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L’export indiano cresce. La Cina compra gioielli per celebrare l’anno del Drago

Internazionalizzazione, export, incontri con buyer stranieri: sembrano queste le parole d’ordine di un comparto orafo mondiale che più che mai è attento ai rapporti con realtà produttive e distributive estranee al proprio circuito di affari tradizionale. È per questo che quotidianamente i più svariati organi deputati all’analisi economico-finanziaria prestano sempre maggiore attenzione ai mercati stranieri, per comprendere dove posizionare la propria offerta, come diversificarla e soprattutto dove puntare per risollevare i propri bilanci. Quel che sembra un dato appurato, ormai, è la forza dei mercati emergenti: che emergenti non sono più, se si considera che costituiscono punto di riferimento dell’economia mondiale in quasi tutti i settori, incluso quello della gioielleria, delle gemme e dell’orologeria. Di seguito qualche dato, da fenomeni culturali che alimentano l’economia fino alla comparazione dei dati tra import ed export, importanti per valutare la vitalità di un mercato.

India. Mese di dicembre positivo per l’India: secondo i dati diffusi dal ministero del Commercio e dell’industria, dopo il crollo di novembre l’ultimo mese dell’anno ha registrato una crescita del 6,71 per cento (25 miliardi di dollari), che arriva a +25,84% se si prendono in esame i dati aprile-dicembre 2011 (217,66 miliardi) e li si confronta con l’anno precedente. Confrontato con l’import, comunque, il dato dell’export non riesce a tenere il passo e questo ha portato a un allargamento del deficit commerciale. Il dato è generale, ma se si va nel dettaglio a verificare quello del comparto orafo, nei primi nove mesi dell’anno il commercio estero in gemme e gioielli hanno registrato una crescita del 38,5 per cento raggiungendo quota 33,5 miliardi, mentre le importazioni di oro e argento sono aumentate del 53,8 per cento a 45,5 miliardi dollari.

Cina. È l’anno del Drago per il paese dell’Estremo Oriente. Per celebrarlo, i cinesi hanno puntato sul consumo e le vendite al dettaglio hanno superato i 74 miliardi di dollari (il 16,2 percento in più). La settimana di festa iniziata il 23 gennaio vede in cima alle preferenze lingotti d’oro e gioielli in tema (a forma di drago). Buono dunque l’impatto della pubblicità effettuata nel periodo precedente. Le ricerche del gruppo Rapaport hanno evidenziato che le vendite in gioielleria sono state guidate da una forte domanda d’oro; stabili i diamanti.

Israele. Sbarca a Bangkok l’industria israeliana del diamante. Debutto alla fiera thailandese per un gruppo di aziende ospitate in un padiglione nazionale, per la prima volta istituito alla Bangkok Gems & Jewelry Fair, in calendario dal 9 al 13 febbraio. I buyer potranno fare visita alla delegazione coordinata dall’Idi – Israel Diamond Institute. L’Asia è il secondo mercato di esportazione dei diamanti israeliani, rappresentando oltre il 33% delle vendite delle pietre lavorate. “La promozione nei mercati asiatici è uno dei principali obiettivi dell’Idi – ha spiegato l’amministratore delegato Eli Avidar – e per questo abbiamo anche aperto un ufficio, a Hong Kong”. “Il mercato thailandese è maturo per accogliere l’industria israeliana del diamante – ha commentato Nissim Palomo, vicedirettore e Chief Marketing Officer dell’Idi -. Il consumatore locale è alla ricerca del fascino dei diamanti e degli altri articoli di lusso”.

E in Europa… Tre giorni di fiera dedicata al mondo del diamante: si è svolta dal 29 al 31 gennaio la terza edizione della Antwerp Diamond Trade Fair, in Belgio. Compratori di diamanti provenienti da Europa, Medio Oriente e Turchia hanno visitato gli stand di circa 70 aziende di diamanti di Anversa, le cui vetrine hanno esposto una collezione senza precedenti di pietre preziose e gioielli con diamanti. Organizzata dalla antichissima Borsa dei diamanti di Anversa e in partnership con l’Antwerp World Diamond Centre, ha ospitato buyer provenienti da paesi come l’Arabia Saudita e il Libano, mercati di riferimento che registrano una domanda sempre più forte di beni di lusso. Per il 2013 sono in corso contatti con Nord America, Cina e Sud-Est asiatico.

Un po’ d’Italia. Italia meta di turisti e viaggiatori e la notizia fa bene al commercio. Secondo Global Blue, azienda specializzata nel commercio con clientela estera, nel 2011 gli acquisti degli stranieri extra Ue sono cresciuti del 31% rispetto al 2010. Trofeo del big spender ai russi (24% della spesa totale, con un incremento del 30% rispetto all’anno precedente), seguiti dai cinesi (15% del totale, con acquisti lievitati del 72%). Lo scontrino medio è di 717 euro (+2%) e per il dato bisogna ringraziare i secondi, che spendono in media circa 200 euro in più dei primi. A seguire ancora, giapponesi, statunitensi, taiwanesi e brasiliani. Di questa grossa fetta di commercio al dettaglio, il 77% è stato destinato alla moda, il 12% a orologi e gioielli. Milano si conferma capitale dello shopping, seguita da Roma e Firenze.


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