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L’effimero, l’arte ed il mercato

“Three Studies of Lucian Freud”, di Francis Bacon

Nel mese appena conclusosi solo nelle aste americane sono stati battuti dipinti di arte moderna e contemporanea per una cifra da capogiro, quasi 2 milioni di dollari, sconfinando ogni altro precedente record in un settore (quello dell’arte) dove l’ascesa dei prezzi è stata un crescendo, a partire dalla fine, degli anni Ottanta con gli 82,5 milioni di dollari sborsati per il Ritratto del dottor Gachet di Van Gogh.

“Silver Car Crash” di Andy Warhol

Dagli inizi del nuovo millennio, sono diventate star del mercato gli artisti contemporanei, per alcuni dei quali (ancora viventi) la produzione è tuttora in corso per la gioia dei mercanti; il “cagnolino gonfiabile” di Jeff Koons è stato infatti acquistato per 58.4 milioni di dollari, ma gli esempi da citare sarebbero tantissimi.
Protagonisti assoluti di questa nuova stagione (difficile per alcuni versi da comprendere) sono state due opere di Maestri che hanno fatto la storia del secondo Novecento. Il primo è un trittico, “Three Studies of Lucian Freud”, di Francis Bacon, l’artista dublinese, inquieto indagatore della vita umana, che da Christie’s a New York per 142,4 milioni di dollari è stato aggiudicato (da un ignoto compratore) al prezzo più alto mai pagato di tutti i tempi; il secondo invece, è un dittico di Andy Warhol “Silver Car Crash” battuto sempre a New York, ma da Sotheby’s per 105 milioni di dollari, stabilendo così anche per il padre della Pop Art un nuovo record assoluto.

“The Pink Star”, un raro e purissimo diamante rosa da 59,60 ct.

Ma il mercato dell’arte è stato generoso anche con il mondo della gioielleria e delle pietre preziose che ha raccolto 199,5 milioni di dollari, una cifra da capogiro lievitata in particolare grazie agli 83,2 milioni di dollari spesi a Ginevra (sempre da un anonimo compratore) per “The Pink Star”, un raro e purissimo diamante rosa da 59,60 ct.

È evidente che la lezione delle bolle speculative è servita, se il mercato e gli investitori maturano nuove scelte, rispetto alle quali è immaginabile che ci saranno nuovi e più eclatanti record.
Ma fino a quando l’alterazione dei valori economici (che prevalgono di gran lunga sui valori estetici) condurrà scelte d’acquisto/investimento così forti prima di implodere su se stessa? Ai posteri l’ardua sentenza.


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