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L’adrenalina è altissima

Prima Bernstein poi il modernissimo Gershwin, Čajkovskij ed il crescendo continuo dell’iper noto Bolero di Ravel. Impossibile non lasciarsi contagiare, sguinzagliare la mente e lasciarla libera di seguire-inseguire le note in un confondersi di picchi altissimi come guglie e volute grosse e profonde come scure voragini. Una matita immaginaria segna lastre di ghiaccio, incide onde di nuvole e tratti duri e taglienti di geometrie impazzite sotto un franare di scaglie dorate e accecanti. Seguo la coralità dell’orchestra, i gesti nervosi ed eccitati di Oren -diamante in un pavé di pietre preziose-, la precisione infallibile dei solisti, l’armonia degli orchestrali.

I temi cambiano e le mie figurazioni anche.

Sono spettatrice dell’energia più pura e più violenta. La mia fantasia è un lapis di cristallo che scivola su nera ardesia.

È la (buona) musica, eterna ispiratrice, compagna eccellente della creatività.

Non sono una designer ma sento che una nuova bellezza è in mio potere, con sole sette piccole note posso creare l’impossibile, basta saperla dirigere.

Poi gli applausi, e le visioni si arrestano in un clima di dolce tristezza. Fuori da quegli stucchi dorati, dal rosso dei velluti e dal frusciare degli abiti (al San Carlo l’eleganza tiene ancora banco) gli slanci (se non li teniamo stretti) potranno perdersi nel caos della città.


4 commenti

  1. arnaldo says:

    Dovrebbe essere quasi scontato, un stato mentale scontato: la musica creatrice, ispiratrice di nuove forme, di nuovi stati, di ulteriori concettualità. Ed invece forse non sempre è proprio così. Lei illustra in maniera lucidamente ottimale ciò che la musica può apportare o comportare. Un brano musicale -di quelli di ragguardevole levatura, intendo- non è altro che la sublimazione di ciò che è stato dapprima un manufatto della nostra mente, e viceversa. Da qui, poi, all’elaborazione di un manufatto vero e proprio che si estrinsechi, ad esempio, in un gioiello, il passo è brevissimo.
    Condivido pienamente.


  2. Maria Rosaria Petito says:

    Caro Arnaldo ha colto in pieno il mio pensiero. Se Beethoven, Chopin, Mussorgsky e tanti altri con sole sette note hanno creato capolavori indimenticabili, con argento, oro, rubini e diamanti si possono immaginare oggeti da sogno. Se proprio non ne siamo capaci allora accendiamo la radio… Sempre meglio che spiare la vetrina del vicino!


  3. Amalia says:

    La creatività è donna? No. è ARTE.
    Saper inventare, osare, immaginare…è un dono.
    Se tutto ciò che viviamo potesse essere musica udiremo, haimè, troppi frastuoni.
    Se tutto ciò che suona potesse essere gioiello, indosseremmo sinfonie arricchite da minimi dettagli e maestose note.
    A Lei, il vantaggio di essere mente, immaginazione e testo. A noi la fortuna di poterla leggere ed ammirare!
    Complimenti!


  4. Maria Rosaria Petito says:

    Grazie Amalia, anche se i complimenti con cui chiude il suo commento dovrebbero essere spartiti proprio con la musica, in quanto capace di tanto.


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