di


Limiti di spesa in contanti, Federpreziosi dice no a un nuovo possibile ribasso

Il presidente Giuseppe Aquilino: “La proposta di un nuovo provvedimento potrebbe far calare ulteriormente le vendite”. Negli altri paesi soglie più alte

Il limite per l’uso dei contanti potrebbe essere ulteriormente abbassato, sotto la soglia degli attuali mille euro. E’ la proposta del ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni. La proposta è stata formulata durante il percorso parlamentare di approvazione della Legge di Stabilità, attualmente al Senato, e di fronte all’ipotesi Federpreziosi, la Federazione Nazionale delle Imprese Orafe Gioielliere Argentiere Orologiaie di Confcommercio, ribadisce la propria posizione di dissenso.

La proposta di abbassare ulteriormente la soglia delle spese in contanti – contenuta, nella sua versione attuale, nel decreto “Salva Italia” – è stata avversata già nella compagine governativa, incontrando l’opposizione del vice-premier Angelino Alfano e del vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri. Federpreziosi, fin dalle prime battute del provvedimento vigente, è intervenuta con forza, sia singolarmente sia insieme a tutte le associazioni imprenditoriali del settore orafo, sottoscrivendo anche un documento ufficiale inviato all’allora Presidente del Consiglio Mario Monti in cui si proponeva una modifica della normativa che – senza mettere in discussione il condiviso e prioritario obiettivo del contrasto all’evasione fiscale e al fenomeno del riciclaggio – consentisse un più ampio utilizzo del contante nelle transazioni commerciali.

“In questi mesi –  dichiara Giuseppe Aquilino, presidente di Federpreziosi Confcommercio (nella foto a sinistra) – si è avuta la conferma del disagio e delle ripercussioni che sapevamo sarebbero derivati da questo provvedimento che in pratica non ha fatto altro che inchiodare le vendite di preziosi. Senza dimenticare la forte discrepanza con le soglie decisamente più alte previste in alcuni Paesi europei anche limitrofi al nostro. Per citare qualche esempio: Belgio 15.000 euro, Danimarca 13.400 euro, Francia 3.000 euro, Romania 2.300 euro, Slovenia 15.000 euro, Spagna 2.500 euro, mentre negli altri Paesi non vi è alcun limite. L’ipotesi avanzata da Saccomanni ha subito trovato motivata opposizione non solo dei ministri di altri parti politiche, ma anche della Corte dei Conti e della Banca Centrale. Per quanto riguarda la nostra categoria, non possiamo che ribadire le motivazioni e le soluzioni già prospettate per evitare una ulteriore ricaduta negativa sui commercianti orafi e non solo”.

Proprio due giorni fa numerosi rappresentanti del comparto si sono riuniti a Milano per un confronto aperto. I dettaglianti dell’Associazione Orafa Lombarda hanno fatto il punto su tutte le questioni ancora aperte, come le normative europee in merito al rilascio di nichel, per le cui problematiche Federpreziosi, di cui AOL fa parte, è intervenuta in sede europea ma anche la sensibilizzazione delle autorità centrali e locali in tema di sicurezza.

Un momento dell'incontro dell'Associazione Orafa Lombarda che si è svolto a inizio settimana

E ancora: all’attenzione dei partecipanti temi come le agevolazioni per i soci in tema di convenzioni per le commissioni sulle carte di credito e le attività promozionali da attuare in forma collettiva con la realizzazione di una speciale Gift Card e di nuove pubblicazioni informative per il pubblico. Un cenno è stato riservato anche alla possibilità di utilizzare il collaudato outlet prezioso di Federpreziosi per avvicinarsi all’esperienza della vendita e-commerce.

“Considero questo incontro il vero punto di partenza che deve vederci affrontare tutti insieme difficoltà ormai ineludibili – ha aperto così i lavori Daniele Oldani, presidente della Categoria Dettaglianti dell’Aol -. Le difficoltà le conosciamo tutti e ne conosciamo le cause, ma qui si tratta di individuare e lavorare insieme sul punto di forza, valorizzarlo, difenderlo. E il punto di forza del nostro lavoro, un lavoro che oso definire eroico se si pensa agli impegni che comporta e i rischi sia imprenditoriali che fisici che si corrono. La reale volontà di fare squadra, di sentirci veramente uniti sotto la protezione dello “scudo” dell’Associazione, è il risultato che confido sia da ora raggiungibile; ma lo sarà solo se finalmente avremo la fattiva partecipazione di tutti”.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *