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La ripartenza post Covid

Preziosa Magazine invita i gioiellieri, i bigiottieri e i designers alla compilazione di questo sondaggio, in forma strettamente anonima, per provare a comprendere quale sia l'attuale interazione del mercato dopo l'intervallo del lockdown


18 commenti

  1. János Gábor Varga says:

    In realta prima di 18 maggio era meglio, sopratutto in marzo ed aprile


  2. GiulianiGioielli says:

    L’errore grande fatto è quello di spingere molto la vendita online spersonalizza molto il nostro lavoro e con le Bufale che dicono le persone credano di essere tutti grandi esperti


  3. Lucio says:

    Il mio negozio e nel centro storico di una città Storica dove l’arte, musei siti archeologici bellezze naturali Mare cibo, è in crisi profonda, tutto inutile senza turismo, tutto diventa invisibile, insopportabilmente vuoto e silenzioso. . Sarà difficile tornare subito alla normalità. Siamo vicini ad una pandemia di attività chiuse, da nord a sud 🙏


  4. serenella says:

    Tornare alla normalità con la chiusura di questi mesi , ci ha lasciato in difficoltà , non possiamo prevedere quello che avverrà in futuro .


  5. Esaltato Gioielli says:

    La ripresa dopo il 18 maggio della fase 2 oggi già quasi fase 3 , non ha assolutamente dato fiato e ossigeno alle nostre attività di gioielleria. Una cosa fondamentale è il blocco totale delle ricorrenze, se non riprendono le cerimonie, sia sacre che possibilità di festeggiare compleanni , non si avrà ripresa delle vendite di preziosi. Mi chiedo e penso di interpretare anche il pensiero di tanti colleghi da nord a sud del paese, che senso ha avuto la ripartenza così mozza, se non si possono festeggiare eventi? Che senso ha avuto ,aprire se non è stata pensata da parte del governo una imponente riforma per il nostro settore del commercio sia per sostegni a fondo perduto che blocco totale delle tasse? L’elemosina del bonus delle 600 euro non è servito a nulla! Ma la cosa più grave è stato l’abbandono totale dal momento della decisione del lockdown! Siamo stati lasciati soli ed abbandonati. Oggi purtroppo è tardi per la ripresa, molti non riapriranno più perché anche il sistema bancario , non ha voluto comprendere la gravità della situazione, anche con la garanzia dello stato. Noi siamo situati al sud del paese , precisamente a Cosenza, dove per fortuna il Covid 19 non ha ucciso tante persone , ma purtroppo con il lockdown obbligatorio da parte dello stato,le aziende non riusciranno da sole a rialzarsi. Buona fortuna a tutti.


  6. Maurizio Menicacci says:

    Io credo che la gioielleria debba riappropriarsi del proprio ruolo nel settore lusso ed abbandonare questo ruolo da ferramenta che molti negozi hanno adottato che non ha fatto altro che innescare un altra guerra tra poveri , avendo come concorrenza altri settori , che poco hanno a che fare con il commercio di preziosi .Anche perché nel settore economico l’online la fa da padrone , il brand di successo medi basso, si vende senza l’ausilio del gioielliere , quindi si sceglie l’offerta migliore e si va in una giungla . Nella fascia medio alta questo si verifica marginalmente in quanto il gioielliere diventa protagonista è la sua professionalità è garanzia per il consumatore finale che certamente lo preferisce a chi non a né arte e ne parte. La pandemia sicuramente ha dato un duro colpo al settore , ma non è stata la causa del malessere di molte attività’ , che già’ prima della pandemia ,avevano seri problemi. Non sarà’ facile ma piano ,piano chi ha i numeri (non solo in termini economici) , superera’ questo momento .


    • Maurizio Menicacci says:

      Ho commesso un errore di battitura .nella frase
      Chi non ha né arte né parte ,. a senza h.


    • Lilly says:

      Rappresento la terza generazione di gioielleria che è cresciuta nel tempo.Siamo riusciti a rimanere in piedi nonostante le rapine,i furti e le angherie della…..Ndrangheta……ma ora non è il post Covid a terrorizzarmi ma il nostro Governo ed il nostro totale silenzio davanti ad un totale sfascio


  7. Mariacristina says:

    Noi cerchiamo di lavorare sulla fidelizzazione del cliente e siamo stati premiati da questo


  8. Vincenzo Buscemi says:

    Non sarà facile recuperare ciò che abbiamo perso , oggi il nostro settore è sinonimo di superfluo , naturalmente colpiace il ceto medio e la medio borghesia, chi ha i soldi avrà sempre i soldi e potrà sempre rivolgersi al gioielliere di fiducia per i suoi regali, non sono pessimista ma dobbiamo ricostruire tutto ciò che con sacrifici avevamo fatto , unico rammarico è quello di aver obbedito senza remore a ciò che il Governo ci ha imposto una chiusura per tre mesi senza nessun aiuto, fallire per incapacità è preventivato nel rischio commerciale, ma fallire per colpa del Governo è inammissibile.


  9. Filippo says:

    Non è solo la mancanza di soldi a creare questo disastro economico ma anche l’età avanzata degli italiani e la paura di un non futuro! Non vedo come si potrà andare avanti! 50% di chiusure entro fine anno


  10. La gestione quotidiana è difficile ,tra sanificazioni e regole da seguire, poi i clienti sono molto stressati e poco interessati. Turismo azzerato al momento , speriamo almeno per luglio e settembre di avere un po’ di ripresa .


  11. Giuseppe l'Africano says:

    Da sempre, faccio verdere ai clienti come nasce un gioiello il percpercorso/viaggio che si deve fare
    se parto da una mia idea …
    .o se invece da una loro suggestione .
    …o da una loro necessità.
    Tre vie che li portano a seguirti e ad apprezzare nello specifico le diverse professionalità che compongono tutto il tragitto del gioiello.
    Oltre alla conoscenza del capire
    cosa usi perché lo usi
    do anche conoscenza sul valore dei materiali usati…. .questo li porta a comprendere certe differenze..sostanziali…
    tra due oggetti forse anche molto simili esteriormente ma la sostanza e la qualità
    sono di gran lunga differenti…
    il rapporto già creato e quelli in corso con i clienti è quasi di complicità ..
    cosa CI facciamo di bello oggi..??.

    come quando.. al solito ristorante chiedi al cuoco..cosa cè di buono OGGI?…
    o in fiducia…aspetti che LUI ti stupisca….con nuove leccornie. ..

    .se lavori così hai ritmi i lavoro costanti ..le varie crisi..le senti poco.. dato che sei un punto fermo di cose sicure…
    faccio di più come la formica …
    che la cicala …come tanti purtroppo…

    la storia orafa
    è ridondante , nei suoi alti e bassi .. potrebbero essere prevedibili..anche le reazioni di mercato a certi fatti esterni… è solo storia …
    da ri-leggere ….. e collegarci i fatti sociali collaterali….
    Purtroppo più negozi chiudono e più opzioni avranno quelli che resistono..o si sono preparati per tempo…come le formiche.


  12. margherita schiavo says:

    Voglio essere positiva! Il negozio si trova in un paese, forse le persone si fidano di più. Molte riparazioni ma anche vendite per varie occasioni. Certo acquistare cose nuove per il momento non sono in previsione, svuotare il magazzino facendo degli sconti prima del pagamento, senza tanti cartelli esposti, vedo che i clienti sono molto contenti. Quindi… Sempre avanti con fiducia e il sorriso, se siamo scontenti, sfiduciati il cliente lo sente e, visto che già in tanti si lamentano di tutto e di più…. Meglio parlare di altre cose. Buon lavoro!


  13. Pier says:

    La ripartenza è stata migliore del previsto almeno fino ad ora.
    I brand funzionano sempre , sia nel campi orologi di lusso che nella gioielleria.


  14. Dario says:

    L’ottimismo non basta. Lo Stato assente perché preoccupato di fare proclami si accorgerà ,come sempre, quando è troppo tardi.


  15. Marco Agazia says:

    Dobbiamo rassegnarci al fatto che questo sarà un anno d transizione. Chi ha le spalle larghe resisterà e poi tutto tornerà come prima perché il mercato del prezioso, finché esisterà la vanità non finirà…


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