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Made in, il ministro Guidi sollecita l’Ue

Il vertice dello Sviluppo economico scrive alla Commissione europea per sbloccare l’impasse sull’etichettatura obbligatoria dei prodotti importati

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(Federica Guidi, ministro dello Sviluppo Economico)

C’è anche il nome di Federica Guidi, ministro dello Sviluppo economico, tra gli 11 firmatari della lettera inviata alla Commissione europea e al presidente di turno olandese per sbloccare l’impasse sull’etichettatura obbligatoria dei prodotti importati, nota come “Made in”.

Nella lettera, il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi e i suoi omologhi di altri 10 Paesi hanno riproposto una discussione tra favorevoli e contrari basata su di una possibile intesa che introduca l’etichettatura obbligatoria in quattro settori manifatturieri (ceramica, tessile, calzature e arredamento) e per un periodo limitato a tre anni.

Alla scadenza di tale termine la Commissione ne valuterebbe l’impatto in termini di costi e benefici ed indicherebbe eventuali, ulteriori regole nel settore“Abbiamo promosso questa ulteriore iniziativa in un dossier che ci vede in prima linea a tutela di settori strategici dell’industria manifatturiera nazionale ed europea” spiega il ministro Guidi.

“In un’epoca di globalizzazione sempre più spinta, di cicli economici recessivi e di fenomeni sempre più evidenti di concorrenza sleale – ha aggiunto il Ministro – riteniamo che l’Europa intera debba stringersi a difesa dei propri settori produttivi, non con spirito corporativo o protezionista, ma sulla base di regole del gioco condivise con i nostri principali concorrenti extra-europei e nel rispetto dei diritti dei consumatori, che devono essere pienamente consapevoli della qualità e della provenienza dei prodotti presenti sui mercati italiano ed europeo”.


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