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La storia dell’orologeria in una mostra su Abraham Louis Breguet

Dalla Francia alla Svizzera, dopo il successo ottenuto al Louvre la mostra su Abraham Louis Breguet, conosciuto come il più grande orologiaio di tutti i tempi, si sposta al Château de Prangins e poi al Landesmuseum di Zurigo.

Oltre 175 orologi e numerosi documenti unici al mondo (per la prima volta in mostra il Trattato di Breguet) sono attualmente esposti al Museo Nazionale svizzero nella mostra retrospettiva – sotto il patrocinio del Consigliere federale Didier Burkhalter – dedicata al grande orologiaio che abbraccia tutta la produzione della Maison Breguet durante la vita del suo fondatore, dal 1747 al 1823, quella che è considerata l’età dell’oro dell’orologeria prima della sua industrializzazione. All’epoca, infatti, gli orologi erano in gran parte pezzi unici o prototipi di nuove invenzioni: così è per Breguet, che ha rivoluzionato il mondo del tempo grazie ad una ricerca continua che ha portato alla realizzazione dell’orologio perpetuo, di quello a ripetizione al regolatore con Tourbillon, l’orologio al tatto e tanti altri.

In mostra orologi, pendole, strumenti di misura ai quali si alternano ritratti, documenti d’archivio e brevetti d’invenzione.
Nato in Svizzera e stabilitosi a Parigi (ritornerà in Svizzera solo dal 1793 al 1795), intorno al 1800 Breguet estese a tutta l’Europa – Spagna, Inghilterra, Russia dove crea una succursale a Pietroburgo e Impero ottomano – la sua rete commerciale. Attraverso la sua attività conosce grandi personaggi come Maria Antonietta, la famiglia di Napoleone, lo zar Alessandro I, re Giorgio IV d’Inghilterra.

La sua attività è continuata prima dal suo unico figlio Antoine-Louis (1776 –1858), poi dal nipote Louis-Clément (1804 –1883); dal 1870 in poi la Maison Breguet ha avuto diversi proprietari, fin quando nel 1976 i suoi laboratori si sono trasferiti da Parigi alla Vallée de Joux, in Svizzera e nel 1999 è stata rilevata da Nicolas G. Hayek, patron di Swatch group scomparso lo scorso anno.

Uno degli oggetti di maggior rilievo esposti al Château de Prangins è l’orologio da viaggio (la cosiddetta pendulette) che è oggi di proprietà del Museo nazionale svizzero: ideato da Breguet, fu acquistato dal generale Bonaparte alla vigilia della sua campagna d’Egitto. Ma la mostra è ricca anche di pezzi in prestito, provenienti dai grandi musei europei – la Royal Collection di Londra, il museo del Cremlino di Mosca, oltre che i musei svizzeri e parigini. La Maison Breguet ha recentemente acquistato il manoscritto originale di Abraham-Louis Breguet che contiene il progetto del suo Trattato, considerato uno dei documenti più importanti della storia dell’orologeria, presentato per la prima volta al pubblico nell’ambito di questa esposizione.

La location attuale della mostra (aperta fino al 19 settembre, prima di spostarsi al Landesmuseum di Zurigo dal 6 ottobre all’8 gennaio 2012) è uno splendido castello nella Svizzera romanda, costruito nel 18esimo secolo in stile francese e acquistato nel 1814 dal fratello maggiore di Napoleone, Giuseppe Bonaparte, già re di Napoli e di Spagna.



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