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L’Archivio Bulgari a Gold In Italy: in mostra documenti e oggetti di un’eccellenza italiana

Mancano pochi giorni all’esordio, sabato, del nuovo format di Arezzo Fiere e Congressi dedicato alle produzioni orafe nazionali

Mancano pochi giorni per il debutto di Gold in Italy, l’evento dal nuovo format organizzato da Arezzo Fiere e Congressi, e già trapelano alcune interessanti sorprese: durante la rassegna che si svolgerà dal 26 al 28 ottobre, infatti, ci saranno numerosi eventi e mostre collaterali tra cui una selezione dei materiali presenti nell’Archivio Bulgari, frutto dello straordinario lavoro di ricerca condotto da Costantino Bulgari (1889-1973) a cura dell’Università di Siena e dell’architetto Giovanni Raspini.

La manifestazione che prenderà il via sabato si presenta al proprio pubblico rinnovata nei contenuti: sarà infatti una vetrina esclusiva di più di 200 fra le migliori aziende orafe ed argentiere del made in Italy. Non solo spazi espositivi, ma anche appuntamenti programmati con interlocutori qualificati, circa 150 buyers internazionali accuratamente selezionati, e ancora momenti di comunicazione ad hoc in cui gli espositori saranno chiamati personalmente a parlare del loro prodotto.

In questo contesto di valorizzazione del prodotto italiano si inserisce la selezione dell’Archivio Bulgari che sarà esposta al padiglione Chimera: tra gli oggetti esposti, anche alcuni disegni di Giovanni Valli, storico disegnatore dei gioielli Bulgari, e alcuni oggetti in argento citati e catalogati. L’Archivio fu raccolto da Costantino Bulgari, uno dei massimi esperti di argenterie e oreficerie italiane antiche, figlio del maestro argentiere greco Sotiris Voulgaris (fondatore della società), ed artefice egli stesso, con il fratello Giorgio, dello sviluppo dell’azienda.

L’archivio comprende una serie di cataloghi cartacei (spesso arricchiti da foto o disegni riproducenti gli oggetti), un fondo fotografico (stampe positive e lastre negative) e un fondo costituito da impronte (calchi) tratti da bolli. Il registro principale è il Catalogo generale numerico, che raccoglie oltre quattromila bolli identificati da un numero univoco stabilito dallo studioso. Ad esso si affiancano due cataloghi paralleli che permettono di orientare la ricerca in più direzioni.

“L’opera di Costantino Bulgari – ha sottolineato Giovanni Raspini, autore della Mostra – è tutt’oggi una base imprescindibile per lo studio dell’argenteria italiana. La sua precisione e meticolosità nella raccolta degli esemplari e nello studio dei Bolli (o punzoni) ci permette di classificare le produzioni italiane, costituendo una fonte preziosa e fondamentale di conoscenza per gli studiosi di tutto il mondo. Abbiamo così deciso di esporre 11 pezzi di collezioni private che meglio rappresentano e sintetizzano i criteri di documentazione scientifica di Costantino Bulgari, corredati come sono da schedatura e disegno del pezzo”.

Cultore e collezionista di oreficeria, tra la fine degli anni Quaranta e l’inizio dei Sessanta del Novecento, Costantino Bulgari condusse importanti ricerche relative agli orafi e agli argentieri di tutte le regioni e delle principali città italiane, dando vita alla pubblicazione di una raccolta, Argentieri, gemmari e orafi d’Italia, divenuta riferimento assoluto per tutti gli studiosi di oreficeria e argenteria antica, in particolare di Roma e degli Stati della Chiesa.

Il primo risultato delle indagini di Bulgari, durate circa 25 anni, fu il volume dedicato agli argenti romani e pubblicato nel 1958. Il suo ultimo lavoro è invece datato 1974 (uscito postumo) per un totale di sei libri con la copertura dell’estensione dello Stato Pontificio preunitario (Roma, Lazio e Umbria, Marche e Romagna, Emilia).

Il progetto di Costantino era tuttavia quello di portare a compimento i restanti volumi relativi alle altre regioni italiane, purtroppo mai pubblicati, ma per cui lo studioso aveva raccolto, nel corso degli anni, con straordinario rigore scientifico, schede di migliaia di bolli, spesso di argentieri sconosciuti, e innumerevoli relazioni sugli oggetti, di solito mai visti, inediti e rari, divisi per regioni e città. Il tutto completato da stampe fotografiche e diverse lastre vitree più antiche. Oltre a questi documenti, all’interno dell’archivio sono presenti una trentina di schedari in legno contenenti centinaia di cartelline su cui sono applicati i calchi in cera dei bolli e il loro positivo riportato in gesso e più di 300 rappresentazioni grafiche di oggetti in argento, sia sacri sia profani, che Costantino fece realizzare nel tempo da Giovanni Valli, storico disegnatore dei gioielli Bulgari.

“L’uso del disegno – continua Raspini – fu preferito alla fotografia. Ai tempi infatti lo sviluppo e l’elaborazione dello scatto fotografico era procedimento più lento rispetto al disegno effettuato da un disegnatore di fiducia, quale fu per Bulgari Giovanni Valli. Ecco perché oggi abbiamo anche bellissimi acquerelli che documentano questa preziosa opera di catalogazione”.

Nel 2010 Anna Bulgari Calissoni, figlia di Costantino, la quale ha continuato e perfezionato l’opera del padre, ha donato l’intero archivio al Lab.Or, Laboratorio di Storia e Tecnica dell’Oreficeria, con sede presso il Dipartimento di Scienze della Formazione, Scienze Umane e della Comunicazione Interculturale di Arezzo (Università degli Studi di Siena).


1 commento

  1. la moda e’ importante ci vuole le stofe deglli accessiori le borse i tacchi a spillo anche ci stagione adata e le pose della pubblicita’ e logo


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