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Limiti all’uso del contante, ecco le nuove sanzioni

Il 1 febbraio scattano le nuove sanzioni per l’uso di contanti o assegni al portatore oltre il nuovo limite di 999,99 Euro recentemente stabilito dalla legge 214/2011, legge di conversione del Decreto “Salva-Italia”.

In realtà, la norma sul nuovo limite di utilizzo dei contanti è già in vigore; però, in sede di conversione del decreto, era stata introdotta una norma che sospendeva l’applicazione delle sanzioni sino al 31 gennaio 2011: una sorta di mini-amnistia concepita per salvaguardare gli operatori dagli errori resi possibili dal continuo succedersi di nuove regole.

Ora, nell’imminenza dell’entrata in vigore delle nuove sanzioni, la Direzione antiriciclaggio del Ministero dell’Economia ha emanato una circolare (n. 2 del 16 gennaio) con la quale definisce i procedimenti sanzionatori e chiarisce alcuni punti della nuova normativa sui quali erano stati sollevati dubbi interpretativi. La circolare ribadisce che “l’importo di 1.000 euro è riferito alla somma complessiva del trasferimento. Pertanto, è vietato anche suddividere “artificiosamente” un unico importo di 1.000 euro, o superiore, in più pagamenti in contanti di importo singolarmente inferiore al limite previsto, ma relativi alla medesima transazione economica (a meno che non si tratti di pagamenti rateali concordati contrattualmente).

Vengono riepilogate una serie di regole fondamentali cui gli operatori devono rigorosamente attenersi :
1) Il limite di 1.000 euro si applica al singolo assegno bancario e/o postale. Pertanto, assegni diversi, utilizzati per la medesima transazione, non sono cumulabili ai fini del calcolo dell’importo totale del trasferimento;
2) Gli assegni bancari e postali, per importi pari o superiori a 1.000 euro, devono contenere l’indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità;
3) Gli assegni emessi all’ordine del traente (c.d. assegni “a me medesimo”) non possono essere girati da terzi, indipendentemente dall’importo indicato nel titolo. L’unico utilizzo possibile è la “girata” per l’incasso al medesimo nome del traente/beneficiario.
4) Gli assegni circolari, vaglia postali e cambiari sono emessi con l’indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità.
5) Il rilascio di assegni circolari, vaglia postali e cambiari di importo inferiore a 1.000 euro può essere richiesto, per iscritto, dal cliente senza la clausola di non trasferibilità.
6) Il saldo dei libretti di deposito bancari o postali al portatore non può essere pari o superiore a 1.000 euro. I libretti di deposito bancari o postali al portatore con saldo pari o superiore a 1.000 euro, sono estinti dal portatore ovvero, entro il 31 marzo 2012, il loro saldo deve essere ridotto a una somma non eccedente il predetto importo.

Sanzioni: la sanzione amministrativa pecuniaria può variare dall’1 al 40% dell’importo trasferito, con un minimo di 3.000 euro. Inoltre, per le violazioni che riguardano importi superiori a cinquantamila euro la sanzione minima è pari al 5% dell’importo trasferito. Per le transazioni di importo non superiore a 250.000 euro, è sempre possibile pagare la sanzione ridotta (cd. oblazione) pari al 2% dell’importo trasferito. Il pagamento va effettuato entro 60 giorni dall’avvenuta notifica della contestazione e chiude definitivamente il procedimento sanzionatorio.

Le tappe del procedimento sanzionatorio: le Ragionerie territoriali dello Stato, competenti per l’applicazione delle sanzioni, hanno 90 giorni di tempo dal ricevimento della segnalazione dell’illecito da parte dei soggetti abilitati a farle (Agenzia delle Entrate, Banche, etc.) per notificare la contestazione all’autore della presunta violazione. I termini possono essere allungati se la Ragioneria ha bisogno di ulteriore tempo per meglio individuare l’autore e l’entità della violazione. Il soggetto chiamato in causa può inviare memorie difensive scritte entro i 30 giorni dalla notifica, salvo richiesta di dilazione, e/ o chiedere di essere ricevuto in audizione dalla Ragioneria territoriale competente.

Se quest’ultima decide di irrogare la sanzione, il provvedimento sanzionatorio dovrà essere notificato all’interessato entro i termini stabiliti per la prescrizione, pari a cinque anni, ai sensi della legge 689/81, dal momento dell’avvenuta notifica della prima contestazione agli autori delle violazioni.
L’interessato potrà impugnare il provvedimento entro 30 giorni dinanzi al giudice ordinario (e non al giudice di Pace),in quanto solo ad esso spetta la competenza per le opposizioni in materia valutaria e di antiriciclaggio.


1 commento

  1. davide says:

    su quello che ho letto ,ritengo la la legge non è uguale per tutti ,infatti facendo la fila da ike… una cassa ha avuto questo problema con dei clienti e la risolto con un pagamento una parte bancomat ed il resto contanti ,poi il monte di pieta che alle aste accetta solo contanti o assegni della medesima banca come si comporterà ora.In più adesso non vogliono più il contante che era l’unica cosa bella che ci era rimasta dopo la magnificenza della nostra gioielleria. davide l’incisore


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