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Ma Squarcialupi aveva l’età?

Un lettore in vena di facezie mi pone un quesito: ma a una certa età è opportuno assumere impegni gravosi come la direzione di un’azienda in grave difficoltà? Che in filigrana significa: ma è opportuno affidare incarichi di grande responsabilità a una persona ultrasettantenne? Il lettore non fa un caso astratto, si riferisce a una precisa “persona fisica”, che offre grandi suggestioni. Il cognome, per esempio, è di quelli che incutono rispetto perché sembrano annunciare un mondo di eventi ferocissimi: Squarcialupi, nientemeno.

E in quel di Arezzo c’è un signore che questo cognome impegnativo lo porta bene, forse perché di lupi – o presunti tali – l’attuale ad della UnoAErre Industries deve averne squarciati parecchi, prima come direttore generale dell’azienda orafa aretina, poi come leader della Chimet.

Nomen omen, un nome un destino? Beh, sta di fatto che in età non proprio verdissima e con qualche problema di natura ecologico-giudiziaria, Sergio Squarcialupi ha accettato di mettersi alla guida di un’inedita UnoAErre per cercar di evitarne il fallimento oppure l’acquisizione da parte di personaggi e imprese non aretine.

La “sua” azienda, la “sua” città. Il faceto lettore obietterà che sicuramente ci saranno anche altre motivazioni, ma a me sembra giusto considerare solo quelle rese pubbliche fin dall’inizio e ribadite in molte interviste. Poi si vedrà. Comunque sia, caro lettore, sei stato anche un pochino inopportuno, perché io ho solo qualche anno meno di Squarcialupi.

Se proprio vuoi, puoi chiedermi dove aveva la testa chi – nonostante il probabile declino – mi ha affidato un incarico di responsabilità come quello di tenere un blog su “Preziosa”. Lasciamo stare gli ammiccamenti: fino a prova contraria, l’imprenditore e manager aretino ha il diritto di essere creduto e rispettato, apprezzato e sostenuto. Ma non si aspetti il classico “in bocca al lupo”. Povera bestia, che ha fatto di male?!


2 commenti

  1. Luciano says:

    Egregio sig. Roggini,
    Da quello che ho letto e da quanto si e’visto finora, certi ultrasettantenni quali il nobile imprenditore aretino di cui ha scritto, forse tra chissa’ quali altre ignobili ed ataviche colpe ignorate dai piu’, hanno e stanno dimostrando ancor oggi che l’esperienza degli anni, il buon senso, l’amore per la propria terra, un sana ostinazione nel raggiungere obiettivi non solo possono ancora permettere la realizzazione di grande imprese, ma raccogliere altresi la stima, la fiducia e il supporto di tutti coloro che nell’impresa dimostrano di credere. Al di la dell’epilogo e delle conseguenze di un periodo tra i piu’ neri della storia orafa mondiale, il buon Squarcialupi ha gia’ vinto la sua sfida, contribuendo a salvaguardare e mantenere in vita una storia di organizzazione, di professionalita e di sapere Che altrimenti sarebbe gia andato disperso. dubitonche un rampante cinquanrenne avrebbe facilmente potuto disporre di attributi si validi ed efficaci quali quelli mostrati dal dott. squarcialupi.
    Luciano
    Un cinquantenne ammirato.
    Un cinquantenne ammirato


    • Gianni Roggini says:

      Caro Luciano, non ho settant’anni ma poco ci manca, quindi è naturale che segua con una particolare curiosità le avventure dei miei coetanei. Punto e stop. Per il resto, non è semplice interpretare il suo messaggio: preferisco evitare qualsiasi rischio.. A settant’anni bisogna essere cauti… Quindi… attendiamo e vediamo.
      Gianni Roggini


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