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Laura Bellini, sofisticato grunge e tocchi di romanticismo

Si affida ad ispirazioni diverse Laura Bellini per inventare l’inaspettato. Si lascia influenzare da tutto perché è da quel tutto che tira poi fuori dettagli spettacolari che mettono la sua firma in una bella fiera delle vanità. Celebra la donna e le sue smanie, e non parliamo di sogni, queste sono visioni fantastiche in cui si concede il lusso di mettere solo quello che le piace. In ogni collezione riparte dapprincipio, con forme e materie più disparate, strane ed eccentriche.

All’argento addiziona perle coltivate, ebano, pietre dure… ma è il tocco finale che il più delle volte prende il sopravvento, come la presenza di grandi nappe -di corda o di perline-, di nastri di organdis, di ricami di filigrane. Inutile cercarne un motivo, sono impasti camaleontici in cui Laura Bellini sa fare della stranezza una elettrica attrazione e le presenze di “disturbo” diventano subito una piacevole sorpresa. Il colore appare a tratti ma vivace, altrimenti che senso avrebbe la sua presenza, ed i volumi non sono mai timidi perché sono questi i tasti che fanno vibrare il vero fashion.

Quando sceglie un elemento il gioiello che nascerà è già nella sua testa e curioso è il modo in cui riesce ad annodare insieme stilemi estremi, come inserire tracce di un sofisticato grunge insieme ad un grazioso tocco di romanticismo, a volte senza un visibile distacco. Un altro suo tipico gesto artistico azzeccato e ben calibrato.


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