di


Lotti Melèe inquinati da diamanti sintetici. Come difendersi?

Gia: nuovo caso di diamanti sintetici non dichiarati come tali all’interno di lotti di Melèe

Un’alta percentuale di diamanti CVD quasi un terzo del totale rinvenuta in una confezione di 323 pietre sottoposte al laboratorio GIA di Mumbai

diamanti melee sintetici

Nuovo caso di diamanti sintetici non dichiarati come tali all’interno di lotti di Melèe: la notizia, diffusa i primi di marzo, arriva dal Gemological Institute of America, che ha riferito di un’alta percentuale di diamanti CVD rinvenuta in una confezione di 323 pietre sottoposte al laboratorio GIA di Mumbai: l’analisi ha evidenziato addirittura 101 pietre sintetiche, quasi un terzo del totale. Non è un fenomeno nuovo – un episodio simile risale al 2012, quando diverse centinaia di diamanti CVD furono inviate all’IGI di Anversa e Mumbai per essere certificate come naturali -, anche se il GIA ha fatto sapere che in passato non era mai stata raggiunta una proporzione così ampia. Il tema è di rilievo per il settore, tanto da essere stato oggetto di due presentazioni (organizzate rispettivamente dal GIA e dal De Beers International Institute of Diamond Grading & Research) all’ultima fiera di Hong Kong.


Lotti melee Paolo-Cesari-min“Non è un fenomeno nuovo – spiega Paolo Cesari, presidente di Assogemme – quello legato ai lotti di Melèe difficili, per loro natura, da analizzare. I macchinari per individuarle, naturalmente, esistono, ma non le analizzano una per una: per il loro intrinseco valore non ne vale la pena. Ricordiamo che ci vogliono 100 punti per arrivare a un carato e che questi lotti contengono solitamente pietre intorno a un punto”. Gli strumenti, dunque, ci sono, ma tutto dipende dalla serietà degli operatori. “In una filiera sana è raro che accadano casi eclatanti – prosegue Cesari -: tra l’altro se ci si rivolge sempre agli stessi fornitori è più semplice risalire alla fonte di eventuali lotti dubbi. Ad ogni modo, l’esperienza e la serietà fanno la differenza: conoscendo il valore medio di queste pietre, che singolarmente è basso, se il margine è troppo alto è evidente che qualcosa non è a posto. Certo, una garanzia può venire facendo effettuare periodicamente controlli a campione sui lotti acquistati”.


Lotti melee - Maino Raffaele-min“La problematica della commercializzazione dei diamanti CVD va analizzata sotto almeno tre aspetti – sottolinea Raffaele Maino, presidente di Federpietre -: l’acquisto in buona fede da parte di grossisti, quello inconsapevole di oggetti montati contenenti pietre CVD da parte del dettaglio e la vendita regolarmente dichiarata di lotti di diamanti CVD, che non presenta in sé particolari problemi. In tutti gli altri casi, si può richiedere garanzia scritta in fattura in modo da acquisire il diritto di contestazione in caso di acquisto di merce non naturale: un produttore di diamante tagliato scoperto a truffare verrebbe immediatamente segnalato ed espulso dalle borse internazionali”.
Cosa accade però quando un oggetto prezioso che monta pietre sintetiche entra nel circuito della clientela privata? Se non tutti i diamanti sono naturali, la questione si complica. “È questo l’aspetto che personalmente mi spaventa di più – continua Maino -. Con il tempo, infatti, i sintetici montati su gioielli, essendo difficilmente riconoscibili se non con una analisi di laboratorio, possono mischiarsi facilmente e in buona fede a quelli naturali: difficilmente verrà fatta un’analisi gemmologica su pietre molto piccole, perché troppo costosa rispetto al valore della pietra. La risposta possibile, dunque, è quella di avvalersi solo di aziende qualificate che possano dare il massimo delle garanzie possibili e che abbiano un nome da difendere”.


lotti mele Maurizio Piva-minAffidarsi a operatori seri e riconosciuti dal settore sembra essere la soluzione anche per Maurizio Piva, presidente della categoria Commercianti pietre preziose dell’Associazione Orafa Lombarda. “Il fenomeno esiste ma in Occidente non mi risulta sia così esteso – spiega -. Se ci si rivolge ai circuiti ufficiali delle Borse diamanti la questione è contenuta e gli operatori fraudolenti, per fortuna, sono pochi. I macchinari per lo screening ci sono, ed è più semplice tutelarsi se non si fuoriesce dalle filiere tradizionali. Qualche preoccupazione in più riguarda il comparto del dettaglio, in primo luogo perché la verifica di una pietra, per scoprire se è sintetica o naturale, non può avvenire con un’analisi alla lente o al microscopio, ma solo in laboratorio. E in secondo luogo – e questa è un’istanza più che lecita da parte del dettaglio – perché se il fenomeno fosse più ampio spaventerebbe il cliente finale, in un clima che è già incerto di suo”.


Con l’Automated Melee Screening Machine in pochi minuti il diamante cvd è individuato

Diamanti sintetici, per individuarne la presenza nei lotti di piccola caratura esiste un’apposita procedura, il Melee Testing Service, fornito dall’Istituto gemmologico GECI. Un servizio che per il primo screening si avvale, nel laboratorio dell’Istituto, dell’AMS – Automated Melee Screening Machine, una strumentazione all’avanguardia, concessa a GECI in licenza esclusiva per il mercato italiano da IIDGR, laboratorio parte di De Beers Group of Companies.

AMS - lotti melee-min
Lo strumento è pensato per analizzare pietre di tipo II da 1 a 20 punti – entro l’estate sarà dotato di un aggiornamento capace di estendere l’analisi a pietre al di sotto di 1 punto – suddividendole tra quelle che non destano alcun sospetto (rispetto alla natura sintetica) e quelle che invece presentano caratteristiche comuni tra diamanti naturali e sintetici (i cosiddetti “refer”) e perciò oggetto di ulteriori approfondimento quando la loro quantità supera il 5% del totale del lotto. Naturalmente lo screening preliminare riconosce anche i “non diamond”, pietre identificate come imitazione del diamante tra cui zirconia cubica, moissanite sintetica e altre. Terminata questa fase, su richiesta del cliente è possibile proseguire l’analisi con il “referral Testing” che permette di distinguere i Refer.

AMS - lotti melee 2-min


news Siracusa: alla terza “Conferenza Mediterranea Gemme e Gioielleria” sarà presentato un nuovo strumento portatile per individuare i diamanti sintetici

Sarà presentato a maggio a Siracusa un nuovo strumento portatile in grado di distinguere i diamanti sintetici all’interno dei lotti di melèe. Il gigante russo Alrosa svelerà il macchinario in anteprima mondiale durante la terza Conferenza mediterranea Gemme e Gioielleria organizzata da Certiline in collaborazione con i laboratori gemmologici IGL (Grecia), CGL-GRS (Canada) e NAJA (Stati Uniti). Durante il summit in calendario dall’11 al 14 maggio, il colosso minerario russo – che è major partner dell’evento, mentre il main sponsor è Diamond Love Bond – presenterà il nuovo strumento portatile che consente la distinzione immediata tra diamanti naturali, diamanti naturali trattati, diamanti sintetici e diamanti simulanti. Il detector si basa su tre metodi di analisi per determinare l’origine di una pietra, finora utilizzati esclusivamente in laboratorio.


1 commento

  1. In prima analisi a lente si riconoscono per particolari inclusioni e per mancanza di materiale superficiale.
    1.Divulgare le immagini di questi elementi negli uffici preposti (Es Istituti di analisi , camere di commercio associazioni,uffici commerciali, negozi al dettaglio, laboratori) creare quantomeno il sospetto per poi fare una indagine più approfondita.
    2.Gli operatori dettaglianti, commercianti e artigiani sono in grado di osservare diamanti o gemme che creano sospetto e dunque possono così rivolgersi a professionisti per accertarsi del materiale , dopo bisogna spiegare con documentazione fotografica l’analisi eseguita questo vale non solo per i diamanti ma per tutte le gemme presenti nel mercato che richiedono certificazione.
    In questo modo la prima filiera sarebbe più’ informata e attenta all’acquisto .


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *