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L’India ha un suo rappresentante nel Responsible Jewellery Council

Si allarga la rete di adesioni al RJC – Responsible Jewellery Council e si estende anche ai mercati emergenti. È un produttore di diamanti indiano, infatti, l’ultimo gruppo ad aver ricevuto la certificazione etica dell’associazione internazionale da anni impegnata nel rispetto dei diritti umani e sociali in ambito orafo.

Venus Jewel, fondata nel 1969, è il primo aderente al RJC proveniente dall’India, ma, fanno sapere dal Responsible Jewellery Council attraverso l’amministratore delegato Michael Rae, il percorso di certificazione tra le aziende del paese è soltanto all’inizio.

Pubblicato, intanto, la terza versione del documento dell’associazione sulla “Chain of Custody”, una catena di custodia che consenta la tracciabilità di gioielli, pietre e metalli preziosi: l’intento è quello di raccogliere i suggerimenti degli operatori e migliorare ulteriormente gli standard in stesura tramite la consultazione degli “addetti ai lavori”.

C’è tempo fino al 22 agosto prossimo per fornire spunti e feedback sulla proposta del RJC di certificazione per diamanti, metalli e gioielli il cui percorso dall’estrazione alla vendita deve essere libero da violazioni di diritti civili e da conflitti. L’ultimo turno di consultazione si era svolto tra settembre 2010 e lo scorso febbraio: l’intenzione è quella di lanciare questo nuovo standard di certificazione (CoC) nei primi mesi del prossimo anno. La principale novità, oltre ai contenuti, sta nella eventualità che possa essere applicato anche dalle aziende non iscritte al RJC.


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