di


Manetti (Orafi Firenze): “Gioiello Made in Italy, contro la crisi impariamo a comunicare come la moda”

A Ponte Vecchio sconti su oro e argento e chiusure di negozi, la presidente dei gioiellieri: “È ora il momento di investire in positività”

“Dobbiamo imparare a comunicare all’estero il valore del gioiello made in Italy al pari della moda”: ne è convinta Sara Manetti, presidente degli Orafi fiorentini di Confcommercio. Lo spunto per parlare delle criticità del settore orafo a livello globale arriva dalla notizia di sconti e chiusure di negozi nella zona simbolo dell’oro a Firenze, Ponte Vecchio. Alcune aziende avrebbero infatti scelto di praticare ribassi per l’oro e l’argento, mentre altre hanno ceduto a favore di marchi della grande distribuzione. “Firenze però rimane sempre centro di aggregazione dell’alta gioielleria – spiega Sara Manetti – come simbolo di qualità e valore aggiunto della manifattura italiana. Il motivo per cui alcuni negozi chiudono sono molteplici, a partire dal caro affitti fino alla difficoltà di adeguarsi ai sempre nuovi adempimenti burocratici e alle nuove normative”.

Di fronte all’allarme che vedrebbe Ponte Vecchio perdere la propria funzione evocativa, la presidente degli Orafi fiorentini non ha dubbi: Firenze non deve perdere la sua tradizionale identità legata anche e soprattutto alla lavorazione e al commercio di gioielli. “Un’altra difficoltà obiettiva riguarda la mancanza di continuità nella gestione dei punti vendita – prosegue -: le nostre attività sono quasi tutte storiche e passate di generazione in generazione, mentre oggi manca questo passaggio. Anche per questo abbiamo chiesto all’ex vicesindaco di verificare la possibilità di aiuti a livello fiscale, incentivi su tasse e nuove assunzioni: se chiudono le botteghe storiche rischiamo di perdere l’autenticità della nostra identità”.

Sara Manetti

Il gioiello made in Italy è dunque una realtà, lo è anche il passato di un intero paese nella produzione di oggetti preziosi. Perché il settore non riesce a risollevarsi? “Ho sollecitato più volte i miei colleghi e continuo a farlo ancora oggi sulla necessità di imparare a comunicare il nostro bagaglio all’estero – racconta ancora la presidente degli Orafi Confcommercio di Firenze -: non riesco a comprendere fino in fondo perché la moda è riuscita a veicolare questo valore e l’industria del gioiello non è riuscita a fare altrettanto. Sono tantissimi i turisti che arrivano in Italia alla ricerca dei prodotti di abbigliamento e di accessori griffati, nelle boutique come negli outlet, mentre i grandi marchi della gioielleria non godono dello stesso appeal, pur avendo una storia ancora più antica. Una delle più grandi manifatture del paese è quella orafo-argentiera: a parte i casi limite in cui un’attività chiude e pertanto pratica sconti, negli altri casi la soluzione non può essere questa, ma quella di investire in positività. Oggi gli strumenti di marketing e internet possono aiutarci ad avere il coraggio di andare avanti, perché ne abbiamo tutti i requisiti”.

Sara Manetti, nominata poco meno di due anni fa a capo degli orafi fiorentini aderenti a Confcommercio, ha le idee ben chiare. Non soltanto sullo spirito da adottare nella sua città, ma anche su questioni di carattere più generale, come la formazione. Per la fine di aprile, infatti, coadiuvata dall’associazione, ha organizzato un corso di ‘Galateo della vendita’ per i clienti russi. “Non possiamo accogliere i consumatori europei allo stesso modo di quelli giapponesi, americani o russi – spiega Sara Manetti -. Per questo abbiamo pensato di dare il via a una serie di incontri per imparare le metolodologie di approccio delle tante culture con cui abbiamo a che fare. Per il primo incontro sui compratori russi abbiamo contattato un esperto che arriverà dall’Inghilterra”. L’idea è originale, e presto seguiranno seminari di approfondimento sulle altre nazionalità.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Orizzontale AMERICA