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Lusso, la crescita frena. Ecco come cambia nei paesi chiave

L’ultimo Monitor Altagamma non evidenza cali, ma previsioni meno positive. In Medio Oriente, il consumatore è sempre meno luxury, mentre la Cina alza i dazi

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Non un vero e proprio calo, ma un ritmo rallentato di crescita: riguarda il lusso e l’evidenza emerge dall’ultima edizione del Monitor Altagamma sui Mercati Mondiali, realizzato da Bain & Company in collaborazione con Altagamma, e di Altagamma Consensus 2016, elaborato in collaborazione con i maggiori analisti internazionali specializzati. I beni personali di lusso vivono un periodo di crescita moderata: le previsioni 2016 sono meno positive rispetto a sei mesi fa, ma non si registra un calo.

Secondo il Monitor Bain/Altagamma, il mercato globale dei beni personali di alta gamma nel 2015 si è attestato su un valore di 253 miliardi di euro, in crescita del +13% a tassi correnti (del +1% a tassi costanti). L’ultimo trimestre è stato particolarmente difficile, sia negli Stati Uniti, dove il consumatore locale ha rallentato gli acquisti, sia in Europa, dove gli attacchi terroristici di Parigi hanno inflitto un duro colpo agli acquisti natalizi nella città francese sia di locali che di turisti (prevalentemente asiatici).

Nel primo trimestre del 2016 il mercato ha mantenuto il trend del 2015 (+1% sia a tassi correnti che costanti), mostrando un rallentamento globale dei flussi turistici intercontinentali dovuti sia ad un parziale ribilanciamento dei differenziali di prezzo, che agli attacchi terroristici in Europa. Il Consensus Altagamma, elaborato quest’anno in collaborazione con 27 analisti internazionali, ha rivisto leggermente al ribasso le previsioni per il 2016 formulate ad ottobre dello scorso anno: sono previste a crescita zero, diversamente da quanto ipotizzato a ottobre 2015, l’Asia (0% vs +2%), il Nord America (0% vs 3,0%) e l’America Latina (0% vs +1%).

“Le crescite confermate di Giappone ed Europa compensano in qualche modo lo scenario flat di Asia e Americhe – commenta Armando Branchini, Vice Presidente di Fondazione Altagamma e autore del Consensus -, così come confortano le solide crescite di pelletteria, calzature, accessori, profumi e cosmetica. E’ vero che le crescite anno su anno sono sempre più moderate, ma le prospettive dell’economia mondiale ci impongono da adesso in avanti di valutare il mercato di alta gamma confrontandolo con tutti gli altri settori industriali piuttosto che con le sue stesse performance del passato. Si evidenzia infatti che il settore del lusso performa meglio di quasi tutti gli altri settori industriali.”

Accessori e prodotti Beauty si confermano i comparti in migliore salute (+4%): Più moderata (+1% vs 3%) la crescita prevista per l’abbigliamento. In crescita decisa il Giappone (+5%, confermato), più moderata l’Europa (+2% vs 4%), ancora più lieve Medio Oriente e Resto del Mondo (+1% vs +3%).

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Un centro commerciale di lusso a Dubai, in Medio Oriente

Il Medio Oriente, probabilmente, costituisce caso a sé. Per anni protagonista del segmento luxury (con crescita annua media del giro d’affari del 5,6%), oggi scopre una nuova classe media di consumatori dopo una fase naturale di riconversione dell’economia – in concomitanza con l’abbassamento dei prezzi del petrolio – che per la prima volta, dopo 25 anni, è entrata in una fase di rallentamento. Ad evidenziarlo, è la quarta edizione del White Paper, documento che fotografa la situazione nel golfo, realizzato dal Chalhoub Group.

La fine dei 2015 ha visto la fiducia del consumatori degli Emirati Arabi in calo, con un sentiment recessivo pari al 53%. Nell’ultimo trimestre dello scorso anno, in particolare, il 38% dei consumatori ha ridotti le spese per abbigliamento, tempo libero e pasti take away. La dinamica, però, resta favorevole. Lo studio evidenzia tuttavia che la dinamica resta favorevole. Il numero di persone con alto potenziale di spesa e alto patrimonio è in crescita: da qui al 2014, secondo le stime, il numero dovrebbe crescere del 40% in Medio Oriente, contro il 25% di Europa e Nord America. Sono 72100 negli Emirati Arabi Uniti; 59mila in Arabia Saudita. Seguono Qatar e Kuwait. Tra il 2009 e il 2014 la ricchezza della regione è cresciuta del 50% e il numero di ultra ricchi è aumentato del 7,7%.

Ma l’elemento più rilevante è che la regione sta assistendo alla nascita di una forte classe media (il 67% in Arabia Saudita) che spinge da una parte lo sviluppo imprenditoriale, dall’altra gli acquisti. Questi ultimi, in particolare, sono sostenuti dalle donne; negli Emirati Arabi le donne detengono un patrimonio di quasi 22 miliardi di dollari. I cosiddetti Millenial svolgono un ruolo sempre più attivo nella definizione delle dinamiche socio economiche della regione dove il 50% della popolazione ha meno di 30 anni.

A woman looks at luxury watches displayed _ (Photo credit should read PHILIPPE LOPEZ/AFP/Getty Images)

Per quanto riguarda invece la Cina, l’Altagamma Consensus li vede in prima fila per la crescita moderata (tasso medio annuo del 2-3%) per i prossimi anni. Anche in questa parte del mondo, le peculiarità sono molte. Il contraccolpo subito soprattutto dal segmento svizzero dell’orologeria, dove lo shopping cinese si è drasticamente ridotto in aprile ( Dati Global Blue, riportati dal Sole24Ore). Secondo il quotidiano svizzero Le Temps e l’agenzia AWP, le autorità cinesi hanno adottato un provvedimento con il quale la tassa di importazione sui prodotti del lusso acquistati dai cinesi all’estero (anche online) sarebbe salita al 60% del valore del prodotto (prima era al 30%).

Il dato può essere letto di pari passo con il consistente cale delle esportazioni di orologi svizzeri, in perdita dell’11,1% nel mese di aprile in confronto al medesimo periodo dello scorso anno. Hong Kong ha fatto segnare il quindicesimo mese negativo con un meno 17% su base annua a 216,6 milioni di franchi. Il mercato statunitense, invece, ha registrato un modesto +1,2%. Male anche il Giappone a -5,8%. Decisamente peggiore il mercato cinese che ha registrato addirittura un –36%.


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