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Luisa Bruni: l’amore per la natura, dai dipinti alla microscultura in cera

L'incontro con il gioiello è stato "casuale", o forse, come lei lo definisce un "re-incontro".

Ha studiato all’Istituto d’Arte di Roma frequentando per i primi tre anni il corso di Oreficeria (il suo sogno era farsi un contrariè!) e negli ultimi due quello di Tessuto. Si è successivamente iscritta all’Accademia di Belle Arti al corso di pittura. È qui che si è avvicinata alla scultura ed alla lavorazione della cera (tecnica con la quale realizza quasi tutti i suoi pezzi). Sostiene di aver imparato allora a guardare oltre un lavoro fatto solo come autocelebrazione ed a pensare a cose che escludessero la sua persona. “Spesso le scelte che si fanno in età adolescenziale sono molto autoreferenziali, è l’età.” Dice.

A questa prima fase seguirà un’ulteriore periodo di studio e formazione. Si iscrive alla scuola dell’Arte della Medaglia del Poligrafico e dello Stato, raffinando molto le varie tecniche che aveva sfiorato durante gli anni di studio precedenti. La scuola dell’Arte della Medaglia è un luogo dove si possono imparare tecniche artistiche e artigianali che ormai in pochi fanno ed è ad altissimo livello, proprio per questo c’è una dura selezione per accedervi. Terminati gli studi (che avrebbe proseguito ad oltranza) viene contattata da vari laboratori orafi romani per delle collaborazioni. Vince un concorso, tramite la scuola, per un’associazione molto antica di Roma, l’Università e Nobil Collegio degli Orefici di S. Eligio. Da qui inizia a lavorare ed a produrre prototipi su ordinazione e man mano, a tempo perso, comincia a coltivare il piacere di creare lavori suoi. Inizialmente utilizza la cera e le dimensioni ridotte per fabbricare una sorta di bozzetti delle sue opere artistiche, ma a lungo andare, gli oggetti hanno assunto una loro dignità indipendente e i gioielli sono diventati il suo mezzo espressivo artistico.

L’amore per la natura è passata dai dipinti alle microsculture in cera. I soggetti sono quasi sempre ripresi dalla natura. Cerca di non fare riproduzioni fini a se stesse, sarebbero solo copie ornamentali. L’obiettivo è, invece, quello di suscitare una qualche emozione nello spettatore che, a volte, se ne innamora e diventa cliente. Non produce vere e proprie collezioni nel senso stretto del termine, ha un modo di lavorare che si avvicina più a quello di un artista che di un artigiano. Luisa ci confida il suo approccio alla creazione: “Non sono io che cerco le idee, mi si presentano e basta. Non è “ispirazione”, termine che detesto, ma lavoro, osservazione, attimi di vita, letture…tutto può tornare indietro in un’immagine che trasferisco sulla cera aggiungendo resine, pietre, sabbia e quant’altro mi necessita per la realizzazione della mia visione.” Non avendo una grande produzione, ha pochi luoghi dove si possono trovare i suoi pezzi; Alternative, che è un’importante  galleria di gioiello contemporaneo e che ha un e-shop on line e Interni Bonetti e Cristiani & Co che sono due gallerie di design a Torino dove vive. Anche un’esposizione a Parigi da Elsa Vanier, una galleria esclusivamente di gioielli contemporanei.

Possiede poi una pagina FB ed un sito dedicato. In realtà ci confida di non sentirsi molto a suo agio con le vendite on line, preferisce il rapporto diretto con le persone che si rivolgono a lei, con ognuna delle quali c’è stata una stretta collaborazione in modo da soddisfare al meglio le richieste di tutti. Anche quando vedono le sue creazioni sul web, se la contattano il rapporto diventa immediatamente personale. Le piace molto lavorare così, lentamente. Sostiene che il piacere nel fare le cose non si dovrebbe mai perdere. Aggiunge anche che questo è un lusso che si può permettere da quando insegna…Ma come sono le sue donne, le clienti che a lei si rivolgono? Sono autonome, sensibili, ematiche, forti, amanti delle arti (spesso collezioniste) e colte.


2 commenti

  1. Rosella Mangeruca says:

    L‘artista Luisa Bruni, coniuga talento e competenza, in insolite sculture,
    da indossare con eleganza contemporanea….
    Una creatività senza referenze,
    tra poesia, sogno, ludicità e ironia…


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