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Liberalizzazioni: cosa cambia per le imprese

Il 24 gennaio, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è entrato in vigore il decreto legge n.1 noto anche come “decreto Cresci Italia” per la sua intenzione di promuovere la concorrenza, le liberalizzazioni e la crescita economica. Il provvedimento dovrà essere convertito in legge dal Parlamento e potrà subire così delle modifiche, anche se il Governo ha stralciato le questioni più spinose e ha raccomandato al Parlamento di non stravolgere l’impianto del provvedimento.

Vediamo in sintesi le misure che incidono direttamente sull’attività delle imprese.

Liberalizzazioni delle attività economiche e riduzione degli oneri amministrativi sulle imprese (art. 1)
Viene ribadito un principio già espresso in altre leggi recentemente approvate: le attività imprenditoriali, in generale, non devono essere soggette a limiti numerici, autorizzazioni, licenze, nulla osta o preventivi atti di assenso dell’amministrazione. IIl Governo dovrà entro l’anno stabilire quali attività restano soggette ad autorizzazione. Sono escluse da tale semplificazione il servizio taxi, i servizi finanziari e i servizi di comunicazione.
Va ricordato che già oggi gran parte delle attività commerciali ed imprenditoriali in genere si attivano senza specifica autorizzazione o con semplice Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA). Regimi preventivi di autorizzazione o nulla osta si giustificheranno esclusivamente ove occorra salvaguardare un concreto interesse generale o diritti costituzionalmente garantiti, come l’ambiente, la salute, etc..

Tribunale delle imprese (art. 2)
Per ridurre i tempi della Giustizia, viene istituito il Tribunale delle imprese che sostituisce le sezioni specializzate in materia di proprietà industriale ed intellettuale presso tribunali e corti d’appello. Il Tribunale avrà 12 sedi, distribuite sul territorio nazionale. Le sue competenze sono : proprietà industriale, concorrenza sleale, diritto d’autore, class action, controversie tra soci delle società ed in materia di atti sociali, controversie con i componenti degli organi amministrativi o di controllo. Le nuove disposizioni si applicano ai giudizi che insorgono dopo 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto (24 gennaio).

Costituzione semplificata per i giovani di società a responsabilità limitata (art. 3)
Viene introdotta nel Codice Civile la c.d. “Società semplificata a responsabilità limitata”, che può essere costituita solo da soggetti minori di 35 anni alla data di costituzione e senza necessità di andare dal notaio : basterà una semplice scrittura privata, anche non autenticata, seguita dalla comunicazione per l’iscrizione al registro delle imprese, dove andrà depositato l’atto costitutivo. Il capitale sociale minimo è fissato in 1 Euro.
Il requisito dell’età deve permanere per tutta la durata della società : se uno o più soci superano i 35 anni occorre trasformare la “ssrl” in una normale srl oppure liquidare i soci “anziani”.

Tutela delle microimprese da pratiche commerciali scorrette (art. 7)
Questo articolo estende alle “microimprese” le garanzie contro le pratiche commerciali ingannevoli ed aggressive previste per i consumatori dal Codice del Consumo (d.lgs 206/2005). Potrebbe essere un utile strumento di tutela delle piccolissime imprese, se non fosse che la definizione di microimpresa contenuta nella norma è quantomeno ambigua : “entità, società di persone o associazioni che, a prescindere dalla forma giuridica esercitano un’attività economica artigianale e altre attività a titolo individuale o familiare”. Le norme comunitarie, più semplicemente, individuano le microimprese in base ai dipendenti (meno di 10) ed al fatturato (inferiore a 2 milioni). Comunque, la norma prevede che le microimprese potranno rivolgersi all’Autorità garante della concorrenza per denunciare fenomeni di pubblicità o pratiche commerciali ingannevoli (intendendo per queste ultime quelle che inducono un soggetto ad assumere una decisione che non avrebbe preso) e farne sanzionare i responsabili.

Riduzione costi della RCauto (art. 32)
Sono previste riduzioni dei premi assicurativi per coloro che accetteranno volontariamente, prima della stipula del contratto, che le compagnie assicurative controllino il veicolo da assicurare e che vi possano installare, a proprio carico, una “scatola nera” che registri l’attività del veicolo. L’attestato di rischio potrà essere consegnato anche per via telematica e ed acquisito dall’impresa assicuratrice, in caso di nuovo contratto, attraverso una specifica banca dati elettronica.

Obbligo confronto tariffe RC Auto (art.34)
Gli assicuratori dovranno informare i clienti, prima della sottoscrizione del contratto, in modo corretto, trasparente ed esaustivo sulla tariffa e sulle altre condizioni contrattuali proposte da almeno tre diverse compagnie assicurative, a pena di nullità del contratto.
Riduzione commissioni bancarie sulle carte di pagamento (art. 27, comma 1, lettere b) e c)
Entro il 1 giugno dovrà essere pronto l’accordo per ridurre le commissioni interbancarie a carico degli esercenti sulle transazioni effettuate mediante carte di pagamento. L’accordo dovrà essere definito tra i seguenti soggetti : Associazione bancaria italiana, le associazioni dei prestatori di servizi di pagamento, la società Poste italiane Spa, il Consorzio Bancomat, le imprese che gestiscono circuiti di pagamento e le associazioni delle imprese maggiormente rappresentative a livello nazionale. Le tariffe risultanti dall’accordo dovranno essere applicate entro i tre mesi successivi.
Se l’accordo non fosse raggiunto, interverrà il Governo per stabilire le nuove tariffe.
Viene abrogato il limite dell’1,5 per cento sulle transazioni, introdotto dalla Legge di Stabilità, in quanto ritenuto troppo alto.

Contratti di apertura di credito e di conto corrente (art. 27, commi 2 e 3)
I contratti di apertura di credito e di conto corrente in corso devono adeguarsi, entro novanta giorni, alle disposizioni della legge 22 dicembre 2011, n. 214 : tali contratti possono prevedere, quali unici oneri a carico del cliente, una commissione onnicomprensiva calcolata in maniera proporzionale rispetto alla somma messa a disposizione del cliente ed alla durata dell’affidamento e un tasso di interesse debitore sulle somme prelevate. L’ammontare della commissione non può superare lo 0,5 per cento, per trimestre, della somma messa a disposizione del cliente. A fronte di sconfinamenti in assenza di affidamento, ovvero oltre il limite del fido, i contratti di conto corrente e di apertura di credito possono prevedere, quali unici oneri a carico del cliente, una commissione di istruttoria veloce determinata in misura fissa, espressa in valore assoluto, commisurata ai costi e un tasso di interesse debitore sull’ammontare dello sconfinamento. Le clausole che prevedono oneri diversi o non conformi a quanto stabilito sono nulle.


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