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L’Algeria blocca l’import di gioielli, consigliere di Arezzo chiede intervento del governo

Domani sarà presentata da Pilade Nofri una interrogazione al sindaco affinché si attivino i canali diplomatici per mettere fino alla sospensione

Sarà presentata domani un’interrogazione in Consiglio comunale ad Arezzo per chiedere al Sindaco di intervenire presso il Governo affinché attivi i canali diplomatici capaci di mettere fine al blocco delle importazione orafe in Algeria. Da dicembre, infatti, il governo del paese africano ha sospeso il permesso di importare oreficeria nel paese. Ad annunciare l’interrogazione sarà il consigliere Pilade Nofri (Pd), Vice Presidente III Commissione Attività produttive, sviluppo economico e turismo.

“La speranza che la situazione si potesse sbloccare successivamente alle elezioni interne svoltesi nello scorso aprile è stata vana: purtroppo, infatti, dopo quasi otto mesi, le importazioni sono ancora interdette e un nuovo testo di legge che le regolamenti non è stato ancora elaborato – si legge in una nota del consigliere -. L’improvviso blocco delle esportazioni verso l’Algeria crea numerosi problemi al settore orafo aretino: la quota di esportazione può adesso contare quasi esclusivamente sulle vendite operate verso i paesi del Nord-Africa e verso gli Emirati Arabi che pure, a loro volta, commerciano verso l’Algeria sia i prodotti aretini sia quelli dei concorrenti: India, Cina, Turchia”.

Nofri ricorda che il governo Algerino, a partire dal 2013, aveva introdotto forti agevolazioni fiscali per tutte le merci importate dai Paesi europei tramite lettere di credito bancario. Questo aveva creato un improvviso e cospicuo aumento del fatturato e dell’indotto nel nostro settore, le cui dimensioni si possono verificare incrociando i dati relativi alle fatturazioni verso l’Algeria del 2013 con quelli degli anni precedenti.

Nofri chiede quindi un’azione verso il Governo italiano e la convocazione urgente della Commissione consiliare attività produttive “quale luogo istituzionale ove discutere approfonditamente l’argomento mediante l’audizione sia delle associazioni di categoria sia di alcuni imprenditori che, preliminarmente contattati, hanno già dato disponibilità e condivisione a questa iniziativa”.


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