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Lusso, ancora scarso l’attaccamento emotivo con il consumatore

Una ricerca dell’agenzia Mlbm ha valutato la classifica dei brand in grado di creare intimità: i primi marchi del fashion luxury oltre la centesima posizione

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Ai primi posti in classifica figurano tecnologia, automotive e intrattenimento: nel report 2017 il fashion luxury è assente dalle posizioni di punta della lista stilata periodicamente dall’agenzia di marketing Mlbm che ha preso in esame le dichiarazioni di 6mila consumatori di Usa, Messico e Emirati Arabi Uniti su 386 brand di 15 categorie merceologiche per “misurare” la connessione emotiva e il livello di intimità che ciascun marchio è in grado di suscitare nel consumatore. Il “Brand Intimacy Report” della Mlbm, dunque, fotografa marchi e settori che riescono a creare una fidelizzazione fatta di un mix di desiderio, rituali e nostalgia.

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Brand Intimacy Report di Mlbm: la classifica in base al tipo di industria

Sulla base di una indagine quantitativa, i primi dieci marchi della classifica statunitense – Apple, Disney, Amazon, Harley Davidson, Netflix, Nintendo, Samsung, WholeFoods, Bmw e Toyota – sono quelli maggiormente in grado di costruire legami affettivi e connessioni profonde con i propri clienti, creando attaccamento e engagement. Assente, dunque, il fashion luxury: i primi brand del settore compaiono solo oltre la centesima posizione: Hermès si colloca alla posizione 124, Rolex alla 146, Tiffany a 148, seguito da Cartier (149), e ancora a seguire Chanel, in 153esima posizione, Gucci, 158esimo e Louis Vuitton, 161esimo.

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Brand Intimacy Report di Mlbm: i tre mercati a confronto (Usa, Messico, Emirati Arabi Uniti)

È proprio questa fascia di moda lusso, secondo l’indagine, la meno attenta all’intimità da costruire con i consumatori. Tra i primi 100, infatti, qualche fashion brand c’è: Levi’s, 19esimo, seguito da Nike, 20esimo. Il successivo è H&M (32esima posizione) a cui seguono catene di moda statunitensi come Macy’s e Nordstrom. Un’altra evidenza interessante è che, rispetto ai tre mercati presi in considerazione (Usa, Messico, EAU), quello americano è quello in cui si registra un’indice più basso: gli analisti attribuiscono questo risultato anche all’attenzione prestata nel paese alle elezioni presidenziali. Il Messico, comunque, è in cima, avendo quest’anno superato gli Emirati Arabi Uniti.

mblm.com


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