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Lusso ed export: la moda maschile cresce, gioielli in calo

Dato estero del distretto orafo di Arezzo a -1,9% nel primo trimestre, mentre il menswear torna ai livelli pre-crisi. Damiani chiude il bilancio a -9% ma cresce il canale retail

Il lusso è forte, resiste, a volte cresce, ma non per tutti. Se infatti nel 2012 l’export di moda maschile è tornato ai livelli pre-crisi a 5 miliardi (ma solo grazie ai paesi extra-Ue), nel settore orafo le notizie non sono troppo confortanti: il distretto orafo di Arezzo, secondo i dati della Camera di Commercio sul primo trimestre 2013, è tornato a crescere del 4,3% nella produzione e del 3,6% nel fatturato ma, comunque, i segnali provenienti dalla domanda non sono del tutto rassicuranti visto il +1% degli ordini complessivi ed il -1,9% della componente estera. Notizie non buone neanche per un altro simbolo del lusso, Damiani, che ha chiuso il 2012 a -9 per cento; non meno bene è andata a Piquadro, marchio leader della pelletteria, che ha dimezzato gli utili.

Solo la moda made in Italy, dunque, sembra resistere anche se non grazie al mercato interno, che invece è in calo del 5,7%. Secondo i dati di Sistema moda Italia per il Pitti Uomo (che apre i battenti oggi a Firenze) l’export è tornato a 5 miliardi, trainato da Usa, Russia, Giappone e Cina. Meglio di altri settori con una crescita del 1,6%, ovvero con 8 milioni e 575 mila euro in più nel panorama delle esportazioni. Dal mercato europeo il 53,3% del totale, dagli Usa il più 19%, dalla Russia una crescita del 3,5%. E poi, più 19,8% in Giappone e più 14,9% in Cina.

Non può contare su un segno positivo l’economia aretina, invece: settima contrazione consecutiva. L’export cala dell’1,4 per cento, valore leggermente inferiore al calo dei fatturati. Quanto agli ordini, il portafoglio delle aziende si è mantenuto sostanzialmente stabile nel periodo (+0,2%), con la domanda estera che presenta comunque un andamento più vivace (+2,4%). Contrazione anche per l’occupazione (-2,0%) mentre invece cresce dello 0,3% rispetto a fine anno, favorito in questo dalla particolare concentrazione delle uscite a fine anno e delle entrate ad inizio anno nuovo.

Il distretto orafo, dopo tre anni di continui segni negativi, torna a crescere sia in produzione sia in fatturato ma non seguono a ruota ordini ed estero. L’oreficeria presenta un calo degli occupati del 4,9%.

“La prima rilevazione trimestrale del 2013– commenta il Presidente della Camera di Commercio Giovanni Tricca – pur confermando le difficoltà del nostro sistema manifatturiero sembra evidenziare alcuni, sia pur parziali,  segnali di inversione di  tendenza. E’ ad esempio, il caso dell’oreficeria che pur facendo registrare una situazione non positiva per quanto concerne ordini e occupazione,  presenta invece, dopo molti mesi, una crescita della produzione  e del fatturato”.

Damiani, collezione Gomitolo.925

In calo del 9,1 per cento a tassi di cambio correnti i ricavi del Gruppo Damiani relativi all’esercizio 2012-13 (137,8 milioni di euro). Migliora il risultato netto da –11,9 milioni dell’esercizio 2011-12 a un rosso di 8,6 milioni. Crollo del canale wholesale (-16,7%, a 87,5 milioni), soprattutto nel mercato interno (-11,1%) e nelle Americhe (23 per cento). Forte invece il retail,  cresciuto dell’8,2%, a 50,1 milioni. “In tale canale – si legge in una nota dell’azienda – i dettaglianti, in particolare italiani, assumono un atteggiamento altamente conservativo proseguendo la fase di destocking e rinviando gli acquisti”. In Giappone il fatturato è balzato del 30,2%, a quota 12,6 milioni.

Positivi i risultati del marchio capogruppo, Damiani, con ricavi totali per 78,5 (+21,2%) e un risultato netto negativo pari a 3,2 milioni in miglioramento rispetto alla perdita di 6 milioni del precedente esercizio.

“L’anno fiscale si chiude in un contesto ancora complicato e difficile – ha dichiarato il presidente e AD Guido Grassi Damiani che ha fortemente condizionato i risultati conseguiti. Tuttavia siamo cresciuti con le nostre boutique monomarca e multimarca a gestione diretta, che hanno confermato i trend positivi che si protraggono da quattro esercizi consecutivi. Abbiamo continuato a investire in Greater China dove siamo presenti con 9 negozi. L’ulteriore implementazione della strategia distributiva, più orientata sul canale retail e sull’estero, e la piena evidenza degli interventi strutturali sui costi operativi, confermati dall’avvio del nuovo esercizio, porta a ritenere che nel 2013/2014 il Gruppo Damiani possa veder riflessi anche in apprezzabili risultati economico-finanziari quanto raggiunto sul piano commerciale, di prodotto e di mercato”.

Piquadro

Utile dimezzato per Piquadro, marchio del segmento della pelletteria, che registra anche ricavi in flessione:  chiuso il bilancio d’esercizio con ricavi per 56,27 milioni di euro (-12,7% rispetto ai 64,45 milioni dell’esercizio precedente) e con un utile netto consolidato pari a 3,2 milioni (a fronte dei 7,8 milioni dell’anno precedente). Il margine operativo lordo è sceso da 14,2 milioni a 7,9 milioni di euro. Pesa il calo dei consumi interni: l’Italia costituisce ancora il 70 per cento del suo giro d’affari.

Con uno sguardo a questi dati si conferma così lo stallo del Belpaese e la dinamicità dei mercati esteri. In questo contesto, l’India sembra attrarre sempre più l’interesse degli investitori nel segmento del lusso. I principali mall della nazione, infatti, stanno sviluppando delle aree esclusive per i marchi del lusso, accessori e gioielleria compresi, che arrivino a toccare il 40% della superficie complessiva delle strutture commerciali.


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