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Le focose demi-vierges delle fiere importanti

All’erta, caro il mio tastierista, all’erta! Stai per entrare in un campo minato e ti conviene fare attenzione a dove metti i piedi, alla lettera. Ma poi: sei proprio convinto di “voler” scrivere sulle fiere? Chi te lo fa fare? Cosa ti fa pensare che ce ne sia davvero bisogno? Non credi che basti e avanzi quanto scriveranno altri?
Certo che basta e, volendo, avanza. Però, è anche vero che a scrivere qualcosa di non perfettamente allineato al fiera-pensiero si rischiano solenni bacchettate nelle mani, un male cane. E basta un giudizio non proprio entusiastico per essere classificati nella categoria “nemici” (neanche sospetti o potenziali: nemici punto e stop) e per ricevere pressanti richieste di spiegazioni e non meno pressanti offerte di corresponsabilità. Vedi, se le scrive un altro, certe cose, beh, pazienza; ma se le scrive uno come te (e va a finire che quell’uno lì si monta la testa: allora conto, sono qualcuno) il discorso cambia. Eppure lo sai quanto lavoriamo perché tutto vada nel migliore dei modi, per il bene del settore. Sì, lo so.
Ebbene, non poche tra le persone che dirigono fiere o quantomeno vi lavorano in posizioni di responsabilità sono suscettibili come demi-vierges. Per la verità lo sono state sempre, ma in illo tempore le reazioni erano più sanguigne o, se preferite, meno studiate. Oggi il più vago accenno a una critica, a un mini-dissenso scatena reazioni pesanti, al punto che si dura fatica a far trionfare l’evidenza; e l’evidenza, il più delle volte, consiste nella solare volontà di dare una mano – altro che criticare per il gusto di farlo! – a questa o a quella struttura in difficoltà o in transizione. Si finisce per esercitare non il diritto ma una specie di dovere di cronaca. Il che non esclude ragionevoli rilievi, anzi li imporrebbe.
All’erta, blogger!! All’erta sto! Almeno, spero. Ma finiamola qui. Dalla notte dei tempi i gioielli si fanno con gli stessi materiali preziosi. Dalla notte dei tempi le fiere ottengono e dichiarano risultati positivi senza soluzione di continuità: di bene in meglio. Anche in futuro andrà tutto a meraviglia, a dir poco. E il gioiello tradizionale, quello fatto di materiali preziosi, continuerà a prendere solenni scapaccioni. Però di design.


2 commenti

  1. Alberto says:

    E però, Roggini, sia più chiaro nei riferimenti. Magari giova al dibattito.


  2. Gianni Roggini says:

    Caro Alberto, ringrazio: in futuro farò tesoro del consiglio sui “riferimenti chiari”, che, fra l’altro, viene da una persona straordinariamente competente. Nel caso specifico, però, non mi sembra che servano, perché certi atteggiamenti non sono esclusivi di questo o quel personaggio, di questa o quella fiera, mentre sono genericamente tipici di uno storico rapporto fra chi fa e chi informa su ciò che è stato o sarà fatto. Ecco, il “dibattito” potrebbe svilupparsi intorno alle caratteristiche dei rapporti fra gli enti espositivi e gli organi d’informazione specializzata. Rapporti non sempre e non necessariamente negativi.


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