di


Mantra dell’etica

Quantunque pienamente consapevole che i temi legati alla presa di coscienza dei consumatori abbiano indiscutibilmente una forte ricaduta sulla sensibilità collettiva, che il senso di responsabilità dei protagonisti della filiera produttiva del gioiello sia una risorsa imprescindibile per contrastare le ingiustizie del pianeta, domando che mi sia consentito uno sfogo liberatorio. Mi si profilano davanti, infatti, schiere inattese di uomini di banca, imprenditori ravveduti sulla via di Damasco, professionisti folgorati dall’urgenza di motivazioni nuove tese alla giustizia sociale.

Li vedo dai giornali, dalle TV, dai documenti in rete: tutti all’improvviso si fanno attenti ai comportamenti etici propri e delle proprie aziende. Tutti che, come d’incanto, avvertono un bisogno struggente d’essere “friendly” verso qualcosa (verso cui, con tutta evidenza, devono essersi sentiti “unfriendly” o ostili fino a l’altro ieri) . Sarà la crisi (oscuri sensi di colpa?) che irrora di nuovi propositi le impetuosi correnti del sentire comune? Forse.

Di sicuro i valori etici, l’attenzione alla propria condotta aziendale,  sono nella fase che vede queste istanze legittime (e che meritano di non finire in un paniere indifferenziato) risucchiate dai potenti amplificatori del costume. I luoghi sono sempre argomentati, specifici, interessanti prima di diventare comuni. E non si capisce mai in quale momento preciso un tema sentito diventi un mantra, un’evocazione di principio, un esercizio di stile. Mantra della responsabilità etica, dopo il mantra delle “eccellenze produttive , quello “del fare sistema” , quello “delle certificazioni” e così via. Ma certamente il tema più generale ossia il compito di contestualizzare il gioiello (come tutti gli altri prodotti) nel complesso insieme della nostra società non sarà e non dovrà essere indebolito  dalle cantilene paralizzanti dei mantra delle mode del momento.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *