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Lusso, dopo il calo la ripresa: attesa una crescita del 6-8%

Le previsioni di due analisti di Swiss&Global vedono un’inversione di marcia nel 2015 dopo il rallentamento dovuto agli effetti dei cambi valutari

Fine art photo of a young fashion lady in a stylish interior

Il lusso è in via di ripresa: nel 2015 è previsto che cresca del 6-8%. Lo scrivono in un articolo Scilla Huang Sun e Andrea Gerst,  Portfolio Manager del JB Luxury Brands Fund di Swiss&Global. Le vendite in Europa sembrano aver toccato il punto più basso, il numero di nuovi consumatori di beni di lusso nei mercati emergenti non si arresta e molti dei fattori negativi degli ultimi due anni si stanno attenuando.

A impattare sulle vendite e sui margini di guadagno, secondo i due analisti, gli effetti dei cambi valutari, ma il 2015 dovrebbe portare un’inversione di tendenza. Una soluzione può arrivare dal turismo: nel 2014 i cinesi hanno aumentato le loro spese di oltre il 20%, muovendosi sempre più spesso verso Tokyo, Seoul e Taipei.

Inoltre, i turisti seguono i movimenti delle valute: Ecco perché le società che hanno punti vendita in tutto il mondo sono quelle meglio posizionatespiegano. Il deprezzamento dell’euro, per esempio, si è tradotto in una crescita dello shopping fatto dai turisti a Parigi e Milano. Tuttavia, aziende come Ralph Lauren e Tiffany hanno registrato di recente un calo dei turisti negli Stati Uniti”.

“Ci piace ancora il settore dei gioielli data l’ormai consolidata crescita della gioielleria brandizzata e il fatto che marchi a buon mercato sfruttino l’ingresso di nuovi consumatori nel mercato del lusso. Nello spazio più competitivo delle borse vediamo come chiari vincitori Louis Vuitton, Yves Saint Laurent e Ferragamo”, si legge nell’articolo.

I brand più forti del settore del lusso, secondo Huang Sun e Gerst, hanno il potere di dettare i prezzi e si trovano per questo motivo nella fortunata posizione di poterli alzare. Dopo l’apprezzamento del franco svizzero in gennaio, Richemont e Swatch hanno annunciato un aumento dei prezzi del 5-10% per i loro orologi venduti all’estero. La capacità di alzare i prezzi compenserà l’impatto del rafforzamento del franco svizzero sui loro margini.


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