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Le galanterie del Museo Duca di Martina di Napoli

Squisite raffinatezze per lussuosi svaghi d’altri tempi

Il Settecento rappresentò per certi aspetti un’epoca in cui la mancanza di equilibrio e l’estremizzazione degli eccessi, favorirono la strada al compiacimento estetico, tutto rivolto alla raffinatezza dei piaceri e dei sensi.
In questa nuova concezione di vita, grande fortuna ebbero le galanterie, piccoli oggetti d’uso quotidiano, realizzati però con materiali preziosi e tecniche elaborate; l’oreficeria, e in generale l’attività artigianale, infatti, di pari passo ai cambiamenti sociali e all’evoluzione estetica, rivolse la sua attenzione proprio verso quegli oggetti del quotidiano che smisero i materiali più usuali per arricchirsi di preziosità e rarità che avrebbero reso la vita dei nobili e degli aristocratici ancora più comoda e piacevole.
Ecco allora la produzione di orologi da tasca, di ventagli, di pomi di bastone in oro o ceramica, di tabacchiere, di nécessaire, di astucci e di scatole da destinare a mille usi diversi.
Collocata ufficialmente nella villa Floridiana, la vasta raccolta, che conta oggi circa seicento galanterie, fu donata dal duca di Martina, Placido de Sangro, collezionista sensibile e raffinato alla città di Napoli.

Museo Duca Di Martina

La villa Floridiana, la cui presenza è testimoniata già nel XVIII secolo, nel 1817 fu costrettamente svenduta dai proprietari al re Fedinando di Borbone che voleva destinarla a residenza estiva della moglie morganatica Lucia Migliaccio di Partanna, già duchessa di Floridia (sposata dopo la morte della regina Maria Carolina nel 1814).Tutta l’area acquisita fu affidata alla ristrutturazione dell’architetto Antonio Niccolini (già architetto del San Carlo) che oltre a provvedere alla risistemazione e al disegno delle aree verdi, concepì e costruì la Villa sui preesistenti edifici. Nel 1826, alla morte della Duchessa, gli edifici e l’area, subirono numerose trasformazioni, fino al 1919, quando, dopo l’acquisizione dell’intero complesso da parte dello Stato, il sito fu destinato a sede museale. Il Museo Duca di Martina, presente dal 1931 nella Villa, ad oggi, comprende oltre seimila opere databili dal XII al XIX secolo.

Tra gli oggetti più particolari, si possono menzionare gli astucci-nécessaires; boîtes finemente decorate, per lo più realizzate in materiali preziosi dotate al loro interno di minuscoli flaconi e di una serie di oggetti per la cura del corpo, forbicine, lime, pettinini per baffi e ciglia, oppure, piccoli strumenti tecnici di misurazione e tavolette in avorio per la scrittura, le cosidette aide-memoire. I vari oggetti erano alloggiati in spazi appositi, sagomati e rivestiti di tessuti preziosi e ricercati come seta o velluto.

Sono presenti nella raccolta molte scatole a ritratti, utilizzate a partire dalla fine del secolo XVII, come doni reali per ambasciatori, diplomatici ed in generale agli incaricati degli affari di stato. Non mancano preziose e talvolta eccentriche tabacchiere, realizzate in oro e in porcellana; il Settecento infatti, fu definito “le siècle de la Tabatière”, perché divenne di moda tra i signori il loro utilizzo abbinato agli abiti indossati, si narra infatti, che Filippo d’Orléans avesse una tabacchiera diversa per ogni giorno dell’anno. Infine, tra i tanti altri oggetti degni di nota, si annoverano nella collezione Duca di Martino, le scatole per belletto e per nèi. Durante il periodo rococò (1730/179) si diffuse tra l’aristocrazia la moda di imbellettarsi il viso e di incipriarsi per rendere bianca la pelle del viso e del décolleté. Su quegli innaturali pallori, era d’abitudine applicare dei finti nèi, che venivano custoditi in appositi contenitori, anch’essi realizzati in materiali preziosi riccamente ornati. Tanto era diffuso questo costume, che si sono conservate due tipologie di porta-nèi, uno da toilette, ed un altro tascabile da tenere sempre a portata di mano nelle borsette.

Tutte le galanterie della collezione esposte al Museo rappresentano con molta chiarezza il gusto e le espressioni artistiche del periodo che va dai secoli XVII al XIX e che racchiudono le principali e più importanti manifatture e tipologie stilistiche di quegli oggetti che rappresentano oggi una testimonianza della cultura raffinata e cosmopolita di quegli anni.

orologio beauty

Nécessaire
Inghilterra, 1770 ca.
Oro, smalto, vetro, granati, ferro, cristallo di rocca, avorio e velluto.
h. 13,4, largh. 5,1, prof. 3,5 (iscrizione sul meccanismo dell’orologio: Rob. Sellers London 1232)

Il cofanetto con quattro piedini è realizzato in oro lucido e sabbiato, cesellato e sbalzato. Il coperchio, incernierato e montato con una montatura in oro rosso, termina con un orologio a sua volta sormontato da un piccolo fiore impreziosito di granati e strass.
Per mezzo di un bottone di chiusura costituito da un rubino circondato di strass, si accede al nécessaire composto da strumenti per le unghie, flaconi in cristallo di rocca con tappo in oro e da un carnet per appunti in avorio traforato con la rispettiva matita. 

Tabacchiera
Parigi, 1783/1784
Oro, smalto traslucido, smalto, tempera su carta, vetro.
h. 2,2, largh. 8,4, prof. 5,7

Di forma ovale la tabacchiera è realizzata in oro. Il coperchio, incernierato, presenta un medaglione  che contiene una miniatura a tempera di Napoleone effigiato con il collare della Legion d’Onore ricoperta da un vetro di protezione. La miniatura è circondata da una cornice dorata decorata da fiori realizzati anch’essi in oro su fondo di smalto blu. Anche i lati dell’oggetto sono decorati con disegni in oro su fondo di smalto blu. La miniatura è firmata dall’artista di corte J.B. Isabey, autore di numerose miniature di Napoleone, utilizzate come decorazioni di tabacchiere utilizzate come doni diplomatici.

Tabacchiera
Svizzera, fine sec. XVIII
Oro, smalto traslucido, smalto dipinto.
h. 3,4, largh. 8,4, prof. 6,1

Di forma ovale con coperchio incernierato, la tabacchiera è realizzata in oro rivestito con pannelli ovalli in smalto du roi traslucido su fondo guilloché “osier”. Il coperchio presenta, lungo il bordo una cornicetta di mezze perle incastonate e al centro (tra cornicie d’oro) un medaglione dipinto a smalto su cui è raffigurata una raffinata scena galante.

Flacone portaprofumo
Francia, seconda metà del secolo XVIII ca.
Cristallo di rocca e oro.
h. 10,5, larg. 4,4, prof. 2,3

In forma di fiaschetta, il flacone è diviso in due parti, quella superiore racchiusa da un tappino in oro rosso traforato era destinata, forse, a contenere un profumo, quella inferiore, invece, è chiusa da un coperchio incernierato e probabilmente era destinata a contenere tabacco o crema. Realizzato interamente in cristallo di rocca, è inciso con motivi a graticcio e decorazioni rocaille.

Astuccio
Inghilterra, 1760/1770 ca.
Agata, oro e smalto.
h. 11,4, diam. 2,2
(iscrizione sul tappo: en amitiè fidelle)

Di forma cilindrica, l’astuccio è decorato su tutta la superficie da una guaina d’oro traforato a giorno e cesellato con decorazioni a festoni.

Agoraio
Agoraio con ditale in oro e granati di manifattura probabilmente francese con una datazione intorno al 1760 circa

 


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