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L’Italia in ripresa grazie all’estero: esportazioni in gioielleria a +10,9%

Crescono gli esportatori anche tra piccole e micro imprese: i dati emersi dal Rapporto ICE 2013 e dall’Annuario Commercio estero redatto con l’Istat

La Mostra della Gioielleria Italiana a Varsavia organizzata dall'ICE a giugno

Nel 2012 le imprese italiane hanno aumentato le vendite oltre confine del 3,7 per cento: è uno dei dati emersi dal 27esimo Rapporto “L’Italia nell’economia internazionale”, redatto dall’Ice-Agenzia per la promozione all’estero delle imprese italiane con il contributo di un Comitato editoriale formato da accademici ed esperti, presentato lunedì a Roma. Stessa cornice per la contestuale presentazione dell’Annuario Commercio estero e attività internazionali delle imprese 2012, frutto della collaborazione tra l’Istat e l’Ice.

L’economia italiana soffre ma l’estero costituisce una voce che lascia sperare nella ripresa: la bilancia commerciale italiana è infatti passata da un saldo negativo nel 2011 di –25,5 a uno positivo nel 2012 (11 miliardi di euro)  e questo grazie alle esportazioni. Il commercio con l’estero rappresenta dunque una delle voci più dinamiche del Pil del paese. Lo ha sottolineato anche il Ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato, intervenuto alla presentazione dei due documenti con il Vice Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, il Presidente dell’ICE Riccardo Monti, il Presidente dell’Istat Antonio Golini. “Il nostro compito – ha dichiarato Zanonato – è quello di restare al fianco delle imprese che si proiettano sui mercati internazionali, supportandole concretamente dal punto di vista promozionale , organizzativo , finanziario e assicurativo. Gli strumenti ci sono, ma è necessario potenziarli e farli funzionare in modo sempre più organico” .

In uno scenario internazionale che vede ancora l’Asia come l’area che ha maggiormente contribuito alla dinamica degli scambi (nonostante un notevole rallentamento nella crescita del Pil), in particolare grazie a Cina e India, e che registra ancora una forte debolezza a livello europeo, l’Italia si presenta con un Pil in caduta del 2,4 per cento nel 2012 – che ha annullato completamente il recupero del biennio precedente -ma con una quota del commercio estero sempre più in grado di sostenere un’economia in difficoltà. I dati sui primi mesi del 2013 e le proiezioni per l’intero anno sono ancora di segno negativo, ma si intravede la possibilità di un’inversione del ciclo verso l’autunno e di un tasso di crescita moderatamente positivo per il prossimo anno.

Il Rapporto fotografa una diminuzione nelle importazioni e una diminuzione negli investimenti esteri, diretti e indiretti, in entrata e in uscita. L’export dunque tiene e traina, ma la tenuta delle esportazioni non è però sufficiente a impedire che l’attività produttiva continui a ridursi, data la persistente debolezza della domanda interna anche nel 2013. Ne deriva una nuova flessione delle importazioni e del loro grado di penetrazione sul mercato nazionale. Anche i prezzi dei beni e servizi acquistati all’estero tendono a scendere, riflettendo il lieve recupero dell’euro e l’andamento cedente dei prezzi delle materie prime.

Il cambiamento di segno della bilancia commerciale dell’Italia nel 2012 è comunque il risultato di variazioni positive nei saldi bilaterali con quasi tutti i principali partner, e in particolare con l’Unione europea (il disavanzo con la Germania si è dimezzato) e con l’Asia orientale (il deficit con la Cina si è ridotto di quasi 4 miliardi). Fanno eccezione gli scambi con alcuni paesi produttori di materie prime, come la Russia e i paesi del Nordafrica  nonché quelli con i paesi dell’Unione europea maggiormente colpiti dalla crisi (Grecia, Portogallo e Spagna).

Gli incrementi più consistenti sono stati registrati in mercati come Hong Kong, Giappone, Messico, Turchia, Filippine, Stati Uniti e Brasile, ma anche in Germania e in diversi “nuovi membri” dell’Ue. I primi dati disponibili sul 2013 confermano le tendenze principali dell’anno scorso, con una flessione delle vendite verso l’Unione europea, parzialmente compensata da una buona tenuta verso gli altri mercati, e in particolare i paesi europei esterni all’Ue, il Nord America e il Nord Africa.

Le esportazioni sono aumentate a tassi notevolmente superiori alla media nei prodotti alimentari (6,7 per cento), nei derivati del petrolio (21,8 per cento), nella farmaceutica (12,5 per cento), nella metallurgia (6,4 per cento): buono il risultato dell’oreficeria, 10,9 per cento.

In sintesi, aumentano gli esportatori (210.000 unità) anche tra le piccole e micro imprese, recuperando il brusco calo del 2009, anche se la loro quota sul totale delle imprese attive resta in Italia inferiore alla media europea, in particolare nei servizi. Di quella cifra, molti dipendono da un solo mercato (43,3%) e pochi sono diversificati su molti mercati (15,1% sono presenti su oltre 10 mercati)

“Ancora una volta viene confermata la centralità dell’export per la bilancia dei pagamenti – ha detto il presidente dell’Agenzia ICE Riccardo Monti durante la presentazione dei rapporti -. L’aumento del 3,7% nonostante il rallentamento del ritmo degli scambi mondiali e la recessione ci dice che il Made in Italy gode di ottima salute e si espande, soprattutto nei paesi extra UE”.

Intensa l’attività dell’ICE a sostegno della gioielleria italiana che, come emerso dal Rapporto, mostra un saldo positivo nell’export: molte le iniaziative portate avanti dall’Agenzia per l’internazionalizzazione delle imprese italiane sotto vari format, dalla partecipazione collettiva a fiere estere fino alla predisposizione di eventi-mostra. Un’attività che non si ferma e che ha già indicato i prossimi impegni: una delegazione di big buyer provenienti da alcuni dei paesi più significativi per l’export italiano, farà visita ad About J, l’evento dedicato all’alto di gamma che si svolgerà tra Venezia e Vicenza dal 4 al 7 settembre. Da lì i trade analysts dell’ICE porteranno i compratori esteri anche alla rassegna principale di Fiera di Vicenza, VICENZAORO.

Due mesi più tardi sarà la volta di una mostra dedicata all’oreficeria italiana: il 5 e il 6 novembre una selezione di aziende italiane sarà protagonista a Singapore, con un modello di evento simile a quello portato dall’ICE a Varsavia poco più di un mese fa. Le imprese potranno incontrare su appuntamento una delegazione di buyer provenienti dall’area asia-pacifico, dalla Malesia al Vietnam.


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