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Marche, gli artigiani orafi puntano sull’internazionalizzazione

Tre giorni di incontri con buyer statunitensi per gli artigiani marchigiani, riuniti nel Consorzio Piceni Art for Job, fondato nel 2000 e formato per un quarto da aziende del comparto orafo.

Si è svolta da lunedì 19 aprile a mercoledì 21 aprile la missione degli operatori americani, divisi tra una esposizione a Palazzo Campana ad Osimo (AN), il primo giorno, e una visita presso le botteghe degli artigiani orafi nelle rispettive sedi, nei giorni successivi.

L’evento, volto all’internazionalizzazione del prodotto marchigiano, rientra nell’ambito del Progetto oreficeria – Convenzione ICE (Istituto per il Commercio Estero – Ufficio Regionale di Ancona) / Regione Marche 2009-2010 e ha coinvolto operatori commerciali e giornalisti provenienti dagli Stati Uniti ed è finalizzato a stabilire contatti e nuovi rapporti commerciali con aziende della regione.

“Atelier Gioielli”, “Bottega orafa”, “Coccia & Oddi”, “Gatti Gioielli”, “Silvano Zanchi”, “Staccioli Gioielli”: queste le botteghe artigiane associate al “Consorzio Piceni Art For Job” che hanno mostrato un sunto delle proprie produzioni d’oreficeria artistica e di design ai buyer statunitensi richiamati grazie alla convenzione Ice – Regione Marche. I loro preziosi sono stati presentati dai titolari delle aziende durante un incontro collettivo organizzato nelle sale di Palazzo Campana.

Gli operatori della delegazione hanno poi visitato i laboratori orafi di due delle aziende artigiane associate al Consorzio, “Gatti Gioielli” di Roberto Gatti, a S. Benedetto del Tronto (AP), e “Atelier Gioielli” di Sergio Nicolini a Senigallia (AN). Gli incontri ad Osimo e nei laboratori si sono quindi conclusi con contatti commerciali di rilievo con gli operatori statunitensi, che d’altra parte rappresentano un mercato da sempre di grande interesse per il made in Italy. L’Italia è infatti al quarto posto tra i fornitori degli USA nel campo della gioielleria e oreficeria, ma in alcuni segmenti particolari e più di nicchia, come quello della gioielleria di alto livello e di design, occupa il primo posto.

L’instaurarsi di rapporti di partnership tra le aziende produttrici italiane e i grossisti e dettaglianti statunitensi è quindi essenziale per favorire la penetrazione e distribuzione dei prodotti di alta oreficeria artigianale negli Stati Uniti.

Prossimo appuntamento con il Consorzio Piceni Art for Job a giugno: dal 21 al 23 le botteghe marchigiane incontreranno gli operatori mediorientali provenienti dagli Emirati Arabi Uniti, Qatar, Kuwait, Bahrein, Arabia Saudita e Libano, con modalità identiche all’evento di questo mese (primo giorno: esposizione a Osimo, Palazzo Campana, secondo e terzo giorno: visite ai laboratori artigiani).

Le aziende del Consorzio e quelle marchigiane in generale, infatti, stanno dedicando particolare attenzione negli ultimi anni all’esplorazione commerciale dell’area, partecipando ad importanti fiere del settore, da Dubai (Emirati Arabi Uniti) al Kuwait, fino a Riyadh (Arabia Saudita).

«Finalmente siamo riusciti ad “indovinare” il target giusto di operatori – ha dichiarato Sandro Angelini, presidente del Consorzio Piceni Art for Job -: non è semplice promuovere l’internazionalizzazione quando si ha a che fare con botteghe che producono gioielli artigianali, ma noi ci siamo riusciti. Quello con l’ICE è un percorso che portiamo avanti da 10 anni e manteniamo grande attesa per l’evento di giugno, che dovrebbe mettere a frutto il lavoro degli ultimi 5-6 anni svolto con e verso l’area mediorientale».


In apertura, una parure di Gatti Gioielli

foto: Gatti Gioielli – scatti realizzati dallo studio fotografico: F for Fake Comunicazione visiva

In alto a sinistra, Gli operatori statunitensi e rappresentanti di ICE e Regione Marche

foto: ICE – Istituto nazionale per il Commercio Estero – Ufficio Regionale di Ancona

In basso a destra, il presidente del Consorzio Sandro Angelini

foto: Consorzio Piceni Art For Job – scatti realizzati dallo studio fotografico: F for Fake Comunicazione visiva


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