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L’Istituto Gemmologico Italiano aderisce a Federorafi

L’Igi – Istituto Gemmologico Italiano è da ieri Socio Aggregato di Confindustria Federorafi. Ratificata all’unanimità l’adesione dell’Associazione che, fondata nel 1973, rappresenta punto di riferimento nella diffusione della ricerca e della conoscenza della gemmologia, nello studio dei problemi tecnici, pratici e teorici. La scelta, da parte dell’Igi e di Federorafi, di unire le proprie forze arriva in un momento storico in cui il comparto orafo-argentiero ha optato per una gestione condivisa delle diverse problematiche che, a diversi livelli, coinvolgono tutta la filiera. Come è accaduto per l’approvazione alla Camera, il 30 novembre scorso, della proposta di legge sui materiali gemmologici: tutte le associazioni si erano precedentemente confrontate e si sono presentate unite di fronte al Parlamento per tutto ciò che era di loro competenza.

Grande soddisfazione è stata espressa sia dal presidente dell’Igi Paolo Valentini sia dalla presidente di Confindustria Federorafi Licia Mattioli, da quasi un anno alla guida dell’organismo di rappresentanza degli industriali del settore, la prima donna in 65 anni di storia dell’associazione. “L’adesione alla Federazione Nazionale è un importante passo dell’I.G.I. per sviluppare il dialogo ed il confronto con il mondo della produzione – e per rafforzare le iniziative che il comparto sta portando avanti nell’ambito della gemmologia, prima fra tutte, la proposta di legge per la regolamentazione del commercio dei materiali gemmologici approvata il 30 novembre dalla Camera dei deputati. Una legge molto importante per la tutela della concorrenza leale, per la qualificazione delle professionalità e per salvaguardare ed informare il consumatore finale”. È stata questa, infatti, la molla prioritaria che ha fatto scattare l’adesione dell’Igi. “Siamo estremamente soddisfatto dell’approccio corretto di entrambi gli organismi rispetto a questa unione di intenti spiega la Mattioliperché dimostra una comune visione sulle vere urgenze del comparto. Dopo l’adesione di Federpietre e Assogemme, con l’Igi consolidiamo le sinergie per mettere ancora più sotto pressione il Parlamento affinché la proposta di legge sui materiali gemmologici prosegua in modo celere il proprio iter anche al Senato. Mi appello ai nostri senatori: sarebbe un suicidio e un gravissimo danno per il settore non portare a termine prima della fine della legislatura il lavoro svolto a Montecitorio con grande attenzione ed in modo bipartisan. Noi ci stiamo mettendo il nostro: competenze, capacità e professionalità sono un patrimonio di grande valore che il comparto orafo non deve disperdere ma, anzi, valorizzare e mettere in rete. Questo è lo sforzo che, con successo, Federorafi sta compiendo in questi ultimi anni”.

Per ora, dunque, la priorità è questa: concluso l’iter alla Camera, si attende che la materia venga assegnata alla competente Commissione Industrie del Senato (la stessa che ha in esame la proposta sulla Nuova disciplina dei titoli e dei marchi di identificazione dei metalli preziosi) e una volta definito il relatore ci si augura che l’iter proceda veloce. Intanto Confindustria Federorafi non ferma la propria attività istituzionale e tra fine marzo e inizio aprile darà il via ad una serie di corsi in materia di fisco e credito, organizzati in varie sedi con le associazioni territoriali, visto che è quello il momento dell’anno preposto all’approvazione dei bilanci. Uno strumento per aiutare le imprese ad affrontare anche la gestione concreta delle proprie attività e per approfondire le novità introdotte dalle ultime riforme.


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