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Lucia Giannotti, le persone speciali restano

Al di là dell’accorato ricordo, il suo insegnamento umano e professionale è più che mai vivo in chiunque ha avuto l’opportunità di conoscerla

Lucia Giannotti

Si dice che trattasse tutti alla pari e con garbo, pur dall’alto di una levatura morale e professionale non comuni. Si dice che pretendesse rigore e nel contempo contraccambiasse con pillole di saggezza e di insegnamento. Ed ancora, si dice che alla Gioielleria Borrelli di Napoli abbiano incorniciato e messo in bellavista sul banco una sua immagine, come si fa quando viene a mancare un familiare caro. Si dice anche che manca all’intero comparto orafo. Tutto vero.

Lei, Lucia Giannotti, in arte e sul campo semplicemente “la Signora Lucia”, quella marcia in più ce l’aveva. Se ne apprezzava l’ironia ed il rigore; se ne invidiava l’approccio umano unito all’antica arte del mercanteggiare, nell’accezione migliore del termine.

Lucia Savarese Giannotti circondata dai figli e dai nipote

Doti innate che ha tenacemente provveduto a tramandare all’intera famiglia Giannotti, oggi tra le realtà più accreditati del settore.

E probabilmente non è affatto casuale che in azienda sia stata concepita una particolare icona, quella dell’Angelo Custode, protettiva, saggia, densa di positività, carica di sentimenti schietti e profondi, che ha dato nome ad una delle più vendute collezioni del brand: “Angeli”, dove, a ben vedere, si ritrovano molte delle doti appartenute alla Signora. Ce lo conferma il nipote Roberto, provando a contenere l’emozione perchè Lucia era speciale anche come nonna.

Roberto Giannotti

«C’è qualcosa di suo in ogni collezione da noi ideata. Non a caso, programmiamo da sempre per l’8 dicembre, giorno del suo compleanno, l’uscita di nuove collezioni. “Luce degli Angeli”, ad esempio, rimanda immancabilmente al suo nome: un faro, una guida sicura per noi tutti». Una persona che riusciva a conciliare umanità ed autorevolezza. «La nonna è stata un po’ anche la mamma commerciale di tutti noi. Parlava senza peli sulla lingua. Voleva bene a clienti e fornitori, giudicando con esperienza il prodotto».

Fede e amore nel lavoro erano congeniti in lei. Qualità che poi sono andate affinandosi con la professione.

«Ce l’aveva nel sangue. Ricordo che il nonno partiva per fare il giro dei clienti e spesso tornava a fine settimana. La nonna doveva accudire la casa e contemporaneamente avere cura del negozio, che ancora oggi è in via Piscicelli a Napoli (tutto parte da lì, compresa la conduzione della successiva generazione). Era una donna tradizionalista per tanti aspetti ma anche di una modernità che non ti saresti mai aspettato. Ramanzine, strigliate, consigli, però c’era sempre l’opportunità di confrontarsi. Concludeva immancabilmente con una frase emblematica in napoletano: “L’importante è che sei felice tu”, parole che sono rimaste scolpite nella mente di tutti. Nonna amorevole e guida integerrima. È stata il collante per tutta la famiglia ed è grazie a lei che tutti noi cugini oggi ci ritroviamo ancora insieme: io,  Roberta, Fabio, Lucia e Marco».

Lucia Savarese Giannotti con il marito Roberto in una foto d’epoca

Tra fornitori e clienti, è tuttora palpabile lo sconforto della perdita. Ad alcuni abbiamo chiesto testimonianze, ricordi. Riferimenti autorevoli come quello di Lucia Giannotti sono fondamentali in comparti tanto particolari e delicati come quello orafo.

La signora Lucia è stata un pioniere del settore

Mauro Ferrentino

«Per la nascita di qualsiasi attività – spiega Mauro Ferrentino, uno tra i suoi clienti storici – c’è bisogno di pionieri, come quelli che nel nostro caso il mestiere lo hanno inventato. La signora Lucia è stato uno di quelli. Da quando sono entrato in questo mondo, quando parlavi di un grossista con la G maiuscola non potevi fare a meno di menzionare i Giannotti. Lei ha saputo creare un’azienda a carattere familiare che per dimensione non ha nulla di “familiare”, con un’unità di intenti tra i componenti della famiglia che è molto rara nel nostro settore. Il suo insegnamento si sintetizza in una frase che mi sono sentito ripetere per anni da quasi tutti i fabbricanti italiani: preferisco vendere alla Signora Lucia, vuole più sconto, ma il pagamento è sicuro».

«Lei stava a questo lavoro come Maradona e Pelè stanno al calcio – esordisce Francesco Rachini della Francesco Strass -, stiamo parlando cioè di un autentico fuoriclasse, di un fenomeno. Lascia un vuoto che potrà essere alleviato solo con l’insegnamento tramandato alla sua famiglia. La conoscevo bene, aveva il dono della sintesi e della velocità e poi osservava tutto ma in maniera discreta. Dopo aver lavorato, si lasciava sempre andare scambiando qualche parola, oppure strigliandomi per i miei errori, ma le ramanzine fatte da lei inorgoglivano, voleva dire che ti voleva bene. Con lei se ne va l’ultima delle generazioni che hanno inventato questo lavoro. Mancherà tanto».

Una donna di grande carisma che all’epoca si inserì in un settore quasi totalmente gestito da uomini, come ricordano i coniugi Senatore, titolari dell’omonima gioielleria. «Una vera e propria istituzione nel nostro settore. Grande persona e grande personalità. Certo i battibecchi sono stati il pane quotidiano, ma per chi ama il proprio lavoro e sa svolgerlo con precisione e devozione, erano motivo di crescita in un rapporto di stima reciproca. La Sua azienda condotta in modo egregio dalla sua  famiglia, è una barca che naviga lontano, ed a noi piace immaginarla sempre lì, al timone, con i suoi occhiali scintillanti, i suoi capelli biondi, baciata dal sole, che ci spinge a fare di più e ad andare più veloci».

Mi mancheranno i suoi consigli e la sua presenza è stata fondamentale

Maria Rosaria Borrelli

Nella gioielleria Borrelli manca la sua simpatica ironia, e non solo. La Signora Lucia ci sapeva fare, ci dice Maria Rosaria Borrelli, con coraggio, chiarezza e garbo, senza compromessi. La foto che incornicia la Signora, messa bene in vista sul banco, è un omaggio alla saggezza ed all’esperienza, oltre che dimostrazione di sincero affetto. «Sicuramente lei era seria, grintosa, passionale, con i clienti mostrava empatia. Ricordo che quando presentava un prodotto nuovo chiedeva sempre se fosse gradito (ma in realtà già sapeva che l’avrei acquistato). Mi mancheranno i suoi consigli. La sua presenza è stata fondamentale; analizzava il settore con metodi semplici ma infallibili, usando termini molto pratici. Direi che ha rappresentato la mia musa ispiratrice, se sono cresciuta professionalmente è anche grazie a lei».

Una figura unica nel settore, esempio di rispetto e amicizia

Fabrizio Cerini

«La Signora aveva grande personalità e serietà – conferma Fabrizio Cerini della Coral -. Dava grande sicurezza ai fornitori ed anche insegnamenti nella produzione. Una figura unica nel settore, esempio di rispetto e amicizia che lascia un grande vuoto, nonostante il suo insegnamento sia stato tramandato a figli e nipoti che seguono con rigore la sua impronta. La nostra ditta sarà sempre riconoscente e la ricorderemo con affetto».

Persona molto benvoluta dappertutto e così anche alla Gioielleria Toscano, il cui titolare, Ciro Toscano, ama dire che si rapportava a lei come con un’Istituzione che, però, al momento opportuno sapeva mettere da parte la serietà concedendosi affabilmente anche a dei momenti leggeri. «Aveva grande capacità relazionale grazie alla sua umanità. Il suo sorriso e la sua accoglienza resterà nel cuore di tutti noi».

Ho avuto il piacere e l’opportunità di conoscerla

Paolo Paglicci

Tra i suoi fornitori privilegiati c’è Paolo Paglicci. Privilegiato per la qualità della merce trattata, su cui la Signora Lucia non transigeva. Anche lui aveva avuto il piacere e l’opportunità di conoscerla. Non è di Napoli, ma vi è venuto in occasione della nascita di suo figlio che ha fatto conoscere alla Signora. Paolo in città vi è ritornato a Natale, per stare accanto alla famiglia subito dopo la perdita. Ora si unisce al coro dei tantissimi sostenendo che purtroppo sarà molto difficile poter incontrare una persona di tale statura.


3 commenti

  1. Di Consoli Debora says:

    Conosciuta non nel suo mondo, ma nel mondo di tutti giorni, di una Signora Nonna tutta di un pezzo,metteva timore, ma sotto sotto ti stava consigliando e insegnando perle di saggezza. Un ricordo bellissimo


  2. Marcello Romano says:

    La signora Lucia l’ho conosciuta all’inizio degli anni settanta con l’apertura del negozio all’ingrosso agli orefici. Lei per me è stata come una mamma, si era creato un ottimo rapporto e mi dava dei saggi consigli. Con l’apertura del Tari, quando mi recavo a fare spesa spesso mi soffermavo a parlare con lei. Ultimamente l’ho sognata stavo a oro levante e siamo andati in insieme al marito ed un altro cliente di Melfi a pranzo in un ristorante non lontano da Bari. Vecchi ricordi:un abbraccio a tutta la famiglia Giannotti.


  3. Roberta says:

    Una donna tutta di un pezzo …direi inimitabile ,esclusiva e rispettata da tutti .
    Un personaggio oserei storico per quello che ha costruito e insegnato a tanti .
    Indimenticabile il suo sguardo attento sotto i suoi immancabili occhialini colorati e scintillanti .
    La ricordo con simpatia e stima per quello che era capace di far capire con poche e schiette parole e sguardi sfuggenti ma chiari ed efficaci !
    R.i.p. Sig . Lucia


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