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L’India introduce tassa sull’import di diamanti. Una percentuale anche per oro e platino

Riflettori puntati, anche in campo orafo e gemmologico, su ciò che avviene nei paesi emergenti. Da India e Cina arrivano notizie significative per testare l’andamento nel settore in economie sempre più rilevanti sull’outlook del comparto internazionale.

Il governo indiano, per esempio, ha introdotto dal 17 gennaio una tassa del 2 per cento su tutte le importazioni di diamanti lavorati, mentre in precedenza non vi era alcun costo. Cambia anche il regime per l’oro: 2 per cento anche per il metallo importato, tassa che va a sostituire la precedente tariffa fissa di 300 rupie indiane; stesso dazio per il platino. La tassa sull’import dell’argento è stato fissato al 6 per cento del suo valore di importazione, rispetto alla precedente aliquota di 1.500 rupie per chilogrammo.

Ancora più a Oriente, invece, lo Shanghai Diamond Exchange (SDE), l’unica Borsa di diamanti autorizzata dal Consiglio di Stato cinese, ha registrato nel 2011 un totale di scambi pari a 4,71 miliardi di dollari (+63% su base annua): i dati includono importazioni, esportazioni e transazioni tra membri. Unica modalità per l’importazione di diamanti per consumo domestico, nonostante il rallentamento del commercio, le pietre in ingresso sono cresciute del 56% (2,04 miliardi di dollari). Bilancio positivo anche nella composizione dello Shanghai Diamond Exchange: 45 i nuovi membri, per un totale di 326, di cui 201 (il 62%) sono società straniere.

Sull’importanza crescente che la Cina riveste nel panorama internazionale si è discusso anche a Vicenzaoro Winter, durante il convegno “The China Market, new relationships”, promosso dall’azienda Jingyi Gold Co. Ltd, cui ha partecipato il direttore di Fiera di Vicenza Corrado Facco. Durante l’incontro è emerso che nel terzo trimestre 2011 la Cina ha superato l’India ed è diventato il primo mercato per domanda di oro per gioielleria, con una quota vicina al 30% della domanda globale. Le esportazioni italiane confermano il trend di aumento nel primo trimestre 2011 con valori in crescita del 52% rispetto al 2010. “L’aumento record dei consumi di gioielleria, come degli altri comparti del luxury, fanno pensare che questo sia solo l’inizio di un processo che potrà segnare positivamente la crescita della diffusione del prodotto italiano in Cina” ha ricordato Facco. Nel corso dell’incontro Xu Jinpin, vicepresidente di Jingyi Gold Co. Ltd, ha presentato un nuovo canale ufficiale di importazione di prodotti orafi e di gioielleria finiti in Cina, finalizzato in particolare allo sviluppo commerciale della vendita al dettaglio dei prodotti italiani.

Nella foto (LaPresse), l’incontro “The China Market, new relationships” tenutosi a Vicenzaoro Winter


1 commento

  1. […] Si apre lo spiraglio di una tregua nello sciopero indetto dai gioiellieri indiani, ormai al quinto giorno consecutivo (anche se da ieri sera sono in corso incontri con il governo e da oggi in molti hanno riaperto in vista della festività locale del Capodanno), e già si valuta l’impatto di questo stop sul prezzo dell’oro. L’India infatti è il primo acquirente di metallo prezioso (secondo il Gold Demand Trends 2011 di World Gold Council, lo scorso anno la domanda indiana è stata di oltre 939 tonnellate, seguita da quella cinese con 769.8 tonnellate): i motivi dello sciopero dei gioiellieri indiani risiede nel secondo incremento, nel giro di pochi mesi, della tassa sulle importazioni annunciata venerdì scorso e nella nuova  imposta dell’1% sui gioielli non brandizzati. […]


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