità per i dettaglianti di rispondere del titolo del metallo non avendo la possibilità, per ragioni tecniche ed economiche, di verificare l’esattezza del titolo degli oggetti che pone in vendita.

Fondo per la promozione e lo sviluppo del settore orafo

I proventi derivanti dalle sanzioni amministrative confluiranno in un apposito fondo istituito dal Ministero dello sviluppo economico per essere da questo devoluti, nella misura del 50 per cento, per il finanziamento dell’attivita` di vigilanza e, nella misura del restante 50 per cento, per realizzare iniziative a favore del settore orafo, gioielliero e argentiero, secondo un programma predisposto dallo stesso Ministero dello sviluppo economico, sentiti il Comitato nazionale dei metalli preziosi e le organizzazioni nazionali maggiormente rappresentative delle imprese del settore.

Per la prima volta, sarebbe istituito un fondo dedicato esclusivamente alla promozione el settore orafo.

Il Borsino dell’oro

Al fine di incentivare il recupero dei metalli preziosi non piu` utilizzati in possesso dei privati, di smaltire le sostanze riconosciute come tossiche, quali nichel, cadmio e altre sostanze eventualmente contenute nei prodotti stessi, di creare un canale alternativo di approvvigionamento della materia prima per le imprese di produzione e di dare impulso all’acquisto di nuovi prodotti di gioielleria, e` istituito presso il Ministero dello sviluppo economico il borsino dell’oro usato, che rileva ogni trimestre i valori della compravendita dell’oro.

È una delle norme più controverse del disegno di legge, che potrà e dovrà essere superato da una apposita regolamentazione dei cd. “Compro-oro”, anche questa già in itinere nella scorsa legislatura. 2. Il borsino, secondo il Ddl, sarà gestito dal Comitato nazionale metalli preziosi.

Comitato nazionale metalli preziosi

Viene prevista l’istituzione, presso il Ministero dello sviluppo economico, del Comitato nazionale dei metalli preziosi, nel quale saranno presenti i rappresentanti del Ministero, della Banca d’Italia, delle Dogane, dell’ISTAT, dell’Unione elle Camere di Commercio, delle rappresentanze di categoria e di altri attori della filiera, come i laboratori di analisi.

Il Comitato avrà una serie di funzioni consultive, tra cui esprimere pareri e chiarimenti interpretativi sulla disciplina dei titoli e dei marchi di identificazione dei metalli preziosi.

 

 

 

 

 

 


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