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Limiti al contante, nuovo chiarimento del ministero delle Finanze

Question time con il sottosegretario Zanetti sui limiti dei pagamenti in contanti:  soglia a 15mila euro solo per stranieri extra Ue e fuori dallo Spazio economico europeo

contanti

Question Time al ministero delle Finanze sui limiti all’utilizzo dei contanti: giovedì, come riporta il quotidiano economico Il Sole 24 Ore, il sottosegretario Enrizo Zanetti ha letto le risposte del dicastero alla Commissione Finanze: com’era già noto, si può  pagare in denaro fino a 999,99 euro, poi bisogna usare bonifici, assegni non trasferibili o carte di credito e bancomat. Le violazioni rischiano sanzioni dall’1% al 40% degli importi trasferiti oltre la soglia con una penalità minima di 3mila euro. La soglia si applica a “tutti i soggetti residenti nello Stato indipendentemente dalla loro nazionalità. Quindi chi risiede in Italia deve rispettarla”.

Quanto alle deroghe, il limite consentito nel commercio al dettaglio e per le agenzie di viaggio è di 15mila euro ma solo per gli stranieri non residenti in Italia né in uno dei paesi dell’Unione Europea o dello Spazio economico europeo (Liechtenstein, Islanda e Norvegia). Per accettare i pagamenti in contante oltre 999,99 euro e fino a 15mila euro, commercianti o agenzie di viaggio devono inviare, come ricorda la la risposta fornita dal Mef, una comunicazione preventiva alle Entrate nella quale devono indicare il conto corrente da utilizzare. Perché entro il primo giorno feriale successivo a quello dell’operazione, bisogna versare il denaro contante incassato sul conto corrente e consegnare all’operatore finanziario copia della comunicazione inviata all’agenzia delle Entrate.

Il commerciante, nel momento in cui riceve pagamenti in contante oltre i mille euro da stranieri, deve chiedere la fotocopia del passaporto del turista e ottenere un’autocertificazione per attestare che il diretto interessato “non possiede la cittadinanza italiana né di uno dei paesi Ue o dello Spazio economico europeo e che non è residente in Italia”. Il ministero specifica anche che, secondo l’agenzia delle Entrate, le regole attuali non delineano nessuna disparità di trattamento tra i soggetti di diversa nazionalità, anzi ne va sottolineata la doppia finalità: da un lato l’esigenza di aumentare la tracciabilità dei movimenti finanziari per contrastare il riciclaggio e dall’altro il contrasto all’evasione e all’elusione fiscale.


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