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Leo Pizzo, perso il ricorso sul negozio in Galleria a Milano

L’azienda orafa aveva chiesto di restare in virtù del diritto di prelazione e di cancellare l’aggiudicazione all’asta all’argenteria Del Vallino: bocciatura del Tar

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Leo Pizzo perde il ricorso sul negozio in Galleria Vittorio Emanuele a Milano: il Tar ha bocciato la richiesta dell’azienda orafa, che aveva chiesto di restare negli spazi che occupa dal 2005 in virtù del diritto di prelazione – requisito assente dal bando – e di cancellare l’aggiudicazione all’asta all’argenteria Del Vallino (gruppo Buccellati). Come riportato da Il Giornale, la decisione che dà ragione al Comune di Milano (al quale la società dovrà pagare le spese legali) porta la firma del presidente della quarta sezione del Tar Angelo Gabbricci. La Leo Pizzo contestava l’assenza del diritto di prelazione nel bando e l’assegnazione a Del Vallino dei 40 punti riservati all’offerta tecnica.

Per quegli spazi, il Comune aveva fissato più punti ad attività commerciali di eccellenza nel campo della vendita di gioielli, a seguire la vendita di oggetti o arredi di design, poi opere d’arte e infine prodotti enogastronomici di alta gamma.“L’invocata prelazione sull’immobile demaniale – cita la sentenza riportata dal quotidiano – non sembra conciliabile con il principio, ormai pacifico in giurisprudenza, per cui, alla scadenza, le concessioni d’uso di beni pubblici vanno di regola riassegnate mediante una procedura comparativa rispondente ai principi comunitari in materia di libera circolazione dei servizi, par condicio, imparzialità e trasparenza”. Non è ancora noto se Leo Pizzo ricorrerà al Consiglio di Stato.

 


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