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L’arte orafa di Gianmaria Buccellati in mostra a Venezia

Fino al 12 novembre alla Biblioteca Nazionale Marciana oltre 75 capolavori del maestro milanese: esposti per la prima volta in Italia alcuni gioielli, come la Spilla drago

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Gianmaria Buccellati, spilla Drago (1976)

Tra gli oltre 75 gioielli esposti alla mostra “Gianmaria Buccellati. Capolavori d’arte orafa” a Venezia ci sono anche alcune creazioni mai esposte prima in Italia, come la spilla Drago (1976) e il suo iridescente opale messicano, gioiello di nuova acquisizione. Fino al 12 novembre sarà possibile godere dei capolavori di arte orafa del maestro milanese, grazie all’evento organizzato dalla Fondazione Gianmaria Buccellati e dalla Gianmaria and Rosa Maria Buccellati International Foundation in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Marciana, dove si svolge.

La mostra è curata da Rosa Maria Buccellati e Chiara Tinonin, con il coordinamento di Swiss Luxury Culture Management. In vetrina le creazioni di una tra le più importanti personalità creative dell’haute joaillerie mondiale del XX secolo, che incontrano una nuova veste espositiva nella straordinaria cornice del Salone Sansoviniano della Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia tra i tondi dipinti sul soffitto dagli artisti più in voga del ‘500, tra cui Paolo Veronese, e il ciclo di ritratti di filosofi cui partecipò Jacopo Tintoretto.

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Il desiderio di mantenere viva nella memoria tattile degli artigiani contemporanei la padronanza degli antichi saperi dell’arte orafa fu una delle sfide più importanti che Gianmaria Buccellati ereditò dal padre Mario. La mostra è articolata in più sezioni che documentano in profondità le tecniche esecutive tipiche dello stile Buccellati, come il traforo a tulle o nido d’ape, una tecnica che conferisce ai gioielli leggerezza quasi impalpabile, ben visibile nel Bracciale del padre Mario (1925) e in quello di Gianmaria (2012) e, nella versione a raggiera, nella Collana con broche pendente con giada e orecchini (1984-85), un altro gioiello inedito di recentissimo ingresso nella Collezione; come l’ars incisoria e le sue straordinarie evoluzioni a firma Buccellati, oppure come l’incisione a ornato e quella a effetto seta.

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Di assoluta rilevanza tecnica e artistica è la riproduzione della complessa tecnica a sbalzo dell’antica Roma imperiale nella serie delle Coppe di Boscoreale (2002-2008) così come la singolarità dell’incatenazione nella Parure Pizzo Venezia (1992), nata dall’attento studio di un prezioso merletto veneziano; una sintesi di arte e storia in un oggetto che riassume due mestieri straordinariamente vicini, quello dell’orefice e della ricamatrice, mestieri che trovarono nel Rinascimento il momento della loro massima espressione.

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Fu, infatti, sul finire degli anni Sessanta del secolo scorso, che durante una visita al Museo degli Argenti di Palazzo Pitti a Firenze, ammirando i capolavori di oreficeria e di glittica del tesoro della famiglia Medici, Gianmaria maturò l’idea di volersi misurare nella realizzazione di opere che fossero in grado di competere con quelle medicee quanto a magnificenza e tecnica esecutiva.

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Alla mostra si possono ammirare quattro esempi della collezione di “Oggetti Preziosi” realizzati da Gianmaria Buccellati: la Coppa della Regina (2002), la Coppa dell’Arcobaleno (2012), il Sacro Graal (2013) e la Coppa Florentia (2014), opere di straordinaria eleganza, ricchezza e finezza esecutiva, summa maxima della passione di Gianmaria Buccellati per l’arte orafa. La mostra pone l’accento anche sulle pietre preziose, la cui rarità e spesso unicità costituiva motivo di grande interesse e sollecitazione creativa per Gianmaria Buccellati. Ne sono esempio i gioielli della serie Animalier con l’utilizzo di perle scaramazze come corpo centrale di una figura zoomorfa: la spilla Panda (2001), la spilla Lumaca (2009), la spilla Scorpione (2010), la spilla Gran Dama (2003) con la straordinaria perla Melo e la stessa spilla Drago.

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Orari
da lunedì a domenica, dalle ore 10 alle ore 19
dal 1 novembre la mostra chiuderà alle ore 17
(la biglietteria chiude un’ora prima della chiusura)


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