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L’emozione del bello

La bellezza «è bella» solo se si mostra tale a prescindere dalla forma e dalla sua fisicità. La bellezza ci trafigge (Thomas Mann) all’improvviso solo perché in qualche modo la si è incontrata e non c’è alcun aspetto che può determinarne l’oggettività. È un’emozione che ci incanta.

Sicuramente un bel prodotto, una bella persona sono identificabili come tali perché posseggono una loro fisicità che si muta in oggettività secondo una serie di canoni che la designano, ma la bellezza vera, quella astratta che lascia ammaliati, è inopinatamente riscontrabile ovunque, anche in un bel carattere che rende una persona bella senza che se ne metta in discussione la fisionomia. Così capita con le opere d’arte e con i gioielli che posseggono un valore capace di attrarci al di fuori di ogni regola.

blog luigi_bellezza

Sempre più spesso si associa la bellezza al nome, al brand. Alle grandi aste, ad esempio, si acquista il Picasso o il Tal dei Tali e quell’opera diventa bella perché è un Picasso o un Tal dei Tali; lo stesso accade con i grandi brand. Piacciono e basta perché quella firma, quel marchio sono diventati (arbitrariamente) sinonimo di bellezza da seguire e basta. Ma non è così.

Un’opera, un gioiello sono belli perché hanno la capacità di emozionarci, di ammaliarci e non c’è nome che possa garantirne il fascino, e non c’è moda che lo renderà attraente.


1 commento

  1. sì è giusto, il bello si manifesta attraverso questa «emozione»

    però l’emozione è un sintomo di uesta sensazione del bello ma il motivo, il meccanismo, l’accadimento non trova in questo la sua spiegazione

    un po’ come dire che del bello cogli la conseguenza esperienziale, ma non la causa


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