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“Made in Italy, le aziende devono concentrarsi sulle specificità dei singoli mercati”

Variegata la geografia dei paesi di destinazione secondo la ricerca di Ice-Prometeia presentata durante il XII Forum annuale del Comitato Leonardo

Luisa Todini, presidente Comitato Leonardo, con Giuseppe Recchi, presidente Eni, e Enrico Tommaso Cucchiani, amministratore di Intesa Sanpaolo

Beni di consumo made in Italy, i Paesi a più alto potenziale di sviluppo sono Emirati Arabi, Cile e Malesia, seguiti da Qatar e Arabia Saudita.E’ uno dei dati emersi durante il XII Forum annuale del Comitato Leonardo, appuntamento annuale dedicato al confronto tra rappresentanti delle istituzioni, imprenditori e mondo del credito. Il summit ha ospitato anche la presentazione della ricerca realizzata, su commissione del Comitato Leonardo, dall’Ufficio Pianificazione Strategica, Studi e Rete Estera dell’Agenzia ICE in collaborazione con Prometeia, dedicata al tema “Oltre i BRICS, nuovi mercati per il made in Italy”, che ha analizzato le opportunità di internazionalizzazione per le imprese italiane. In tutto i mercati emergenti identificati nella ricerca sono 25, molto eterogenei e diversi tra loro, che tuttavia presentano significative opportunità, ognuno per i propri settori di specializzazione. In molti di questi Paesi, le aziende italiane sono assenti o poco conosciute.

Sfide e opportunità per le aziende italiane e potenzialità per export e investimenti offerte dai Paesi emergenti sono state le grandi direttrici del Forum organizzato dal Comitato Leonardo, nato nel 1993 su iniziativa di Sergio Pininfarina e Gianni Agnelli, di Confindustria, dell’ICE e di un gruppo d’imprenditori con l’obiettivo di promuovere ed affermare la “Qualità Italia”.

Secondo la ricerca Ice-Prometeia, le aziende devono dunque concentrarsi sulle specificità merceologiche e settoriali dei singoli mercati: il successo del Made in Italy è storicamente frutto di eccellenze che, pur partendo dalla stessa filiera, hanno saputo sfruttare il comune denominatore della qualità, con un forte effetto di traino anche per altri settori. Tante le variabili prese in considerazione dall’indagine, come lo stato di sviluppo, potenzialità dell’economia, dinamiche demografiche, PIL procapite, ma anche livello di rischio, dazi e sistema distributivo.

Lo scenario è estremamente variegato: la geografia dei mercati del futuro cambia infatti in funzione della specializzazione delle imprese. Per i beni di consumo, la variabile considerata più rilevante è la soglia di reddito (mentre per i beni di investimento, il driver principale è costituito dal livello di industrializzazione del Paese; per le opere infrastrutturali, infine, sono determinanti la qualità e la quantità delle infrastrutture già presenti e i piani di investimento previsti.

Per i primi (i beni di consumo) i Paesi a più alto potenziale di sviluppo risultano essere Emirati Arabi, Cile e Malesia, seguiti da Qatar e Arabia Saudita; al vertice della classifica dei mercati più attrattivi per i beni di investimento si collocano Arabia Saudita, Messico, Indonesia, Thailandia e Cile.

il Presidente dell’Agenzia ICE Riccardo M.Monti, la giornalista Myrta Merlino, Luisa Todini e il Vicepresidente di Confindustria Diana Bracco

Al Forum sono intervenuti il Ministro degli Esteri Emma Bonino, il Ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato, la Presidente del Comitato Leonardo Luisa Todini, la Vice Presidente di Confindustria Diana Bracco, il Presidente dell’Agenzia ICE Riccardo M. Monti, l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Enrico Tommaso Cucchiani, il Presidente di Eni Giuseppe Recchi. Alla tavola rotonda imprenditoriale hanno preso parte Massimo Mucchetti, Presidente della Commissione Industria, Commercio, Turismo del Senato della Repubblica, Pietro Salini, amministratore delegato di Salini Impregilo, Claudio Sposito, Presidente e amministratore delegato di Clessidra Sgr e Salvatore Torrisi, Presidente e amministratore delegato di AAT Oranfresh. E’ seguita la testimonianza aziendale di Franco Moscetti, amministratore delegato di Amplifon.

“Mentre la nostra economia continua a subire arretramenti del Pil, perdite di lavoro e chiusure di aziende, con lo Stato che non riesce a pagare le imprese e imprese che non riescono a pagare lo Stato – la burocrazia frena anche il mecenatismo – ha dichiarato Luisa Todini, Presidente del Comitato Leonardo – in altre parti del mondo centinaia di milioni di persone premono per ottenere libertà e benessere. Per ritrovare la via della crescita e riconquistare quote di mercato all’estero dobbiamo, pubblico e privato, far leva su 2 nostri grandi vantaggi competitivi: la vocazione manifatturiera – prodotti di qualità totale – e la vocazione culturale/ambientale – servizi per la qualità della vita”.

I dati sull’export italiano dimostrano la vitalità del made in Italy e la capacità delle nostre imprese di mantenersi competitive, nonostante la crisi, sui mercati di tutto il mondo – ha affermato Diana Bracco, Vicepresidente di Confindustria per la Ricerca e Innovazione -. Per continuare a crescere e ad affermarsi a livello globale è però sempre più importante offrire prodotti e servizi innovativi in grado di rispondere ai nuovi bisogni dei consumatori. Per farlo, occorre puntare sulle tecnologie abilitanti, sulla collaborazione tra imprese e sistema pubblico di ricerca e sulla messa in rete delle competenze, favorendo le piattaforme tecnologiche, i cluster e le aggregazioni su temi specifici”.

“Dalla ricerca – ha commentato il Presidente dell’Agenzia ICE Riccardo Monti – emerge come sia nelle infrastrutture, sia nei beni di investimento, sia nei beni di consumo l’offerta italiana debba rafforzare ulteriormente la propria presenza sui mercati extraeuropei. L’Africa sub-sahariana, con un fabbisogno stimato di quasi 270 miliardi di investimenti al 2020, il Far East e l’America Latina, sono aree da cui si attende grande dinamismo e noi abbiamo ottime carte da giocare, grazie a una offerta che si incontra con la domanda locale di macchinari e tecnologia e con quella di beni di consumo del nuovo ceto medio. In questi mercati l’Agenzia ha predisposto nuovi programmi di promozione e sta per aprire nuovi Uffici. Un rafforzamento del presidio diretto dei mercati culturalmente e geograficamente più lontani sarà uno strumento fondamentale per una maggiore diffusione del Made in Italy”.


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