di


L’orologeria svizzera confida nel nuovo “swiss made”, in vigore dal 1° gennaio

Dopo 17 mesi di calo, l’export potrebbe essere rilanciato dalla norma che prevede il 60% dei costi di produzioni da realizzare nel paese. H.Moser & Cie però rinuncia all’etichetta

meccanismo_orologi_swissmade-compressor

Sono stati mesi duri, gli ultimi 17, per l’orologeria svizzera, colpita da un costante calo delle esportazioni: perciò l’entrata in vigore, il primo gennaio, della nuova regolamentazione sullo swiss made è attesa come ausilio nel rilancio del settore. Secondo il provvedimento, il 60% dei costi di produzione, cinturino escluso, devono essere realizzati in Svizzera perché l’orologio possa fregiarsi del marchio “Swiss made”, come ha sottolineato la Federazione dell’industria orologiera svizzera.

Una percentuale ancora maggiore – ha sottolineato il presidente della Federazione Jean-Daniel Pasche – sarebbe impossibile da ottenere, anche a causa degli accordi di libero scambio o dei regolamenti dell’Organizzazione mondiale del commercio. Il settore, comunque, spera che la nuova norma aiuti a stabilizzare la situazione conomica, nonostante i 17 mesi consecutivi di calo delle esportazioni.

L’introduzione dello swiss made al 60% è vista con favore dalla gran parte dei produttori svizzeri. Qualcuno, invece, è in disaccordo con la nuova percentuale, ritenuta troppo bassa. È il caso della manifattura H. Moser & Cie, che ha deciso di rinunciare all’etichetta Swiss Made che, dal 2017, non sarà più presente sul quadrante dei nuovi modelli. “Crediamo fermamente nei valori svizzeri e lottiamo ogni giorno per difendere l’orologeria meccanica tradizionale – spiega il Ceo Edouard Meylan -. Nella nostra Manifattura, progettiamo, sviluppiamo e produciamo tutti i nostri componenti dall’inizio alla fine, comprese le spirali e gli organi regolatori che provengono dalla nostra consociata, Precision Engineering AG. Tutto ciò che non siamo in grado di realizzare internamente proviene da fornitori svizzeri”.

“Con oltre il 95% dei nostri componenti prodotti in Svizzera, superiamo di gran lunga i requisiti della norma Swiss Made – ha proseguito l’Ad di Moser &Cie –, e tuttavia, la stessa etichetta che compare sui nostri quadranti è utilizzata da marchi a malapena conformi, che sfruttano la flessibilità dell’etichetta per fabbricare gran parte dei loro componenti in altri paesi. Oggi, l’etichetta Swiss Made è svalutata perché è utilizzata da marchi di livello base per giustificare la loro stessa esistenza o fascia di prezzo. Alla fine è la nostra immagine ad essere compromessa. Noi non abbiamo bisogno di nessuna giustificazione perché i nostri prodotti parlano da soli”. Il 12 gennaio 2017 la maison lancerà l’orologio più svizzero di sempre: prodotto in Svizzera, da orologiai svizzeri e con materiali di origine svizzera. Questo pezzo verrà presentato durante il Salone Internazionale dell’Alta Orologeria (SIHH) dal 16 al 20 gennaio.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *