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Manovra-bis, tutte le novità

Il Parlamento ha definitivamente approvato lo scorso 14 settembre la manovra di aggiustamento dei conti pubblici nota anche come “Manovra di Ferragosto”, in quanto messa a punto proprio in quel periodo per far fronte alla tempesta finanziaria abbattutasi sull’Europa ed in particolare sul nostro Paese.

Il provvedimento consiste in un mix di tagli di spesa e di nuove entrate, tra cui purtroppo anche incrementi di alcune imposte. Sono presenti anche misure di natura non strettamente finanziaria, finalizzate, nelle intenzioni del Governo, a rilanciare la produttività, quali le deroghe alla legislazione nazionale sul lavoro o l’abogazione di alcune festività.
Ma vediamo in sintesi i punti più interessanti e quelli più rilevanti per gli imprenditori, ordinati in base alla loro entrata in vigore.

Entrata in vigore immediata:

Aumento dell’IVA: l’aliquota ordinaria dell’IVA passa dal 20 al 21%. L’aumento è entrato in vigore nel giorno della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Manovra e va calcolato a partire da tale data.

Orari dei negozi: gli esercizi commerciali ed i pubblici esercizi ubicati nei Comuni riconosciuti come località turistiche o città d’arte ed inseriti negli appositi elenchi regionali, possono, in via sperimentale, derogare all’obbligo di chiusura infrasettimanale, festiva e domenicale ed al rispetto degli orari di apertura e di chiusura. In pratica, secondo la lettera della norma questi esercizi potranno restare aperti 24 ore di seguito per 365 giorni all’anno o per la durata del periodo per il quale il Comune ha ottenuto il riconoscimento di località ad economia turistica, periodo che per alcuni Comuni si limita a 4 o 6 mesi all’anno. Per diventare pienamente operativa, tale disposizione dovrà attendere l’adeguamento dei regolamenti comunali in materia. Ricordiamo infine che i Sindaci hanno il potere di limitare gli orari degli esercizi commerciali, per riconosciute esigenze di ordine pubblico o di salvaguardia ambientale o territoriale.

Contratti di lavoro: i contratti collettivi sottoscritti a livello aziendale o territoriale da parte dei sindacati più rappresentativi potranno derogare alle disposizioni di legge ed ai contratti collettivi nazionali. Si tratta della norma di cui tanto si è parlato a proposito della presunta “libertà di licenziare” che essa avrebbe introdotto, con la possibilità di derogare all’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, il quale prevede il reintegro nel posto di lavoro del lavoratore licenziato senza che sia provata la giusta causa. In realtà, per far scattare tale deroga a questa od a altre previsioni di legge o del contratto nazionale di lavoro occorre un accordo di tipo aziendale o territoriale con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. Tale norma è destinata a restare verosimilmente senza effetto per le piccole aziende, per le quali la stipula di un accordo aziendale con i Sindacati è un’evenienza assai improbabile, a meno che le rappresentanze degli imprenditori e quelle dei lavoratori non stipulino un accordo territoriale di settore (ad es. per il Commercio o l’Artigianato) contenente questa o altre deroghe alle norme valide a livello nazionale.

Entrata in vigore nel periodo d’imposta 2011

Contributo di solidarietà: viene istituito un prelievo supplementare del 3%, che dovrebbe restare in vigore sino al raggiungimento del pareggio del bilancio dello Stato, sui redditi superiori a 300.000 euro.

Entrata in vigore dal 1 gennaio 2012

Tassazione rendite finanziarie: scende dal 27 al 20% la tassazione sugli interessi di depositi e conti correnti, mentre sale dal 12,5 al 20% l’aliquota sulle altre tipologie di rendite finanziarie (plusvalenze, dividendi, interessi su pronti contro termine ed obbligazioni private, etc.). Fanno’eccezione dei titoli di stato, dei buoni postali, delle obbligazioni di Stati esteri ed Enti sovranazionali riconosciuti e dei proventi delle polizze vita, che restano tassate al 12,5%.
Ricordiamo che è già in vigore, stabilito dalla Manovra di luglio (legge 111/2011) l’aumento dell’imposta di bollo sui dossier titoli, che sarà, già dal 2011:
– di 34,20 euro, per gli importi inferiori a 50.000 euro;
– di 70 euro, per gli importi superiori a 50.000 euro ed inferiori a 150.000 euro;
– di 240 euro, per gli importi superiori a 150.000 euro ed inferiori a 500.000 euro;
– di 680 euro, per gli importi superiori a 500.000 euro.

Dal 2013, il bollo sui dossier titoli è destinato ad aumentare ulteriormente:
– 230 euro, per gli importi inferiori a 150.000 euro;
– 780 euro, per gli importi superiori a 150.000 euro ed inferiori 500.000 euro;
– 1.100 euro per gli importi superiori a 500.000 euro.

Abolizione festività: dopo mille discussioni, saranno le sole feste dei Santi patroni ad essere abrogate a partire dal 2012 (tramite spostamento alla domenica o al lunedì) con la rilevante eccezione della festa dei SS. Pietro e Paolo, patroni di Roma (festività valida solo per quella città) in quanto prevista nel Concordato fra Stato e Chiesa Cattolica. Attenzione : per diventare operativo, lo spostamento delle feste patronali ad altra data necessita di un decreto governativo. Non sono perciò da escludersi rinvii e ripensamenti in merito, date le polemiche che questa abolizione suscita ancora in molte parti del Paese.

È stato invece eliminato dalla Manovra, grazie all’azione delle Organizzazioni di categoria degli imprenditori, in primis Confcommercio e Federdettaglianti Orafi, l’abbassamento da 3600 a 2500 Euro della soglia oltre la quale è obbligatorio comunicare al Fisco i dati dei clienti che effettuano acquisti superiori a tale soglia. Ricordiamo che già il Decreto Sviluppo aveva esentato i pagamenti effettuati con carte di credito e simili da tale obbligo, rimasto in capo agli intermediari finanziari e non più agli operatori.


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